ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Thunder e Spurs, un piede in finale

    San Antonio Spurs e Okhlahoma City Thunder vincono entrambi allo Staples Center di Los Angeles: niente da fare per Clippers (sotto 3-0) e Lakers (sotto 3-1), ora vicinissimi all'eliminazione

    Non è stato affatto un buon sabato sera per le squadre di Los Angeles, entrambe battute e ora sull'orlo del baratro...

    LOS ANGELES CLIPPERS-SAN ANTONIO SPURS 86-96 (serie sullo 0-3)

    Ormai è ufficiale: nulla può piegare questi Spurs, nemmeno uno svantaggio di 24 punti: il 96-86 raccolto allo Staples Center nell'ennesima partita pazza dei Los Angeles Clippers, sa di grandissima squadra. Una squadra capace di vincere tutte e sette le partite dei propri play-off, riuscendo nella rimonta contro una franchigia, i Clippers, che di rimonte se ne intende, ma che evidentemente non è riuscita a imparare da esse. Una partenza shock per gli Spurs, sotto 33-11 nel primo quarto e apparentemente non in grado di fermare lo scatenato Griffin, autore in totale di 28 punti e 16 rimbalzi. A volte basta poco però: ad esempio, un cambio di marcatura. Tim Duncan alza un sopracciglio e fa "Lo prendo io". E' lì che inizia la partita vera di San Antonio: 19 punti, 13 rimbalzi e 4 assist per il lungo 36enne, di cui sembravano essersi perse le tracce e invece eccolo a fare l'MVP. Tony Parker ne aggiunge 23 e una difesa asfissiante su Chris Paul, tenuto a 12 punti e 11 assist, anche grazie ai raddoppi continui dei texani. 3-0 e serie "in saccoccia"? Nessuno è riuscito mai a ribaltare questo parziale. "Se non giochiamo con il massimo dell'impegno e della concentrazione, non andrà mai bene", ricorda Griffin. Gregg Popovich sorride: questi sono Spurs che andranno fino in fondo.

    LOS ANGELES LAKERS-OKHLAHOMA CITY THUNDER 100-103 (serie sull'1-3)

    Rimaniamo allo Staples Center, che viene ricolorato e rimodellato per la partita che segue, quella dei Lakers e i Thunder, ma il risultato non cambia: sono gli ospiti a fuggire da LA con la partita che potrebbe anche voler dire "serie finita". Come in gara-4, i Thunder attendono i minuti, anzi i secondi finali per ribaltare le sorti di un incontro che il solito Kobe Bryant, 38 punti, 8 rimbalzi e 5 assist, sembrava aver già indirizzato verso i colori gialloviola: Russell Westbrook segna 10 dei suoi 37 punti nel quarto periodo, mentre il suo compare Kevin Durant ne aggiunge 31, di cui gli ultimi 3 a 13 secondi e spiccioli dalla sirena finale, con una tripla che ha dello stordente. Sotto di 13 a 8' dalla fine, i Thunder hanno dimostrato forza e carattere, rimettendo in piedi il match e mettendo un piede e mezzo nella finale della Western Conference, ancora una volta. "Tutti hanno lottato - dice Westbrook - tutti hanno creduto nel lavoro dei compagni. Sono i playoff: non ci si può semplicemente fermare e vedere che succede, bisogna dare tutto". I Lakers si possono mangiare le mani per non averla chiusa: oltre a Kobe, ci sono i 18 punti con 9 rimbalzi di Andrew Bynum, i 14 punti di Metta World Peace, ma Gasol è deludente (10 e 5). E' dello spagnolo il passaggio "molle" che permette a KD di recuperare e zittire lo Staples Center con la "bomba" decisiva: stordente, come detto.