Wu Minxia è una campionessa vera. Chi segue i tuffi ormai la conosce da tempo, perché seppur veterana delle vasche, ha solo 26 anni e iniziò giovanissima a gareggiare, e anche ad avere risultati meravigliosi.
La scuola di tuffi cinese è famosa per le meraviglie che gli atleti riescono a fare: rotazioni veloci, pulizia nei movimenti e nemmeno uno spruzzo all'ingresso in acqua. Wu è una delle esponenti di questo movimento e ha già vinto tanto.
Eppure nella sua vita si nascondono due drammi che la famiglia le ha volutamente nascosto per non distoglierla dal suo impegno sportivo: il cancro della madre, con cui la donna combatte da anni, e la morte dei nonni negli ultimi mesi.
"Ci ha chiamato al telefono poco dopo la morte della nonna - ha raccontato il padre allo Shanghai Morning Post - e io stringendo i denti le ho detto che tutto andava bene. Sappiamo ormai da tempo che nostra figlia non ci appartiene più. Quando siamo arrivati a Londra Le abbiamo mandato un sms per avvisarla che eravamo atterrati e che stavamo bene, così non avrebbe dovuto preoccuparsi per noi. E' sempre così occupata con gli allenamenti...".
Wu si allena in un centro federale governativo dove i parenti vanno raramente a trovarla. La sua vita assomiglia di più a un regime marziale che a una carriera sportiva e i social network cinesi (che pure risentono di gravi censure e restrizioni) sono esplosi d'indignazione: gli utenti, venuti a conoscenza della storia della Minxia, hanno accusato un sistema sportivo "discgustoso" di far "perdere agli atleti ogni traccia di umanità".
