Il podio tutto italiano è una grande soddisfazione per gli spettatori a casa, ma nelle protagoniste dell'impresa ha lasciato emozioni totalmente differenti.
DI FRANCISCA AL SETTIMO CIELO - "E' una grandissima emozione, sono felicissima. Questo oro me lo sono sudato, in tutti i sensi. Oggi tutto è stato un po' in salita, Era da Pechino che voleva questa medaglia, ci sono riuscita perché sono cambiata e maturata. La gioia contenuta sul podio in rispetto alle avversarie? Capisco che non erano contente. Fosse capitato a me, avrei riso di circostanza, per il nervoso. Valentina è una grande campionessa, Arianna è molto intelligente e sa distinguere l'assalto dalla vita".
ERRIGO DEMORALIZZATA - "Sì, certo, è un argento olimpico. otrei essere contenta ma tra il primo e secondo posto c'è un abisso... Se avessi sorriso sul podio, sarebbero scese le lacrime. Ho tirato bene per tutto il torneo, c'era la tensione giusta che però non è andata a buon fine".
VEZZALI PARZIALMENTE DELUSA - "Ho tirato col cuore e alla fine la medaglia l'ho portata. la gente ha avuto tanto affetto nei miei confronti, ringrazio tutti, ho vissuto un sogno bellissimo, ieri sera è stato fantastico, mi è dispiaciuto non riuscire a tirare fuori quello che potevo ma la scherma è così. Il 2 agosto la prova a squadre, poi ne riparleremo. Non solo aver sfilato ieri sera come portabandiera dell'Italia non ha influenzato negativamente sul risultato, ma anzi mi ha aiutato a vincere questa medaglia in una situazione estrema, a trovare le motivazioni dopo la sconfitta in semifinale con la Errigo. Devo ringraziare il pubblico per il sostegno che mi ha dato. Anche qui penso di aver compiuto un piccolo miracolo. Ho abbracciato mia mamma che ha detto che sono stata bravissima. A casa porto un bronzo e mi spiace tantissimo: volevo fare ciò che nessuna donna aveva mai fatto alle Olimpiadi. Nella parte centrale dell'assalto con la Errigo ho sbagliato. Dovevo lavorare di più con le gambe e le ho dato io i tempi. L'avevo ripresa ma ho buttato fuori l'ultima stoccata: dovevo lottare e dare di più, significa che doveva andare così. Purtroppo, chi parte con i favori del pronostico ha sempre tantissima pressione addosso. Non sono una che si piange addosso, dalle sconfitte trovo sempre una forza in più. Ora con la squadra voglio vincere una medaglia più pesante, poi voglio dare un fratellino o una sorellina a Pietro. Non è detto che non trovi motivazioni per riprovarci a Rio, a 42 anni".
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