Tante di quelle medaglie al collo da poterne perdere il conto. Una vita che è diventata una leggenda dello sport e la possibilità, dopo tutto questo, di giocarsi ancora qualcosa di importante. Valentina Vezzali, basterebbe solo il nome a dire tutto, ma se ancora mancasse qualcosa per rendere l’idea, a farlo ci pensano i cinque ori olimpici che conserverà nella sua bacheca personale.
Possiede la dote che accomuna tutti i grandi atleti, quella di farsi sempre trovare pronta nel momento che conta e non è un caso se è dalla ormai lontana Atlanta 1996 che Valentina, la spadaccina di Jesi, è salita sul gradino più alto del podio in tutte le edizioni della manifestazione a cinque cerchi.
Nonostante fosse già riuscita a mettersi in luce a livello giovanile, la Vezzali mancò per poco la qualificazione a Barcellona 1992. L’Italia, in questo sport, era già da tempo una delle grandi potenze internazionali ed entrare nel giro azzurro era tutt’altro che facile. In quell’edizione, l’ultima a vedere Valentina nei panni di spettatrice, un’altra campionessa dello stesso sport, l’indimenticabile Giovanna Trillini, raggiungeva l’apice della popolarità vincendo sia la prova individuale che quella a squadre e guadagnandosi l’onore di portare la bandiera italiana nella cerimonia di apertura ad Atlanta 1996, proprio quando la Vezzali faceva il suo esordio ai Giochi.
Nella sua prima Olimpiade Valentina condivise il gradino più alto del podio con le compagne di nazionale vincendo la prova di fioretto a squadre, mentre da Sydney in poi la gloria della vittoria fu solo sua. Tre ori consecutivi nella prova individuale di fioretto femminile, dodici anni (contando anche l’argento nella prova individuale ad Atlanta) sulla cresta dell’onda e adesso, a sedici anni dal suo esordio olimpico, Valentina Vezzali, ormai una veterana della manifestazione, si prepara ad un nuovo esordio.
Oggi, 28 luglio, scenderà ancora una volta in pedana nella prova del fioretto e, come nelle ultime edizioni, anche questa volta sarà l’atleta da battere. Eppure, in questa sua quinta Olimpiade, l’esordio di Valentina è stato, in qualche modo, diverso da tutti quelli passati.
Non è stata, infatti, una pedana, ad accogliere l’ingresso dell’azzurra a questi Giochi londinesi, ma uno Stadio Olimpico gremito. Non un fioretto quello che la Vezzali teneva in mano, ma una bandiera, quella verde bianca e rossa consegnatale prima dal Presidente della Repubblica Italiana. Dopo tre edizioni dall’ultima volta in cui una donna, per giunta della scherma, portò il tricolore in una cerimonia di apertura, dopo tre edizioni dalla sua prima medaglia d’oro olimpica, l’intramontabile Valentina Vezzali ha sfilato alla testa dell’Italia in questa trentesima edizione dei Giochi Olimpici, per aggiungere un ultimo tassello a una carriera praticamente perfetta, pronta ad affrontare la sua ultima, grande, sfida.



