ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    WTA Championships - Errani, niente miracolo dopo la maratona

    Agnieszka Radwanska centra la semifinale del Wta Championships, ma Sara si arrende dopo 3:30' nel match più lungo dell'anno ed esce dal Masters a testa altissima dimostrando di meritare un posto nell'elite del tennis: 6-7, 7-5, 6-4 il punteggio finale con rimonta a favore della polacca, ma domani c'è Serena

    Agnieszka RADWANSKA b. Sara ERRANI 6-7 (6), 7-5, 6-4

    Sara, sei bravissima: per diventare il primo rappresentante italiano nella semifinale di un Masters ci voleva - dopo la finale Roland Garros e gli US Open - un’altra ultima impresa e l’hai soltanto sfiorata, ma sei bravissima… Anche se vince Agnieszka Radwanska in rimonta: 6-7, 7-5, 6-4 dopo 3:30 di corse e grandi punti nel match più lungo del 2012: sarà una partita ricordata, perché intensa, equa e bellissima.

    IN PALIO LA SEMIFINALE - L'head-to-head recita 5-1 pro Radwanska nei precedenti, Sara ha vinto soltanto a Budapest su terra nel 2006: per la Errani un match molto diverso, nel bene e nel male, dagli ultimi disputati contro due colpitrici: La Radwanska, come Sara, gioca un tennis molto stratificato ed è forse la miglior giocatrice del circuito nella difesa del quindici grazie a un’attentissima lettura tattica del punto. Eppure Sara, se vuole ribaltare i pronostici della vigilia, deve fare la partita attaccando, mettere alle corde Agnieszka che altrimenti non sbaglia mai. Radwanska ed Errani hanno perso da Maria Sharapova (la polacca dopo più di 3 ore di resistenza), e vinto rispettivamente contro Kvitova e Samantha Stosur, che è subentrata da riserva alla detentrice fermata da un'infezione virale. Si prospetta un match lungo, con tanti scambi prolungati e pochi break: la Radwanska è più completa tecnicamente, ma il carisma di Sara lo conosciamo bene.

    DUE BELLISSIME EQUILIBRISTE: SARA ALL’ULTIMO RESPIRO - Sara si apre bene il campo e accelera per uscire dai lunghi scambi, perché la Radwanska non sbaglia mai: se si scambia sulla diagonale di destra la Errani può fare più gioco con il dritto (anche se l’indoor la sfavorisce nei colpi troppo elaborati che si sgonfiano sulla superficie lenta), ma gli errori sul lungo linea destro sono troppi. Ne esce un set equilibrato e intenso: Sara sale due volte col break grazie alle solite grandi variazioni (drop e lob) e un passante in back da metà campo che fa accademia; Agnieszka risponde col fioretto e le finte, accelerando soltanto sui quindici decisivi: il parziale 8-1 Radwanska dal 5-4 Errani fa paura, ma la Errani la porta al tie-break e la costringe a risalire anche di 2 mini-break. Due set-point: prima Errani fa doppio fallo, poi il nastro salva la Radwanska al termine di uno scambio interminabile. Tutto da rifare e ancora una palla set: un altro cross interminabile (34 colpi!) e questa volta la polacca mette in corridoio sull’ultimo rovescio. Sara vince il primo combattutissimo set dopo più di un’ora di gioco.

    “CINQUEQUATTRO” E' IL GRANDE GAME - La Errani fa subito break nella seconda partita, ma inizia a servire male e fallosamente a anche il suo schema vincente, aprirsi il campo col dritto stretto per entrare col comodo lungolinea, inizia a vacillare. Un altro parziale 8-1 porta la Radwanska avanti di un break: meno qualità, più errori non forzati e torna l’equilibrio: la Radwanska è stanca e da qui entrambe cercheranno di uscire dagli scambi prolungati con le variazioni, ma l'esito è incerto. Si gioca solo con i break e adesso è la Errani, che cede il servizio quattro volte nel secondo set, a rincorrere. Tre game consecutivi ai vantaggi: l’ultimo, fondamentale e infinito, se l’aggiudica la Errani per il 5-4 salvando 4 break-point, ma la Radwanska risponde con un gioco a zero e tutto servizio. Tanta corsa (Radwanska), tanto dispendio, tanti sbagli (Errani): la polacca fa 12 punti e vince il secondo set 7-5.

    LE ANDROIDI DAI POLSI GENTILI - Il terribile parziale appena subito e il doppio fallo sul primo quindici del terzo set sono un cattivo sentore: la Radwanska scappa fino al 3-0, ma poi cede il servizio nonostante uno stupendo passante in corsa, perché Sara ha ancora nelle corde un altrettanto grande stop-volley. Il lungolinea rovescio per Sara è una rarità, la smorzata no, ma la nostra è alle corde dopo 3 ore di gioco: dal 3-0 al 5-3 si gioca solo con i break, la lucidità scema, ma il quartultimo set è un capolavoro in concorso di merito: due deliziose palle corte (sui rovesci), due volée, due passanti, dolce stil novo. Sara difende il servizio per la prima (e ultima) volta del set; Agnieszka serve per il match per la terza volta: La Errani combatte fino all’ultimo quindici, la maratona termina 6-7, 7-5, 6-4. Sara ha sfiorato l’impresa, domani dovrà provarci la Radwanska nella rivincita della finale di Wimbledon: Agnieszka ha giocato quasi 7 ore negli ultimi due match, Serena non ha ancora ceduto un set migliorando partita dopo partita, come il vino buono. La storia si fa rovesciando i pronostici, noi oggi ci accontentiamo del quasi.

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