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    Amichevoli - Verratti: "Pirlo è il più forte di sempre"

    Dal ritirno della Nazionale il neo regista del PSG si racconta: "Pirlo nel mio ruolo è il più forte di sempre, un peccato che oggi non sia qui". Dalla conferenza stampa di Coverciano non manca poi una dedica speciale: "Sono qui grazie a Zeman. Lo ringrazierò per tutta la vita"

    "Per me il calcio è un divertimento, non è mai stato un lavoro. Ogni volta che scendo in campo penso solo a dare il massimo. Se mi fermo a pensare a cosa ho fatto recentemente, a dove gioco attualmente, tutto mi sembra magico. Molte volte però faccio le cose senza pensarci e credo che questo sia un pregio per un ragazzo di diciannove anni. Perché se ti fermi a pensare tanto, può succedere che ti monti la testa o a pensare ad altre cose".

    Sarà quell'aria ingenua da quasi ventenne, sarà il fatto di non essere stato ancora contaminato dal calcio business, anche se ha scelto di andare a giocare nel Paris Saint Germain degli sceicchi, ma Marco Verratti pensa solo a godersi la chiamata azzurra in vista del test amichevole di mercoledì a Berna contro l'Inghilterra. "Il calcio, anche per i miei compagni di Nazionale che sono qui, è un divertimento - ha detto Verratti - e deve esserlo perché questo è uno sport bellissimo. Ad esempio è una soddisfazione grandissima per me ogni volta che vengo chiamato in Nazionale da Prandelli, un qualcosa che mi riempie d'orgoglio perché giocare con la propria nazionale, a quest'età soprattutto, non capita a tutti i ragazzi. Cerco di sfruttare al massimo questa possibilità, provando a mettere in difficoltà il ct nelle scelte. Darò sempre il massimo ogni volta che sarò qui".

    Da regista di centrocampo però Marco Verratti ha soprattutto un punto di riferimento. "Pirlo mi mette in soggezione perché nel mio stesso ruolo è il più forte di sempre - ha aggiunto il neo regista del Paris Saint Germain - L'ho sempre visto come un idolo. Mi dispiace che non sia qui in Nazionale, perché se ci fosse anche lui, sarebbe meglio, visto che è sempre bello imparare qualcosa da giocatori simili. Se potessi rubargli una caratteristica, prenderei la sua capacità di mettere il compagno in porta. L'ho seguito durante gli Europei e soprattutto contro l'Inghilterra e la Germania ha contribuito a far vincere la Nazionale, surclassando gli avversari".

    Ha dediche speciali per il suo ritorno in azzurro Marco Verratti, già protagonista del gruppo dei trentadue preconvocati per 'Euro 2012'. "Con Zeman sono cresciuto tantissimo, sotto tutti i punti di vista: sia fisicamente che mentalmente - ha sottolineato l'ex regista del Pescara - Lo ringrazierò per tutta la vita perché è anche merito suo se ho raggiunto la Nazionale, permettendomi di giocare in una delle squadre più forti d'Europa. Un giovane da lui impara tantissimo, ad esempio mi insegnato a lavorare e non mollare mai. Devo molto però anche al Pescara perché sono cresciuto lì e mi hanno insegnato tante cose, fin da quando ero piccolo".

    "Il mio sogno da bambino era quello di giocare in serie A per il Pescara - ha poi aggiunto Verratti - però quando è arrivata l'offerta del Paris Saint Germain, non ho pensato ai soldi, ma che poteva essere una svolta nella mia vita, giocando in un club che entro i prossimi due-tre anni può diventare fra i più forti al mondo. Giocare in Francia sarà per me un'esperienza di vita e ho la possibilità di vincere molto con questa squadra che non punta solo al campionato ma anche alla Champions. Non ci sono problemi in chiave azzurra se gioco all'estero perché sono in una delle squadre più forti d'Europa. Ci sarà la Champions League, ci saranno molte partite per mettermi in mostra. Penso che mister Prandelli seguirà sia chi gioca in Italia che all'estero, ed io penserò solo a fare il meglio possibile".