ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Serie A - Suicidio Roma, l’Udinese rimonta e vince 3-2

    Il posticipo dell’Olimpico si chiude con un cucchiaio di Di Natale all’87’ dopo un rigore inesistente: i giallorossi erano passati in vantaggio con una doppietta di Lamela, prima che Domizzi e la doppietta del capitano bianconero ribaltassero la partita. Svista clamorosa in occasione del penalty decisivo. (foto AP/LaPresse)

    Riecco Zemanlandia. E anche il suo lato oscuro. La Roma strappa applausi con un avvio micidiale contro l’Udinese, inchiodata con una doppietta di Erik Lamela nei primi 25’. Poi però inizia un’altra partita. La difesa giallorossa regala due gol a Domizzi e Di Natale per un clamoroso 2-2. Prima del patatrac finale. A tre minuti dal termine l’arbitro Massa, male aiutato dal giudice di linea, concede un rigore discutibile ai bianconeri. Dal dischetto va Di Natale che con un cucchiaio regala ai friulani l’incredibile successo. Nel male e nel bene, Zemanlandia è anche questa.

    DODO E PJANIC IN CAMPO DAL 1’ - Zdenek Zeman presenta due novità di formazione nel tradizionale 4-3-3 giallorosso. Fuori Balzaretti e Taddei per infortunio, il terzino sinistro diventa Dodò, alla prima presenza stagionale in una difesa che per tre giocatori su quattro è composta da ex giocatori del Corinthians (gli altri due sono Castan e Marquinhos). L’altra sorpresa è Pjanic, che torna titolare da interno sinistro di centrocampo al posto della rivelazione Florenzi, che parte dalla panchina con Burdisso e Destro. Confermatissimo il tridente Lamela-Osvaldo-Totti. Francesco Guidolin risponde con un 3-5-1-1 minato dalle ben 7 assenze nelle fila friulane. Oltre allo squalificato Danilo, mancano anche gli infortunati Muriel, Mazzarani, Basta, Pasquale, Pinzi e Benatia. In difesa, così, c’è spazio per Angella e Coda, mentre a centrocampo si rivede Pereyra da interno destro, con Allan davanti alla difesa e Armero esterno sinistro. Dietro all’unica punta Di Natale si muove ancora Maicosuel, con Ranegie che parte dalla panchina al pari di Fabbrini e Barreto.

    SHOW DI LAMELA, POI SOLO UDINESE - La Roma riparte da dove aveva lasciato una settimana fa a Marassi. Ritmi martellanti, pressing alto e tanto movimento senza palla. Dopo 5’ Osvaldo di testa impegna severamente Brkic, mentre al 9’ è Lamela a sprecare da un passo. L’argentino è il grande protagonista dell’avvio con altre due occasioni da gol ottime nei primi 19’ e, inevitabilmente, è proprio lui a sbloccare il risultato al 22’. Totti imbecca Piris sulla destra, il terzino mette al centro per Osvaldo che appoggia per Pjanic prima che il pallone arrivi a Lamela. Il Coco è defilato, ma insacca comunque battendo un colpevole Brkic. E un minuto dopo si ripete da un passo, raddoppiando dopo l’ennesima invenzione di Totti convertita in assist da uno svarione di Angella che lancia Osvaldo. Sembra l’inizio di una festa. Ma la Roma si addormenta, smette di giocare e riporta in partita l’Udinese. La seconda metà del primo tempo vede quasi esclusivamente i bianconeri in campo, che sfiorano il gol più volte con Di Natale e lo trovano con Domizzi al 32’, sugli sviluppi di una punizione deviata maldestramente di testa da Osvaldo. La Roma “balla” ma riesce comunque a portare all’intervallo il vantaggio.

    DI NATALE FA DOPPIETTA ED E’ 2-3 – Guidolin azzecca la mossa in avvio di ripresa, quando toglie uno spento Faraoni per Badu ottenendo al contempo due vantaggi: Pereyra va sulla fascia destra e schiaccia Dodò, mentre il nuovo entrato fa legna a centrocampo cancellando il balbettante Pjanic. Il risultato è che la Roma va in difficoltà ancora di più, regalando al 50’ un incredibile contropiede ai bianconeri. Pereyra sfonda e propizia il 2-2 di Di Natale anche grazie a uno svarione di Marquinhos e Piris. Inizia un’altra partita. Zeman risponde inserendo Marquinho per Dodò (63’) e Florenzi per un deludentissimo Pjanic (68’). La Roma inizia a carburare e schiaccia l’Udinese, che si chiude generosamente nei propri 25 metri e non regala mai buone chance al tridente di Zeman. Il boemo all’82’ mette anche Destro per Totti, ma la mossa non sortisce effetto. Perché all’86’ arriva l’episodio decisivo. Palla dentro per Pereyra, che dopo un leggero contatto con Castan va a terra in area. È rigore, un penalty che definire dubbio sarebbe riduttivo e sul quale pesa il parere dell’arbitro di linea più di quello del direttore di gara Massa. Di Natale ne approfitta e batte Stekelenburg con un grande cucchiaio, quello che decide la partita. Tutto il resto è soltanto “caciara” a centrocampo, con il pessimo Tachtsidis che riesce anche a farsi espellere per un applauso all’arbitro dopo aver preso un giallo per proteste. Profondo giallorosso.

    ROMA FRENA ANCORA, L’UDINESE E’ TORNATA – Grande impresa per Guidolin, che con un paio di mosse tattiche azzeccate vince per la prima volta nella Capitale. L’Udinese centra il sesto risultato utile nelle ultime sette partite, una serie di sfide nelle quali è stata battuta soltanto dal Napoli. La prova migliore che il tecnico bianconero ha trovato ancora una volta la quadratura del cerchio. I punti in classifica, grazie alla seconda vittoria consecutiva, diventano 12. Adesso il campionato può dirsi iniziato, mercoledì in casa con il Catania è tempo di conferme prima della trasferta di Bologna. Discorso agli antipodi per una Roma che fa due passi avanti e tre indietro, incappando nel primo ko dopo due vittorie di fila tra Atalanta e Genoa. I gol subiti diventano 16, peggior difesa del campionato con il Chievo penultimo. I punti restano 14 in una giornata che avrebbe potuto portare i giallorossi a -1 dalla Lazio. Come contro il Bologna, La Roma va sul 2-0 e poi si fa rimontare tre reti in modo clamoroso. L’impressione è sempre la stessa. Che gli ingranaggi di Zeman siano ancora troppo deboli per stare in piedi con un centrocampo che continua a vivacchiare sull’equivoco che propone Tachtsidis regista e De Rossi interno. Rinunciare a un giocatore sarebbe già tanto, il boemo questa volta ha azzardato ancora di più mettendo anche Pjanic per Florenzi. E, alla fine, la scommessa non ha pagato. Al di là degli episodi arbitrali, pesantissimi come in tutta questa sfortunata giornata di calcio.

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