Andy MURRAY b. David FERRER 6-7 (5), 7-6 (6), 6-4, 7-6 (4)
Si presentava come battaglia e alla fine battaglia è stata. Specialmente nei primi due set, terminati entrambi al tie-break e durati la bellezza di oltre due ore. Alla fine l'ha spunta Andy Murray, ma lo scozzese, che vola adesso in semifinale contro Tsonga, se l'è vista davvero brutta. Sì perché Ferrer, in fondo, può mangiarsi le mani per l'esito del secondo set che ha più volte avuto a portata di un paio di quindici ma alla fine è sfuggito via. Ma andiamo con ordine. Il valenciano, come al solito poco predisposto a regalare anche un solo quindici e attivissimo sotto la voce "corsa", sale 5-4 e servizio nel primo set grazie ad un gioco generoso, e grazie anche ad un Murray come sempre molto abile nella lettura della partita (siamo ironici, ovviamente!) e con l'attitudine al voler giocare da 1 metro fuori la linea di fondo contro un palleggiatore... Detto questo però, Ferrer, si dimostra poco cinico nel momento chiave e, come accennato, anziché chiudere il primo set sul proprio servizio si fa strappare la battuta trascinando la partita fino al tie-break: lì Murray va sotto, rientra fino al 5-5, ma sbaglia un facile scambio interlocutorio che regala il tie-break per 7 punti a 5 a Ferrer. Lo spagnolo, galvanizzato e in grande forma, replica in tutto e per tutto il primo set e contro un Murray ancora spaesato, si riporta sul 5-4 e servizio anche nel secondo: "il braccino" è però dietro l'angolo e lo scozzese, incredulo, si salva nel momento più delicato (ri)trascinandosi fino al tie-break; lì, come nel primo set, Ferrer sale 5 punti a 4 e servizio ma, di nuovo, non riesce a chiudere riportando Murray in partita e finendo col farsi beffare per 8 punti a 6. Bingo.
Da quel momento Murray cambia la sua attitudine mettendo finalmente i piedi in campo e Ferrer, dal canto suo, risente del colpo psicologico per non aver dato il (mezzo) colpo di grazia iniziando a trovare meno precisione e profondità: ne viene fuori un 6-4 che manda avanti lo scozzese due set a uno. La partita, come accennato all'inizio, è però una battaglia e, anche nel quarto, si conferma tale. Ferrer, nonostante un'umana stanchezza, riesce sempre a salvarsi al servizio e Murray, spinto dal pubblico, non è da meno: il naturale sbocco del set è quindi per la terza volta il tie-break (arrivato dopo 20 minuti di interruzione per pioggia). Qui Murray, nonostante la pausa, dimostra di aver mantenuto un servizio caldissimo mentre Ferrer, sul più bello, non trova più l'apporto della prima: Murray recupera un minibreak e sul 5-4 non sbaglia inserendo prima un dritto vincente e poi un ace. E' semifinale. Di nuovo. E questa volta ci sarà Tsonga... la finale di Wilbledon non è più una chimera.

Joe-Wilfried TSONGA b. Philipp KOHLSCHREIBER 7-6 (7-5), 4-6, 7-6 (7-3), 6-2
Prima volta sull'erba al settimo scontro diretto (5-1 il record per il francese): Tsonga è nettamente favorito, ma Kohlschreiber, che ha vinto Halle nel 2011 ed è numero 30 del ranking Atp, si è sempre sentito a suo agio su questa superficie battendo Rafael Nadal meno di un mese fa al Gerry Weber Open. Tsonga non ha giocato la miglior partita del torneo e dopo aver lasciato un set a Garcia-Lopez e a Fish si ripete nei quarti con qualche distrazione di troppo, ma è il risultato che conta e il numero 5 del seeding potrà giocare venerdì la sua terza semifinale di uno Slam.
Il servizio di Kohlschreiber, poco pesante ma sempre "scivoloso", è scomodo e Tsonga non riesce a trovare contromisure efficaci in risposta; il francese serve invece con le solite alte percentuali di prime vincenti ed ace (17 finali): non si giocano scambi significativi fino al 6-6 senza break e un sola opportunità per Tsonga annullata con coraggio dal tedesco a rete. Nel complesso gioca meglio Kohlschreiber, perché è più mobile e versatile nelle soluzioni di gioco e perché non sbaglia mai col rovescio (a una mano e di altissimo livello), ma nel tie-break Tsonga mette i piedi dentro il campo e sale fino al 6-1. La reazione del tedesco per annullare i primi quattro set-point non basta, perché il francese può aggiudicarsi il primo parziale con l'ace. Il secondo set inizia in salita per Tsonga che cede il primo servizio e deve inseguire salvando altri due break-point fino al 4-3 quando si riprende il break con due splendidi punti (dritto lungolinea e rovescio diagonale). Kohlschreiber incassa il colpo e si aggiudica comunque una meritata seconda partita strappando l'ultimo servizio al francese con due grandi rovesci di risposta. La terza partita scivola veloce fino al 3-3 (percentuali di prime superiori all'80% per entrambi) quando il tedesco salva con coraggio cinque break-point grazie ai rovesci vincenti e alle discese a rete. C'è un altro tie-break e Tsonga fa 6 su 6 negli scontri diretti per portarsi avanti dopo un set molto combattuto e di quasi un'ora. Il quarto sembra non cambiare inerzia con i primi tre giochi sbrigativi, ma poi Kohlschreiber fa un passaggio a vuoto e cede il servizio a 0. Tsonga sale 4-1 con dieci punti consecutivi e non si lascia più riprendere, anzi, strappa anche l'ultimo game per chiudere dopo quasi tre ore sul Campo 1.
I due tedeschi reduci nel tabellone maschile, Florian Mayer e Kohlschreiber, escono di scena dopo due buoni match (il primo contro Djokovic); per Tsonga arriva la seconda semifinale consecutiva a Wimbledon da "outsider", nonostante la testa di serie numero 5: l'anno scorso ha battuto Federer ai quarti, quest'anno dovrà ripetersi con uno tra Murray e Ferrer per l'epilogo sul Centre Court.

