mar feb 05 11:57
Sfortunatamente pur essendo a Dublino non ho potuto assistere al match seduto allo stadio.
Il viaggio di ritorno della comitiva del Rugby Woman Italiano è organizzato per il giorno di sabato.
Mentre il grosso del gruppo, quello romano e quello veneto in transito per la capitale prima della destinazione finale lagunare, si imbarcavano per Roma, i "Milanesi" si radunavano al Guiness pub dell'aeroporto Dublinese per la visione del match.
Grande ambiente è inutile dirlo.
Sotto lo schermo eravamo al centro dell'attenzione, con le nostre divise provviste di tricolore e inno cantato in mezzo agli avventori.
C'è anche da rimarcare la curiosità che manifestavano i clienti indigeni cercando di riconoscere nel viso delle ragazze quella che appariva sulla prima pagina dell'Irish Times impegnata ad effettuare un placcaggio a una giocatrice irlandese. Per la cronaca la Valentina Schiavon.
Partita tirata, tutta la squadra è ben disposta al combattimento.
I corpi, le mani, le braccia erigono una solida diga per arginare il fiume irlandese.
Per superarla O' Gara utilizzerà i suoi luminosi piedi : un cross a incrociare che taglia il campo come un bisturi per Trimble che sul placcaggio di Mauro Bergamasco serve Dempsey per la meta.
La difesa è il primo incoraggiante mattone posato da Mallet nell'opera di consolidamento dei fondamentali.
Il secondo è certamente la conquista. Ineccepibile, persino famelica, la touche: quattro lanci scippati contro uno perso, una base per gestire quasi una ventina di palloni di qualità. Metà sono stati investiti in gioco raggruppato penetrante manovrato.
Su questa certezza è nata l'azione che ci ha portato a varcare la linea di meta avversaria con il Capitano.
Una maul da un penaltouche che in drive è avanzata per circa 15 metri, e che trasformandosi in rolling-maul proietta in meta con l'ovale Parisse, circondata da Zanni e spinto da Castrogiovanni.
Il risultato di 13 a 8 permette di intravedere l'immagine della vittoria.
Purtroppo l'Italia non è riuscita.
Alla tradizionale trilogia del rugby fatta da difesa, conquista e gioco al piede è mancato proprio quest'ultimo.
La differenza sembra essere proprio quella.
Sia nella percentuale di realizzazione ai pali che nella gestione tattica del campo attraverso la conquista di terreno con i piedi.
Il gioco ne ha sofferto com'era ovvio, aver un'alternanza delle forme di gioco provoca una difficoltà d'adattamento alla difesa.
Dai positivi commenti che riecheggiano sulle pagine della stampa specializzata sembra proprio che l'Italia inizi ad essere sempre per tutti un duro boccone da masticare.
Per affrontare gli azzurri ogni squadra dovrà attrezzarsi a sostenere una battaglia campale davanti e preparasi a non compiere errori perché la pressione dei nostri è costante ed equilibrata in ogni parte del terreno.Ero presente allo stadio DI DUBLINO e devo sinceramente dire che gli azzurri non hanno demeritato..tanto impegno ottima la mischia specie in prima linea grandissimo masi che oLtre ad aprire palloni placcava e ripartiva ..buoni i 3\4 anche se ...piccolo suggerimento ...usare un po' il piede per superare la lInea dei 3\4 avversari magari con piccoli calcetti a seguire per le ali..non e' peccato..e considerando il gioco moderno e' una soluzione fattibie..grandi i bergamasco e discreta la touche..insomma a mio avviso oltre al calciatore (che ci vuole!!!)anche un po' di fantasia dell'apertura o di un centro...calcietti a seguire e pressione..dai ragazzi che si puo' vincere contro gli inglesi..PS:IL RUGBY IN ITALIA NON CRESCERA' MAI SE NON LO SI TRASMETTE ALLA RAI E GRATIS!!!A DUBLINO 75.000 SPETTATORI!!!
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