Sei Nazioni article

Gianfranco Ermolli

Allez l'Italie!

mer mar 05 04:00pm

Le due Nazioni separate dalle Alpi e ornate di tricolore si affrontano nel fine settimana continuando a mostrare entrambe le loro sperimentazioni.

Da una parte i cugini forti di un centro di formazione nazionale dedicato al Rugby e di un movimento con oltre 250mila tesserati, affidandosi ad un nuovo tecnico, Marc Lievremont, che affronta il dopo mondiale e il post era "La Porte".

La strategia impostata è alquanto semplice, immettere al bagno internazionale la nuova generazione di talenti, Campioni del mondo U21, e posizionare la barra direttrice verso la Coppa del Mondo Neozelandese del 2011.

Lo staff tricolore ha annunciato il giovane gruppo dei 22 che affronterà l'Italia allo Stade de France di Parigi il 9 marzo.

Rispetto al nucleo che ha affrontato l'Inghilterra, si trovano  tre ritorni Jauzion, Harinordoquy e Malzieu e cinque giocatori che sono al loro esordio Barcella, Guirado, Diarra, Tomas et David oltre ai novizi già lanciati nel torneo, Anthony Floch, Francois Trinh-Duc, Fulgence Ouedraogo, Jean Baptiste Poux, Luis Picamoles.

Sembra in tutti i casi abbastanza facile proiettarsi con un piano quadriennale per una nazione che ha vinto 4 degli ultimi 6 Tornei.

Dall'altra abbiamo l'alchimista Sud Africano che sta gestendo il laboratorio rosso-bianco- verde, e preparando la sua pozione affidandosi ad un movimento forte di 60mila tesserati ma che ha difficoltà a reperire e sfornare talenti oltre che ad aver i migliori giocatori che utilizzano l'emigrazione verso l'estero come strumento di formazione per il gioco d'alto livello.

La ricetta è differente, la scelta di fondo è quella di privilegiare i giovani e gli italiani di formazione.

Un bel rischio a partire dalla discussa scelta di Andrea Masi all'apertura, con la quale ha sacrificato gioco al piede, visione di gioco a vantaggio di forza fisica, talento, doti di placcaggio. Oltre a quella di Simon Picone, Andrea Marcato Alberto Sgarbi

Con l''arrivo di Jaco Erasmus sembra però che si sia fatto un mezzo passo indietro.

La pressione è sicuramente più pesante per gli Italiani che devono cercare d'evitare di riprender in mano il cucchiaio di legno a distanza di tre anni, ma anche la Francia dovrà dimostrare qualcosa dopo la sconfitta casalinga contro l'Inghilterra.
  • Commenti1 - 2 di 2
  1. Caro Gianfranco,

    Vorrei ripartire dall'ultima frase del tuo messaggio dove scrivi che gli italiani devono evitare di riprendere in mano il cucchiaio di legno....

    Penso che sia molto triste constatare che, a questo punto del 6 Nazioni 2008, l'obiettivo dell'Italia sia tornato ad essere quello di evitare l'odiato oggetto da cucina.
    Con l'ingaggio di Mallett, infatti, l'obiettivo che si proponeva la FIR (insieme al tecnico e ai giocatori) era quello di eguagliare o migliorare i risultati ottenuti precedentemente con la gestione Berbizier.
    Ora, dopo le prime 3 partite concluse con altrettante sconfitte gli obiettivi della nostra squadra sembrano esseresi considerevolmente ridimensionati, considerando anche, che una vittoria contro la Francia nel loro territorio, sembra alquanto improbabile.

    Come tifoso e appassionato di questo sport mi sento molto deluso dalla mediocre performance fatta registrare dai nostri fino a questo punto del torneo. In particolare sono rimasto perplesso dalla pessima prova dei nostri giocatori nel secondo tempo della partita contro il Galles dove l'Italia è apparsa una squadra senza carattere che si è limitata a subire il gioco dell'avversario.
    Piu' che la sconfitta (pesante in termini di risultato) è questo atteggiamento rinunciatario che delude di piu' dei nostri.
    Non si puo' cantare "siam pronti alla morte" durante l'inno di Mameli per poi dimostrare di non esser pronti neanche a difendere l'onore durante la partita.
    A questo punto mi @#$%do quali siano le cause di questa stagione grigia e deludente del rugby azzurro.
    Mi @#$%do come mai mentre questo sport acquista una sempre crescente popolarità nel nostro paese (come dimostrato anche dal numero dei nuovi tesserati e dalla cresente audience che fanno registrare le partire in TV) la nazionale proceda a passo di gambero tornandno a lottare, si fa per dire, per raggiungere degli obiettivi che sembravano ormai lontani dai programmi della FIR e dalle aspettative di tutti noi tifosi.

    pparisse2000Da pparisse2000 il gio mar 06 10:42am

    Segnala abuso

  2. Mallett sta costruendo la nazionale del futuro. Ha preso in mano l'Italia a pochi giorni dal 6 Nazioni e ha l'obbligo di sperimentare e di conoscere, giorno dopo giorno, le risorse umane che ha a disposizione. Criticare il ct per un 6 Nazioni scialbo è, secondo me, miope. Nessuno poteva aspettarsi risultati incredibili fin da subito. Lasciamolo lavorare e vedrete che il futuro sorriderà al rugby azzurro.

    http://rugby1823.blogosfere.it

    massimimiDa massimimi il ven mar 07 12:17pm

    Segnala abuso

    Commenta questo messaggio

    entra grazie per aver inviato il tuo commento