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    Serie A - Petkovic: “Zarate? Non riesco a capirlo”

    Il tecnico della Lazio parla alla vigilia della sfida di campionato contro il Torino. “Dobbiamo trasformare la rabbia in energia positiva – spiega Petkovic -. Purtroppo ci capitano sempre squadre arrabbiate che sperano di togliere le castagne dal fuoco con noi. Zarate? Non lo capisco, gli ho dato diverse opportunità…”

    Prendere le cose positive di Firenze e trasformarle in rabbia. E' quanto si attende dai suoi Vladimir Petkovic, domani sera contro il Torino: "La rabbia l'ho smaltita, ho parlato con i ragazzi e abbiamo analizzato le cose buone e quelle da migliorare. Speriamo di trasformare la nostra rabbia in maniera positiva, purtroppo ci capitano sempre squadre arrabbiate che sperano di togliere le castagne dal fuoco con noi".

    La Lazio dovrà fare a meno di Ledesma e Hernanes squalificati: "Sarà una Lazio diversa, dovremo compensare con il collettivo, essere molto compatti e concretizzare le opportunità davanti. Qualche forza offensiva in più potrebbe servirci".

    La risposta del tecnico sull'utilizzo di un'altra punta al fianco di Klose (Rocchi o Floccari). Al posto di Ledesma in regia potrebbe giocare Cana: "Non non gioco il pre-partita con le carte aperte. Cerco di nascondere e riflettere fino all'ultimo", cela la scelta Petkovic, aggiungendo: "Il Torino può giocare con diversi moduli e giocatori validi anche in attacco. Contro di loro abbiamo fatto anche un'amichevole dove ci sono bruciate le mani, anche per la bravura loro".

    Petkovic chiede una Lazio ancora più imprevedibile, "ma non credo che gli avversari abbiano preso le contromisure. Qualche gol in più dei centrocampisti ci servirebbe". Si attende ancora la risposta di Zarate: "E' uno del gruppo, io gli ho dato diverse opportunità ma non capisco per quale motivo non riesce a esprimersi. Le sue qualità sono enormi ma deve integrarsi ancora di più nel sistema del gioco".

    Ultima chiosa sulla tecnologia nel calcio: "Sicuramente qualcosa si deve cambiare e si cambierà. Tra uno o dieci anni, comunque non si deve snaturare il calcio e dare la possibilità di decidere. Come nel football americano".