Il patron della Lega nordamericana di hockey su ghiaccio (NHL), Gary Bettman, ha ufficialmente annunciato il lock-out per i giocatori delle 30 squadre che compongono il campionato, in assenza di una nuova convenzione collettiva.
La precedente, adottata nel 2005, scadeva sabato a mezzanotte (ora di New York): ecco spiegato l'ennesimo lock-out, il secondo in otto anni.
La lega, che cerca di ridurre i costi salariali di fronte alle insistenti domande dei proprietari delle franchigie, propone di abbassare dal 57 al 46% la parte di guadagni totali dei giocatori. Il sindacato (NHLPA) non vuole assolutamente scendere sotto la soglia dei 52,7%.
Non c'è stata nessuna negoziazione tra NHL e rappresentanti dei giocatori nella giornata di sabato, come ha precisato il commissario aggiunto della lega Bill Daly: "Ci siamo parlati e siamo giunti alla conclusione che non aveva senso parlarne ancora, visto che tutti stavano sulla propria posizione - ha spiegato - sono sicuro che le riunioni ci saranno e si terranno nei prossimi giorni".
Via gli incontri quindi, ma la stagione inevitabilmente slitterà di qualche settimana: l'ultimo lock-out aveva portato addirittura all'annullamento della stagione 2004-05, la speranza di tutti è che questa volta non si arrivi a tanto. All'11 ottobre, data fissata per l'inizio ufficiale, manca ancora qualche settimana. Tutto può succedere.

