ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Zanardi "Mio incidente è stato un'opportunità"

    Alex Zanardi torna da Londra pieno di medaglie e voglia di continuare a lottare. L'ex pilota racconta la sua esperienza londinese e il rapporto con il figlio Niccolò

    Nell'immaginario collettivo, un uomo senza gambe è destinato a stare a casa davanti alla tv. Nel mio caso non è stato assolutamente così e, quando ho continuato a fare le stesse cose che facevo prima, la gente avrà pensato: 'Accidenti! Ma chi e' questo qui?'. Mi fa piacere che gli altri restino sorpresi, ma se io riesco a fare quello che vedete è perché un sistema esiste".

    Così, su "Chi" in edicola domani, Alex Zanardi, l'ex pilota di Formula 1 senza gli arti inferiori, che ha trionfato con due ori e un argento alle Paralimpiadi di Londra. A proposito della speciale bicicletta con cui ha vinto ai Giochi, aggiunge: "Non l'avrei mai scoperta se non fossi stato vittima dell'incidente che ho avuto. Vittima, poi, è una parola che può essere trasformata nel corso della vita, perché di cose belle ne sono successe così tante quasi ad arrivare a dire che quell'incidente è diventato un'opportunità".

    Un ultimo pensiero è per il figlio Niccolò, 14 anni, di cui il campione è molto orgoglioso. "Dopo la vittoria mio figlio mi ha detto: 'Papà sono quasi dispiaciuto nel dirti che ti voglio bene adesso, perché sembra che te lo dica nel momento in cui hai fatto una figata pazzesca. Voglio che tu sappia che ti voglio bene perché tu sei mio padre. Punto. Sono molto orgoglioso di essere tuo figlio'".