In Italia c’è un detto che recita “Chi entra papa nel conclave, ne esce cardinale”. Ed è quello che è successo all’Olanda arrivata in Polonia e Ucraina da vice campione del mondo e candidata numero 1 per spezzare l’egemonia spagnola e tornata a casa eliminata nella fase a gironi con disonore. 0 punti ottenuti dagli Orange alla spedizione europea, battuti persino dalla Danimarca, non certo una selezione inarrestabile.
Il fallimento, che molti imputano ad una squadra in aperta frazione con il proprio ct di cui non condivideva le scelte tecniche, ha costretto Bert van Marwijk a prendere una dura, sofferta, ma inevitabile decisione. L’allenatore, 60 anni, ha rassegnato le dimissioni da ct dell’Olanda.
"Ho avuto dei dubbi, ma alla fine ho deciso di compiere questo passo", ha spiegato Van Marwijk, le cui dimissioni sono state accettate dalla Federcalcio olandese (KNVB) dopo due incontri fra le parti. Bert van Oostveen, responsabile federale per il calcio professionistico, ha “ringraziato Van Marwijk per aver compiuto un lavoro straordinario portando la squadra alla finale mondiale e al primo posto nel ranking FIFA. Ricorderò sempre con piacere il suo operato e sono davvero dispiaciuto di dovergli dire addio, ma bisogna guardare in faccia la realtà".
Ora è aperto il totoscommesse sul nome del successore. I soliti ben informati dicono che la federazione abbia già preso contatti con Ronald Koeman, allenatore del Feyeenord, che avrebbe cortesemente declinato l’offerta. E allora ecco farsi strada l’ipotesi Ruud Gullit, Co Adriaanse e Guus Hiddink.
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