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    Thiago non dimentica il Milan "Volevo restare"

    Thiago Silva a 360° da Londra: "Non avrei lasciato il Milan, ma ho capito la situazione e la difficoltà economica del Milan che ha fatto un grande affare, perché mi ha pagato 10 milioni e venduto a 42". I nomi per il dopo-Thiago sono tutti francesi: Yanga-Mbiwa, N'Koulou e Mamadou Sakho

    Mentre a Londra la Nazionale brasiliana cerca la sua prima iride olimpica e fa le prove generali per il Mondiale di casa nel 2014, Thiago Silva, intervistato da La Gazzetta dello Sport, torna sul controverso caso cessione, dal Milan al Paris Saint-Germain: "Avevo detto chiaro a tutti che io volevo restare fino alla fine del mio contratto (fino al 2016, ndr), perché c'è stato un gran parlare tra Leonardo e Galliani, ma i tifosi hanno fatto quell'iniziativa, Berlusconi non ha voluto vendermi e io ero felice".

    "CEDERMI E' STATO UN GRANDE AFFARE" - Sembrava un happy ending dopo lo spauracchio parigino, e invece le cose sono cambiate ancora: "Leonardo mi ha chiamato per dirmi che si era riaperta la trattativa, che mi voleva e io mi sono sentito un po' confuso - prosegue nel riepilogo il difensore verdeoro, ai Giochi Olimpici da fuoriquota - ad Ambrosini ho detto che ancora non sapevo nulla, ma avevo già capito che il Milan aveva difficoltà economiche e che sarebbe stato molto difficile restare. Se non fosse stato per questo sarei ancora lì, perché non sono un mercenario e il Milan era la mia casa, ma hanno fatto un grande affare, perché mi hanno pagato 10 milioni e venduto a 42".

    "LA SERIE A NON E' IN CRISI, IL MILAN SI'" - Thiago Silva non la pensa come Ibrahimovic, insieme a lui dal Milan al Psg per una maxi-cessione da 65 milioni di euro, sull'impoverimento del calcio italiano: "La Serie A resta comunque un prodotto di grande successo che appassiona tutto il mondo, anche se il Milan è un po' più povero, perché mancheranno tanto i senatori Gattuso, Inzaghi e Seedorf. Il club ha perso molto - ammette l'ex-Fluminense - e la squadra dovrà riformarsi, ma Allegri è un tecnico intelligente e capace e saprà rimediare a tante situazioni".

    PATO PER IL NEW BEGINNING - L'anno zero riparte da Pato dopo le lunghe degenze dell'attaccante brasiliano e Thiago Silva ne è certo: "Alexandre può essere il trascinatore del nuovo Milan, perché lo vedo qui con grande fiducia e voglia di dimostrare quanto vale davvero. Con noi in ritiro ha lavorato molto bene e ora è fisicamente in forma. Ha fatto un gol contro la Bielorussia (la prima delle reti brasiliane per la rimonta fino al 3-1 finale, ndr) con un movimento da campione e ha segnato nel momento meno facile per noi".

    VOLTARE PAGINA - Thiago Silva raggiungerà i nuovi compagni del Psg dopo le Olimpiadi: "Ricomincio con lo spirito della nuova avventura, speriamo positiva. Mi hanno parlato tutti bene di Ancelotti e con lui e Ibra sembrerà di avere un po' di Milan con me. Per andare il più avanti possibile in Champions League, incrociare i miei ex-compagni e magari batterli...".

    LE PISTE FRANCESI - E per il dopo Thiago Al Milan? I nomi sono sempre gli stessi: Mapou Yanga-Mbiwa, capitano ventitreenne del Montpellier, Nicolas N'Koulou - classe 1990, centrale del Marsiglia - e Mamadou Sakho (difensore del Psg chiuso da Thiago Silva e Alex): per il primo la trattativa è avanzata, ma Galliani non vuole andare oltre i 7 milioni, senza dare credito al presidente del Montpellier, Louis Nicolin, che ne ha chiesti 18. N'Koulou e Sakho sono gli outsider per affiancare Bonera, Yepes, Mexes e Acerbi nel difficile avvicendamento a Nesta e Thiago Silva.