ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Straordinario Sagan: Cancellara è secondo

    Lo slovacco della Liquigas-Cannondale vince la prima tappa in linea del Tour de France davanti a Fabian Cancellara e Edvald Boasson Hagen. Gilbert è quarto, Mollema quinto, Valverde sesto. Non cambia nulla in classifica generale: Cancellara resta in maglia gialla...

    A 22 anni tanti suoi coetanei che decidono di intraprendere la strade del ciclismo professionistico prendono parte al Giro Bio, quello dei dilettanti. Lui, Peter Sagan, corre già con i professionisti, alla pari di tanti suoi colleghi più navigati. E fra i professionisti è già adesso, a 22 anni, uno dei più forti: la prima tappa in linea della 99esima edizione del Tour de France (da Liegi a Seraing) vede vincitore proprio il giovane della Liquigas-Cannondale, che - all'esordio assoluto alla Grande Boucle - coglie il primo successo personale sulle strade francesi davanti a uno straordinario Cancellara e al norvegese Edvald Boasson Hagen.

    PRIMA FUGA: SEI ALL'ATTACCO - Nasce dopo appena 4 km dal via di Liegi la prima fuga di questo Tour de France 2012. A creare i presupposti per l'azione di giornata sono Gène (Europcar), Bouet (Ag2r La Mondiale), Delaplace (Saur-Sojasun), Morkov (SaxoBank-Tinkoff), Edet (Cofidis) e Urtasun Perez (Euskaltel Euskadi). Mai sopra i cinque minuti, il vantaggio degli attaccanti si assesta ben presto intorno attorno ai 4. L'azione della RadioShack di Cancellara, unita alle trenate di Lotto-Belisol e GreenEdge, azzera la fuga quando all'arrivo mancano 9 km. Da qui una lunghissima volata di gruppo fino ai 2.9 km al traguardo quando comincia l'impegnativo tratto al 5.8% di pendenza media (con punte del 7), prima dell'ultimo km al 2.4%.

    MORKOV MAGLIA A POIS - Poco prima si era deciso il primo leader della classifica degli scalatori: è Michael Morkov, corridore danese della Saxo Bank, che conquista matematicamente la prima maglia a pois della corsa già a 59 km dall'arrivo passando per primo sul quarto Gpm di giornata (il Cote de Barvaux). Morkov aveva vinto in precedenza due dei tre Gpm precedentemente affrontati prima di "cedere" l'ultimo a Peter Sagan. Nel finale due cadute, a 23 e 22 km dal traguardo: conseguenze solo per Luis Leon Sanchez, che chiuderà con un ritardo di oltre 4' e che dopo la tappa si recherà all'ospedale per delle radiografie al polso destro.

    FENOMENO SAGAN, CANCELLARA STRAORDINARIO - Ad accendere la miccia è Chavanel, che parte a 2 km dall'arrivo: alla ruota del francese si porta Albasini, Sagan - che in un primo momento aveva tentato di rientrare - si rialza e aspetta. Chavanel e Albasini non riescono a fare il vuoto e allora, nel tratto in pavé, accelera Fabian Cancellara, il più forte passista del mondo. Lo svizzero, che indossa la maglia gialla dopo la vittoria nel prologo di Liegi, spezza l'equilibrio e se ne va. Da solo. Sagan capisce che è il momento di stare con lui e si riporta sullo svizzero, che gli chiede un cambio ricevendo il netto rifiuto del giovane slovacco. Il gruppo è lontano, mentre sui primi due riesce a tornare Boasson Hagen, che però non riuscirà poi a disputare per lo sforzo la volata. In questo fondamenta, in questo momento, Sagan sembra avere davvero pochi rivali: Cancellara non può nulla e deve accontentarsi del secondo posto. Per il 22enne slovacco della Liquigas si tratta del 14esimo successo stagionale: lo scorso anno, in tutta la stagione, ne aveva ottenuti 15. E adesso siamo solo a luglio.

    L'UOMO DEL GIORNO: PETER SAGAN - "Sono molto contento per questo risultato - dirà a fine corsa Sagan -. Devo ringraziare tutti i compagni perché sono stati bravissimi a portarmi davanti, anche Vincenzo (Nibali, ndr) ha lavorato per me. L'arrivo era davvero difficile e avevo anche molta pressione perché in tanti mi vedevano come favorito. Quando è scattato Chavanel non volevo andargli subito dietro, sapevo che sarebbe partito Cancellara e allora ho aspettato. Siamo andati via in due, mi spiace non avergli dato cambi ma lui è forte e io volevo vincere".

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