lun feb 11 10:02
Di ritorno nella bassa padana dopo il lungo fine settimana rugbystico romano.
Tempo di riflessioni su ciò che ho visto e provato nei giorni passati.
Partiamo da ciò che ho sperimentato con le ragazze.
La mattinata di sabato ci ha visto svolgere il risveglio muscolare sul campo 1 dell'Acquacetosa in coabitazione con i calciatori dell'Inghilterra.
Quaranta minuti di Johnny Wilkinson in azione.
Venti minuti di calci di spostamento con un partner, effettuati all'interno dei 15 metri fra le due aree de 22 metri, alternando destro e sinistro, a bacino bloccato (tipo footy) o a rotazione di bacino (tipo football), con palloni a spin longitudinale o trasversale.
Entrambi si posizionavano il pallone in mano, lo scarto massimo che ho potuto notare era di un paio di metri, con le pronte scuse del compagno per la mancata precisione.
Dieci minuti ai calci d'avvio di drop, e dieci ai pali.
Un allenatore specialista per il gioco al piede e un fisioterapista presenti sul campo.
Bello spettacolo!
Torniamo alle Ladies del Rugby Azzurro.
Solo venerdì in seguito ad una riunione di staff avuta nel post allenamento del pomeriggio abbiamo potuto fatto le scelte definitive per i 22 e risolvere i dubbi legati al XV di partenza.
I dubbi erano notevoli
Un'importante affezione gastrointestinale aveva tenuto il Capitano della squadra di Dublino, Paola Zangirolami, in scacco per tutta la giornata di giovedì.
La Elisa Facchini, uscita alla fine del primo tempo del match contro le celtiche a causa di un rilevante infortunio muscolare era da mercoledì a Roma per sottoporsi a trattamenti medici.
In fine la Licia Stefan che provenendo da un infortunio muscolare al bicipite femorale sinistro, ha lavorato a "sensazione" per percepire che apporto poteva fornire alle compagne.
Le scelte non sono mai facili da fare, e in particolar modo quando si deve dar o togliere l'opportunità d'indossare una maglia azzurra.
Per una questione d'equilibrio sui ruoli dei sostituti, quattro avanti e tre trequarti, è rimasta esclusa dalla lista delle 22 la Ceradini. La squisita atleta Veronese, in dirittura d'arrivo per l'acquisizione di una laurea in scienze motorie, è rimasta ugualmente con tutto il gruppo per il resto delle attività.
La Facchini invece proprio non è riuscita a recuperare. Per questo è stata chiamata in sostituzione un altro trequarti, la Sara Baratin da Treviso.
XV di partenza quindi similare a quello dello scorso week end per i primi 8, la coppia mediana con la Valentina Schiavon alla mischia e la Michela Tondinelli al dieci.
La coppia dei centri con la Schiavon inglese (dato che gioca a Richmond ed è la nostra informatrice del rugby femminile anglosassone assieme alla Barbini) e la Pizzati.
Alle ali la Trevigiana Carlet, e l'esordiente Bratusch studentessa Bolognese e giocatrice a Pesaro.
All'estremo la romana Mariani.
Capitano per la prima volta la Silvia Gaudino, in panchina Petese, Fabbri, Mestriner, Stefan, Baratin, Zangirolami, Pagli
Le ragazze aprono lo score con un drop della Tondinelli (3-0) e poi le Inglesi prendono in mano il soggetto recitando a perfezione il canovaccio che avevano preparato. 3-40 alla fine del primo tempo, 6-76 alla fine del secondo (la marcatura Italiana è un calcio della Veronica Schiavon).
Un divario nel punteggio che rispecchia il gap esistente fra i due movimenti.
Pressappoco 20.000 tesserate in Inghliterra contro suppergiù le nostre 200 che praticano il rugby a XV.
Le ragazze hanno combattuto strenuamente risultando si sconfitte ma mai battute.
Tutte le atlete si sono alternate sul terreno dandosi continua manforte, ognuna onorando con orgoglio la maglia azzurra.
Il numeroso pubblico presente al campo Tre Fontane dell'EUR in questa splendida giornata di sole ha sostenuto le ragazze durante tutto il match e si è stretto a loro in un caloroso abbraccio dopo il match.adesso ho capito a cosa serviva il registratore...non è stato semplice accettare di essere fuori e guardare la partita da lassù, ma poi ho capito...
È bello che si dia spazio al rugby, sia maschile che femminile...ma da profano mi sorge una domanda...cosa spinge una ragazza a praticare questo gioco? Dico in Italia...è pericoloso?
Cosa ci spinge?
le stesse cose che spingono un rugbysta uomo e forse molte altre cose amcora: Divertimento,Amicizia, Passione, Contatto, Sfida, Ricerca di infinite soluzioni e variabili agli ostacoli, Il superare se stessi e l'avversario, il conoscere un'infinità di persone , luoghi ed esperienze diverse, le feste, la birra, il potersi porre obbiettivi sempre nuovi, la possibilità di sfogarsi...Be si potrebbe scrivere all'infinito...
in italia e in ogni posto del mondo...
e se non ci fosse un po di pericolo dove sarebbe il bello?
infondo ogni rugbysta è un po masochista ma si è sempre ricambiati abbondantemente da tutto ciò che sta attorno alla palla ovale!
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