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    Eurolega - Verso l'Europa: Cantù comincia dal Lukoil Sofia

    Cantù in cerca di un posto, l'ultimo, per l'Europa che conta: la squadra di Trinchieri esordirà contro i campioni bulgari del Lukoil Academic Sofia martedì sera al PalaDesio

    Della festa per la conquista della Supercoppa c'è da mantenere l'entusiasmo ma non l'ubriacatura. Dopo aver spezzato il dominio senese, Cantù torna già in campo martedì sera per un obiettivo altrettanto importante: strappare l'ultimo pass disponibile per l'Eurolega, e farlo davanti al proprio pubblico, in quel PalaDesio che l'anno scorso ospitò le gare europee della squadra di Trinchieri e che, quest'anno, è stato scelto come sede del qualifying-round. Otto squadre in corsa per un solo posto, a darsi battaglia in un mini-torneo di tre giorni a eliminazione diretta: chi vince si conquista un posto nell'Europa che conta, gli altri "scendono" in Eurocup.

    L'avversario più duro, sulla carta, sono i russi dell'Unics Kazan, ma Cantù, se sarà fortunata, potrebbe affrontarli soltanto in una ipotetica finale. Parlando del presente, il primo ostacolo è il Lukoil Academic Sofia, squadra forse non conosciutissima a livello internazionale, dove manca da tantissimo tempo nonostante le due finali raggiunte nel '58 e '59 e qualche sporadica comparsata in Eurocup, ma definibile, forse in maniera un po' semplicistica, come la "Siena della Bulgaria", dove ha messo in bacheca dieci titoli consecutivi con un impressionante record di 339 vittorie e 23 sconfitte nell'ultima decade. Ma proviamo a conoscerli un po' meglio.

    L'ex di turno è Mohammed Abukar, ala classe '85, passato per una decina di partite in Brianza nel 2007, senza lasciare particolarmente il segno: è stato però campione in Olanda nel 2008 vestendo la maglia di Amsterdam e ha recentemente completato il three-peat con Lugano in Svizzera, emergendo come uno dei migliori giocatori della Lega rossocrociata.

    Il verniciato è la tana di Darryl Watkins, centrone di 211 cm per 117 kg, ottimo stoppatore e rimbalzista, fisico cesellato come una statua di marmo, con un passato da vero giramondo: uscito dall'Università di Syracuse nel 2007, ha provato in tutti i modi a entrare in NBA partecipando a miriadi di mini-camp e Summer League con una decina di squadre, ma è riuscito soltanto a giocare nove gare nel 2007-08 con Sacramento e a strappare un decadale con i decimati New Orleans Hornets scorsa stagione, in cui si è distinto, tra l'altro, per una prestazione da 13 punti e 10 rimbalzi nella sua ultima partita, una sconfitta contro Houston.

    Sul perimetro la minaccia principale è Brandon Heath, guardia esperta, classe '84, reduce da una stagione a Cipro (Apoel BC) ma visto anche in Francia e in NBDL con i Los Angeles D-Fenders: prodotto di San Diego State, dove ha infranto parecchi record per produttività offensiva, era soprannominato "Bottom" dai suoi compagni di squadra per la tendenza a trovare spesso il "fondo della retina"...

    L'altra bocca da fuoco è Devin Green, ala di 201 cm, classe '82, prodotto dell'università di Columbus. Nel suo passato c'è una breve esperienza con i Los Angeles Lakers (27 partite nel 2005-06) e anche uno spezzone di campionato in Italia, con la maglia della Siviglia Wear Teramo, dove arrivò nel febbraio del 2008 per sostituire Clay Tucker (11 gare con 10.6 punti e 5.3 rimbalzi di media). Per il Lukoil si tratta di un graditissimo ritorno, visto che aveva già militato a Sofia due stagioni fa, vincendo il titolo.