L'Uci comincia a innervosirsi. La Federazione internazionale di ciclismo attendeva entro fine mese il dossier che ha portato l'Usada a squalificare a vita Lance Armstrong, cancellandone tutti i risultati ottenuti dall'1 agosto 1998 in poi, comprese le sette vittorie al Tour de France.
Ma ieri l'agenzia antidoping statunitense ha annunciato che tutta la documentazione e le motivazioni della sentenza saranno consegnate a Uci e Wada entro il 15 ottobre, senza spiegare le ragioni del ritardo. "Non abbiamo motivo di pensare che una documentazione completa sul caso non esista ma il fatto che l'Usada continui a non mandarci nulla e' causa di preoccupazione - fa sapere in una nota il presidente dell'Uci, Pat McQuaid - E' gia' passato un mese da quando l'Usada ha sanzionato Armstrong, pensavamo che fosse più preparata quando ha iniziato questo procedimento".
L'Uci si chiede perché l'agenzia antidoping americana stia impiegando tutto questo tempo per inviare il dossier e attacca: "sarebbe stato meglio per l'Usada utilizzare il tempo avuto durante Tour de France, Giochi Olimpici e Mondiali per preparare la documentazione piuttosto che per fare annunci. E' abbastanza insolito che stia ancora raccogliendo prove contro una persona che ha gia' giudicato colpevole". La Federciclo internazionale attende dunque che l'Usada, oltre al dossier, spieghi anche i ritardi nella consegna, ritardi tra l'altro "annunciati attraverso i media e senza alcuna comunicazione ufficiale". "Prima l'Uci riceverà la documentazione, prima potrà dare il suo responso", si conclude la nota.

