JUSTYNA FA TUTTO GIUSTO – Terzo successo per la polacca Justyna Kowalczyk in un Tour dominato quasi dall'inizio alla fine ma vinto soprattutto nelle tappe a lei più adatte, quelle più dure e faticose. Il duello contro Marit Bjoergen, nell'ottava e ultima tappa del Tour de Ski femminile, dura solo per i primi sette chilometri quando la vera scalata al Cermis non è ancora cominciata ed entrambe cercano ancora il ritmo migliore… La norvegese ce la mette tutta per mettersi sulla scia della leader e cerca di attaccarla, di farle sentire il fiato sul collo; quanto meno di dimostrare che il distacco minimo può essere messo in discussione. La Kowalczyk lascia sfogare la sua avversaria senza mai che la sua leadership venga intaccata. Poi, non appena il passo comincia a cambiare e la percentuale di ascesa si fa più dura, comincia una gara completamente diversa…
BJOERGEN IN DIFFICOLTA' – La norvegese vede partire la Kowalczyk e può solo prenderne atto, cominciando a darsi anche qualche occhiata preoccupata alle spalle dove la sua compagna di nazionale Therese Johaug ha sì quasi cinque minuti di ritardo ma sul Cermis è una delle più agili e leggere tra le sue avversarie: chiuderà al primo posto…. Il distacco della Bjorgen dalla Kowalczyk aumenta e quello dalla Johaug comincia a diminuire. E qui esce il carattere della norvegese che il Tour non l'ha mai vinto, ma non vuole perdere questo secondo posto, il migliore della sua carriera: "Ho avuto un momento di grandissima difficoltà – riconosce la norvegese all'arrivo – ma mi sono ripresa soprattutto di testa, di carattere. E ho riconquistato il mio ritmo. Justyna si è dimostrata la più forte non solo oggi ma nel corso di tutto il Tour e non posso che complimentarmi con lei. Io sono molto contenta del mio secondo posto. Credo che la nostra sia stata una sfida sana, agonisticamente intensa e bella per i fan e per questo sport".
KOWALCZYK IN TRIPUDIO – I fan polacchi giunti appositamente per lei tra gli oltre 30mila presenti sul Cermis si fanno notare. Una macchia biancorossa chiassosa e in festa. Quando Justyina taglia il traguardo un boato scuote la montagna… terzo successo, forse il più difficile: "Non c'è dubbio – dice la polacca – Marit è stata un'avversaria davvero molto difficile da far ragionare. Mi ha messo in grande difficoltà e ha sempre cercato di mettermi in discussione. Vittoria facile? Per carità – si schernisce la polacca senza considerare il distacco inflitto alla Bjorgen (10" sul Cermis e 28" al termine del Tour) - la fate sembrare una passeggiata. Non è stata facile per niente e credo che delle tre vittorie queste sia stata quella più problematica e discussa in senso assoluto".
Le due grandi avversarie si abbracciano e vanno a gomito a homito verso la conferenza stampa. Il duello andrà avanti? Magari fino a Sochi? "Magari – dice Justyna – se riesco a gareggiare per altri due anni così…"
"Perché no? – le fa eco Marit – le sfide aiutano lo sport, e il nostro ha bisogno di atleti nei quali i fan si possano riconoscere e identificare".
La sfida dunque è lanciata.