ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Shaq: "New York potrà vincere se..."

    L'ex stella dei Lakers non ha dubbi: a New York i Knicks sono ancora la squadra regina. E possono anche vincere il titolo se Anthony e Stoudemire cominceranno a cambiare la loro psicologia e a "prendere le sfide sul personale"

    Tra Orlando, Los Angeles, Miami e Phoenix, Shaquille O'Neal si è sempre definito un "tropical man". Ma, in realtà, The Big Diesel è nato quarant'anni fa a Newark, New Jersey, la città che nel giro di nove anni è precipitata dalle Finals NBA a restare senza squadra, quegli stessi Nets di Prokhorov che già due estati fa, all'interno di una manovra più di marketing che tecnica, provarono a convincerlo a chiudere la carriera nelle Meadowlands.

    Nets e Knicks, ora, si ritrovano nella stessa città, una coesistenza che renderà i derby molto più sentiti, e che potrebbe fornire partite da fuoco e fiamme. Ma la squadra favorita non è quella di Brooklyn, nonostante le conferme di Williams, Wallace e Lopez e l'arrivo di Joe Johnson.

    "I Nets sono sicuramente migliorati - dice Shaq - ma ci vorrà ancora tempo prima che New York diventi la loro città. Quest'anno la rivalità sarà sicuramente molto più forte, anche perché i newyorchesi sono facilmente infiammabili, ma vedo molto meglio i Knicks".

    Una valutazione ad ampio raggio, quella di Shaq, che individua nei Knicks la rivale più credibile a Est per Miami: per il definitivo salto di qualità, però, servirà agire sulla psiche delle due stelle, Anthony e Stoudemire, troppo spesso egoiste e remissive. Facile a dirsi, molto, molto più difficile a farsi, visto che i due, quando giocano in coppia, hanno registrato finora un record negativo, ma Shaq attinge alla sua esperienza personale. "Anche io e Kobe avevamo lo stesso problema. Abbiamo giocato 'OK' nel 1997, '98 e '99, ma quell''OK' non era ancora abbastanza. Quando entrambi ci siamo decisi a giocare in maniera più aggressiva, e ad essere davvero dominanti, allora le cose sono cambiate. Finora Anthony e Stoudemire hanno giocato 'OK', ma a New York, 'OK' non è abbastanza, proprio come per noi a Los Angeles".

    Il consiglio? Far crescere le rivalità e prenderle sul personale per auto-motivarsi. "Quando Anthony gioca contro LeBron e Wade deve prenderla sul personale. Perché, dei tre, viene sempre citato per ultimo, come il più scarso. E quando Stoudemire gioca contro Bosh, deve prenderla sul personale. E' la stessa cosa che ho fatto io per vincere, ed è quello che devono fare anche loro per battere Miami".