Dal confronto con i principali campionati europei, l'Italia risulta terza in questa particolare classifica, superata dalla Premier League (che su Facebook ha ben 66.970.162 fan) e dalla Liga. Molto indietro invece la Bundesliga. Su Twitter è invece in testa la Liga (con 8.422.923 followers), ma grazie principalmente all'assenza del Manchester United da Twitter che fa scendere di un posto la Premier League. Segue la Serie A con 1.259.503 e staccata la Bundesliga. Per i tedeschi però i numeri bassi sono dovuti ad un certo ritardo nella diffusione dei social media nel paese. Le distanze della Serie A con Premier e Liga diventano siderali quando si parla dei singoli giocatori.
Il podio è ormai da tempo di Cristiano Ronaldo (47,854,063 i fan su Facebook e 12.555.529 i follower su Twitter), seguito da Leo Messi e Kakà. C'è poi David Beckham, terzo al mondo assoluto se limitiamo l'analisi al solo Facebook. In Italia, via Alex Del Piero, è ora l'altro juventino Giorgio Chiellini a guidare la classifica dei giocatori "social" del nostro campionato con 710.733 fan su Facebook e 577.943 followers su Twitter. Ma dietro il nulla o quasi, a dimostrazione, secondo quanto emerge dall'analisi di Open Gate Italia, degli scarsi investimenti di buona parte delle società e dell'entourage dei calciatori.
Sono 19.792.106 i fan che seguiranno dall'inizio della stagione le squadre italiane di Serie A su Facebook. In testa per numero di fan Milan (11.489.153 di fan) - quarta società nella classifica mondiale Facebook - Juventus (4.248.391), con terza l'Inter (1.688.648), tallonata da una Roma (primo club al mondo sul social network Pinterest) in grande crescita, passata da 0 a 1.252.933 quest'anno. Seguono Napoli, Fiorentina, Genoa e Lazio, sorpresa negativa all'ottavo posto con numeri che non rispettano una tifoseria con possibilità ben superiori. Per Franco Spicciariello, partner di Open Gate Italia, società che ha realizzato lo studio Social Media Football Club 2012/13 "La rete e i social media sono la nuova frontiera della comunicazione e del business del calcio, non ci sono solo gli stadi di proprietà. Facebook, Twitter, Pinterest, sono il mezzo che permette agli appassionati di ogni parte del mondo di interagire con squadre e giocatori, consentendo a brand importanti come quelli delle squadre italiane di arrivare dove in passato non era mai stato possibile".
I risultati delle nostre squadre e dei nostri calciatori non sono scoraggianti per il momento "ma - prosegue Spicciariello - la competizione è globale e il calcio italiano non può permettersi di rimanere indietro anche su questo campo: servono competenze ed investimenti mirati. Il rischio, altrimenti, è quello della marginalizzazione definitiva a livello globale della Serie A". Analizzando alcuni dei dati scaturiti dallo studio condotto da Open Gate Italia si comprendono le parole e la preoccupazione condivisa anche da molti osservatori del settore.

