ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Un Picchi gremito saluta Morosini

    Lo stadio si è gremito per l'addio al calciatore scomparso sabato scorso a Pescara, con il sottofondo musicale dell'amato Ligabue e un omaggio sentito anche dai rivali del Pisa

    Piermario Morosini ha fatto il suo ritorno a Livorno, ma soprattutto al Picchi, lo stadio della sua ultima squadra. Per ricevere il saluto dei tifosi amaranto ma non solo, per l'ultimo abbraccio di una città. Un momento toccante, un giro di campo che nessuno dimenticherà facilmente.

    STRISCIONI BIPARTISAN - "Nella vita hai lottato, in campo l'hai dimostrato, ciao Moro" firmato curva nord recitava uno striscione che campeggia all'esterno della curva dei tifosi del Livorno, sotto il quale ci sono tanti segni lasciati dai tifosi, come una maglia dell'Aek Atene che è gemellata con il Liviorno, una maglia del Pescara ed anche una sciarpa del Pisa. Anche i giocatori del Pisa Calcio, la cui tifoseria è da sempre rivale storica di quella livornese, hanno voluto rendere il proprio omaggio nei confronti di Morosini. Gli atleti pisani sono arrivati all'Armando Picchi ed hanno deposto un mazzo di fiori davanti all'ingresso principale dello stadio. Poco dopo, se ne sono andati ma il gesto non è sfuggito a molti tifosi che stazionavano su Piazzale Montello e da questi è partito un lungo e sincero applauso all'indirizzo dei giocatori nerazzurri. Poco prima, un paio di ultrà del Pisa, appartenenti al gruppo "Mau per sempre", avevano portato una loro maglia che presenta in bella evidenza lo stemma di Pisa.

    IL RICORDO DI TUTTO IL MONDO - Gli striscioni non sono mancati. "Hai combattuto per la nostra fede. Assenti per legge, presenti col cuore. Ciao Moro" hanno scritto i tifosi diffidati che hanno fatto pervenire all'interno dello stadio la loro vicinanza tramite altri tifosi che non sono stati colpito da Daspo. La cancellata dell'ingresso principale del Picchi è stata riempita di sciarpe, gagliardetti, bigliettini, disegni, maglie, mazzi e cuscini di fiori. Non sono mancate testimonianze dall'estero: Auxerre, Barcellona (due le sciarpe dei blaugrana), Olympique Marsiglia, Liverpool. Quest'ultima, accompagnata da un'altra con la celebre frase "You'll never walk alone". Tante le testimonianze di affetto da tutta Italia. Dei tifosi di Roma, Inter, Fiorentina, Verona, Crotone, Pisa, Napoli, Benevento, Perugia, Prato, i gagliardetti dell'Associazione Alenatori, dell'Empoli, del Calcio Femminile Livorno.

    LIGABUE IN SOTTOFONDO - Gli altoparlanti del Picchi hanno poi liberato nell'aria "Non è tempo per noi", la canzone di Ligabue preferita da Piermario Morosini (seguita da "Piccola stella senza cielo"), mentre sul campo oltre cento ragazzi del settore giovanile del Livorno si sono disposti intorno al campo in attesa del carro funebre. Tra i molti volti noti della città presenti, anche due ex capitani amaranto: Ennio Bonaldi, e, soprattutto Igor Protti, la leggenda vivente del Livorno. Seduti uno accanto all'altro.

    IL GIRO DI CAMPO - La macchina con il feretro di Morosini è arrivata al Picchi di Livorno ed ha fatto il giro della pista attorno al campo tra gli applausi e i cori dei tifosi e le canzoni di Jovanotti e Ligabue in sottofondo. Fermatosi in prossimità della tribuna, è stato il vescovo di Livorno Monsignor Simone Giusti a benedire la bara di Morosini. "Buon viaggio" le ultime parole del prelato, prima che sulla bara venissero appoggiate le corone di fiori presenti, tra le quali quella del Presidente della Repubblica. Il feretro con la salma ha completato il giro di campo del Picchi ed ha lasciato lo stadio livornese tra gli applausi e i cori dei circa 7-8 mila tifosi presenti in curva nord e in tribuna. I calciatori del Livorno, visibilmente emozionati e tutti con addosso la maglia numero 25 di Morosini, hanno lasciato lo stadio e sono entrati negli spogliatoi. Adesso, lasciata Livorno, la destinazione del feretro è Bergamo dove da domattina è prevista la camera ardente e i funerali giovedì.