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    Settebello ancora da urlo: è finale olimpica

    Nel replay della finale mondiale di Shanghai, la Serbia è sconfitta per 9 a 7 dopo una partita dominata in tutte e quattro le frazioni da un meraviglioso Settebello. In finale, domenica, ci sarà la Croazia

    E dopo i tri campioni olimpici, di fronte al Settebello di Sandro Campagna si devono inchinare anche i vice-campioni del mondo della Serbia. Nel replay della finale mondiale di un anno fa a Shanghai, infatti, i ragazzi della pallanuoto dominano la semifinale con una freddezza da veterani e si regalano la finale Olimpica vent'anni dopo Barcellona 1992.

    Un dominio netto degli azzurri, mai in discussione, con un Settebello capace di vincere tutte le frazioni e cedere solo nel quarto tempo alla pressione disperata dei serbi. Una partita quasi perfetta. Una prestazione, ancora una volta, di un formidabile gruppo.

    PARTENZA A RAZZO - Il primo tempo è da subito accesso. Il Settebello va avanti con Gallo ma, la Serbia, reagisce infilando due reti consecutive che li mandano a +1. Sarà il loro unico vantaggio della partita. Sì perché da quel momento il Settebello inserisce il turbo e, nelle tre azioni successive allo svantaggio, infila 3 reti consecutive con Giorgetti, Felugo e ancora Gallo. Quattro a due e Serbia annichilita.

    REAZIONE IMPORTANTE - I serbi però non sono vice campioni del mondo per caso e a inizio secondo quarto provano ad alzare maggiormente la pressione. Gli uomini di Udovicic sfruttano alla grande le loro superiorità numeriche (2/2) mentre l'Italia continua a litigare con l'uomo in più infilando una sola rete su tre chances e facendo salire la statistica a 2/6 nella somma dei "power play" tra il primo e il secondo tempo. La Serbia accorcia così le distanze ma, proprio quando il cronometro è agli sgoccioli, la terza rete di Gallo tiene a +2 il Settebello e consente ai ragazzi di Campagna di pareggiare 2-2 anche la seconda frazione.

    LA SVOLTA - La vera svolta della gara diventa così la terza frazione. Il Settebello alza un autentico muro in difesa che, anche quando è valicato, è salvato dalla solita strepitosa prestazione di uno Stefano Tempesti tanto per cambiare sugli scudi. Viene fuori quindi che nonostante i soliti pessimi parziali con l'uomo in più (3 su 10 al termine dei 24 minuti), l'Italia riesce con i gol di Presciutti e Premus a vincere 2-1 il terzo tempo e salire 8-5. Un grande vantaggio con solo 8 minuti da giocare.

    FINALE CON L'EX - La Serbia ci prova in ogni modo, tiene alta la pressione, gioca duro, ma non riesce a riavvicinarsi mai alla distanza del singolo posseso. L'Italia spreca ancora due espulsioni consecutive ma, alla fine, sfrutta un girata di Perez in versione centroboa tornando a +3. E' la fine. L'immediato gol serbo serve solo alle statistiche: 9-7. Il Settebello torna così in finale olimpica dopo Barcellona 1992 e, a un anno di distanza da Shanghai, può di nuovo riscrivere la storia di questo sport. Sulla sua strada però, proprio la Croazia (vittoriosa nell'altra semifinale per 7 a 5 sul Montenegro) di quel Radko Rudic che in Spagna ci regalò l'alloro olimpico. Non è un derby... ma poco ci manca.

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