Asmussen è una leggenda vivente, ha apportato stile a questa disciplina ed è anche riuscito a farla evolvere con la sua monta e la sua estetica all’americana. Abbiamo la stessa altezza e la stessa configurazione morfologica. Assomiglio più a lui che a Saint-Martin.
Se penso a Yves Saint-Martin, ho paura che non ci riuscirò. Anche se mi restano ancora dai dieci ai quindici anni di carriera, i miei avversari sono molto abili e riuscire a strappargli la Cravache ogni anno sarebbe un’impresa impossibile. Oggi la mia condizione fisica e mentale è ottima, ma a 45 anni non si possono certo pretendere le stesse prestazioni che a 30.
Mi piacerebbe molto vincerla per la terza volta, ma è sempre molto difficile riuscire in quest’impresa. Serve un buon cavallo, con un’ottima tenuta.
Anche questa è davvero un’impresa difficile, compreso per i coach che non sono né inglesi né irlandesi. Ma tutte le corse estere sono importanti: la Dubai World Cup, per esempio, è una prova molto ambita. Il team Mike de Cock è uno dei top 5 al mondo e si lavora per arrivare a questo, non si sta certo con le mani in mano.
