La rivista transalpina 'France Football' ha dedicato un'intervista esclusiva al nuovo tecnico della Roma, Zdenek Zeman. Il tecnico boemo si racconta, partendo dal 'miracolo Pescarà al futuro che lo attende nella Capitale. Ecco alcuni estratti dell'intervista secondo quanto riporta Romanews.eu. "A Pescara un capolavoro - ha detto Zeman - Soprattutto perchè era la mia prima stagione in questa società. Le altre volte, magari c'era voluto piu tempo. Come al Foggia, dove le cose migliori sono arrivate al secondo anno. E non subito: nel girone di andata eravamo anche stati ultimi in classifica. Anche perchè se la squadra si applicava non riusciva in campo a fare quello che si proponeva. Avvicinandosi al traguardo, i giocatori hanno sentito di più la responsabilità e sono stati particolarmente attenti. Di sicuro, nell' arco del campionato abbiamo subito molti gol, ma spesso a risultato acquisito, dopo cali di tensione comprensibili. Poi tanti altri gol causati da interpretazione discutibili da parte del guardalinee". A proposito dei soliti discorsi sulla sua fase difensiva, Zeman ha spiegato che "Non ne faccio un caso personale - ha sottolineato - Nel calcio esistono due fasi. Se chiedi al giocatore cosa preferisce fare quello risponde sempre: 'la fase offensivà. Quanto agli spettatori, secondo voi, cosa preferiscono? La fase difensiva o offensiva? Preferiscono vedere gol e spettacolo o qualcos'altro? Evidentemente la squadra che va all'attacco piuttosto che i vari catenacci. Quindi seguo quello che dice e chiede il popolo".
ORGANIZZAZIONE TATTICA O SPETTACOLO? - Zeman ha anche parlato dell'evoluzione tattica che vive il calcio. Anche se, a suo dire, non è che molti facciano spettacolo. "A parte poche eccezioni di squadre che cercano un certo tipo di calcio come il Barcellona di Guardiola o la nazionale spagnola - ha detto - tutte le altre stanno in campo soprattutto per non fare giocare l'avversario. E non sono affatto interessati a come giocano loro. Ad esempio il Chelsea che ha appena vinto la Champions o la stessa Inter del 2010. In questo senso penso che non ci sia stata un'evoluzione. Sono anche sorpreso perchè mi aspettavo che ci fossero più allenatori interessati a prendere strade diverse. Gli allenatori italiani? Se quando si parla di organizazzione tattica, si pensa alla fase difensiva, al lavoro di copertura, a come fermare l'avversario, le sue fonti di gioco, sono, in effetti, da prendere ad esempio...Quasi tutti - ha aggiunto Zeman - sono convinti che a vincere siano gli allenatori. Io invece penso che a vincere sono le società e se uno non ha alle spalle una società forte è difficile ottenere dei titoli. È da vedere se certi allenatori che vincono nelle grande piazze, sarebbero capaci di farlo in realtà meno forti. Spesso accade che non vincano piu". Tra gli argomenti affrontati anche il suo rapporto con Totti. "Abbiamo un buon rapporto - ha detto - E dire che per molti anni non ci siamo visti per niente. Ma si vede che ad entrambi è rimasta l'ottima impressione reciproca che abbiamo avuto quando abbiamo lavorato assieme".
SCOMMESSE, SORPRESO PER CALCIATORI FAMOSI COINVOLTI - "Questo discorso nasce da un problema di fondo. Nel senso che il calcio per molti è diventato solo un grande business. Di queste cose se n'è parlato a lungo, mi auguro che per una volta si decida di intervenire per fare un calcio diverso. Semmai mi sorprende un pò che calciatori di primo piano si ritrovino in mezzo". Lo ha detto a proposito del calcio scommesse l'allenatore della Roma Zdenek Zeman nel corso di una lunga intervista rilasciata a 'France Football'. "Perchè capisco che il giocatore di serie C che non riceve da mesi lo stipendio possa avere delle tentazioni - ha poi aggiunto secondo quanto riporta Romanews.eu - sia chiaro non lo giustifico, anzi lo condanno, ma almeno lo capisco. Chi proprio non riesco a capire sono i giocatori famosi e ben pagati. Io ai ragazzi dico sempre: 'continuate a fare calcio per passione, anche ad alto livello. Non mettendo sempre il guadagno al primo piano. Il segreto è la passione'. È il mio modesto contributo per provare a cambiare la mentalità. Prendete uno come Francesco Totti. Ecco un esempio di giocatore ha sempre vissuto il calcio allo stesso modo: quando era un giovane sconosciuto e oggi che è il fuoriclasse che conosciamo".
