ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Questa Inter è "Stra..deludente"

    Sono bastati 3 minuti per mandare all'aria i sogni Champions dell'Inter che crolla a Parma per 3-1 sotto i colpi di Marqués, Giovinco e Biabiany (foto AP/LaPresse)

    Non decolla l'Inter di Stramaccioni che sembrava pronta per lo sprint finale nella lotta per un posto in Champions e invece il Tardini di Parma, lo stesso che diede lo scudetto ai nerazzurri nel 2008, è risultato fatale. Era il match più semplice, almeno sulla carta, dei 3 conclusivi per i nerazzurri che nelle ultime due affronteranno ora Milan e Lazio. E invece la 'formica' mai così atomica, ha fatto esplodere il detonatore che ha mandato all'aria i sogni del giovane tecnico romano i cui risultati fino a questo punto erano stati positivi. 

    Dopo il vantaggio di Sneijder, l'Inter ha avuto qualche palla del 2-0 ma tra il 53esimo e il 55esimo va in scena l'opera dell'errore. Prima Lucio si fa portar via in maniera grottesca la palla da Giovinco e 120 secondi più tardi una dormita dell'intera retroguardia permette allo stesso fantasista di scuola Juve di involarsi da solo davanti a Julio Cesar siglando la sua 14esima rete stagionale. "Due disattenzioni ci sono costate una vittoria che avevamo in pugno - ha affermato Stramaccioni - C’è rabbia, voglia di riscatto".

    E ora ci sarà il derby, una sfida che, pur vincendola, potrebbe risultare inutile ai fini della qualificazione. Davanti ai nerazzurri ci sono Napoli e Udinese (+3) e Lazio (+1) e considerando che i partenopei nelle ultime due affronteranno Bologna e Siena, squadre già salve, non sembra possibile un passo falso. E comunque ce ne sono altre due davanti. Piuttosto è necessario concentrarsi sull'obiettivo Europa League, non certo quello sperato ad inizio stagione, ma unica possibilità reale al momento. 

    Inoltre i malumori iniziano ad emergere in maniera decisa. Al 14esimo del secondo tempo Stankovic, uno dei senatori della squadra, è stato sostituito e uscendo dal campo ha inequivocabilmente affermato "Perché io?" facendo emergere un malcontento evidente. Potrebbe essere un campanello d'allarme che potrebbe lasciar aperte le porte ad un addio del centrocampista serbo che all'età di 34 anni non disdegnerebbe di concludere la carriera a casa nella Stella Rossa.