mer mag 13 17:13
In occasione del Giro d’Italia del Centenario abbiamo scelto 10 campioni, in rigoroso ordine cronologico, che hanno contrassegnato la storia di questa competizione amatissima dagli appassionati di sport non solo italiani. Abbiamo scandagliato la rete alla ricerca di video storici, canzoni, fiction, associazioni e gare dedicate a questi personaggi per capire quale impatto hanno avuto nell’immaginario del Paese e per ognuno di essi vi proponiamo alcuni link utili per conoscerli o ricordarli.
Luigi Ganna – Fu il vincitore della prima edizione del Giro nel 1909 e rappresenta benissimo l’Italia povera ma ricca di speranze di inizio secolo. Ganna lavorava come muratore a Milano e ogni giorno percorreva più di 100 chilometri per raggiungere la città dal suo paese, Induno Olona in provincia di Varese. Dopo il ritiro fondò una fabbrica per la produzione di biciclette con la quale Fiorenzo Magni vinse il Giro negli anni ’50 e, dopo la prima guerra mondiale, ampliò la produzione anche alle moto. A lui è dedicato il velodromo di Varese, città in cui morì nel 1957.
Costante Girardengo – Il primo ciclista a meritare il soprannome di “Campionissimo” trionfò nelle edizioni del 1919 (conservando la maglia rosa dall’inizio alla fine e vincendo 7 tappe) e del 1923 (6 vittorie di tappa). Nel suo ricchissimo palmares spiccano anche nove campionati italiani (record assoluto) e sei Milano-Sanremo. La sua amicizia con il bandito Sante Pollastri ha ispirato una famosa canzone di Francesco De Gregori “Il bandito e il campione”.
Alfredo Binda – Insieme a Coppi e Merckx con cinque Giri conquistati detiene il record di vittorie e la sua grandezza è testimoniata dalla scelta, unica in 100 anni di storia, fatta dall’organizzazione della corsa nel 1930, quando vista la sua manifesta superiorità fu pagato per non gareggiare e rendere così la corsa più interessante. Cittiglio, il suo comune di nascita, ospita un museo a lui intitolato con numerosi cimeli della sua carriera e il Trofeo Binda, una gara della Coppa del Mondo femminile.
Gino Bartali – La sua rivalità con Fausto Coppi è forse la più celebre di tutto lo sport italiano, capace di dividere il Paese in due fazioni. Vinse tre volte il Giro e due volte il Tour de France, ma senza la Seconda Guerra Mondiale il suo albo d’oro sarebbe potuto essere ancora più ricco. Nel 2006 la Rai ha realizzato la fiction “Gino Bartali – L’intramontabile” (sul sito Rai potete vedere la fiction in versione integrale: prima parte - seconda parte) con Pierfrancesco Favino nella parte di “Ginettaccio”, che racconta oltre alle imprese sportive la grande umanità di questo campione e il suo grande impegno che gli valse la Medaglia d’Oro al merito civile per aver salvato circa 800 cittadini ebrei facendoli sfuggire ai rastrellamenti nazisti. A Bartali è dedicata anche una celebre canzone di Paolo Conte.
Fausto Coppi – Il “Campionissimo” fu uno dei personaggi più amati della storia dello sport italiano. Nel suo palmares spiccano 5 vittorie al Giro, due al Tour de France oltre a numerosi trionfi nella grandi classiche. Come per Bartali anche alla sua storia è stata dedicata una fiction andata in onda sulle reti Rai nel 1995, con Sergio Castellito come protagonista. Nel suo paese natale, Novi Ligure, è presente il “Consorzio Turistico Terre di Fausto Coppi” che organizza eventi turistici e culturali legati al ricordo del Campionissimo. A lui è intitolato una importante gara di gran fondo che si svolge nei dintorni di Cuneo e ogni il Giro lo celebra denominando “Cima Coppi” il punto più alto della gara. Gino Paoli lo ha celebrato con una canzone del 1985
Fiorenzo Magni – Il “Leone delle Fiandre” fu il terzo incomodo tra Coppi e Bartali e riuscì a imporsi in ben tre edizioni del Giro (1948, 1951 e 1955). Memorabile una tappa conclusa con una spalla fratturata grazie a un laccio legato al manubrio e stretto coi denti nel Giro del 1956.
Felice Gimondi – Il destino mise sulla sua strada un autentico “mostro” come Eddy Merckx ma il ciclista nato a Sedrina in provincia di Bergamo riuscì ad ottenere dei risultati eccezionali durante gli anni ’60 ’70 vincendo le tre le grandi corse a tappe. Il mondo della musica gli ha tributato due omaggi: “Gimondi e il Cannibale” di Enrico Ruggeri e “Sono Felice” di Elio e le storie tese. Ogni anno a Bergamo si svolge una gara di gran fondo internazionale a lui intitolata.
Eddie Merckx – Il “Cannibale” fu l’autentico dominatore degli anni ’70: 525 gare vinte, di cui 426 da professionista e ben 54 solo nel 1971, 5 Giri d’Italia, 5 Tour de France, una Vuelta di Spagna e trionfi in tutte le grandi classiche. Rimangono nella storia le immagini legate l’episodio più triste della sua carriera quando nel 1969 venne trovato positivo a un controllo antidoping e Sergio Zavoli lo intervistò in lacrime durante una puntata del “Processo alla tappa”. In questo video storico Indro Montanelli ed Enzo Biagi discutono di questo episodio nel programma “Diario di un cronista” condotto sempre da Zavoli.
Marco Pantani – 5 anni fa, il 14 febbraio del 2004 ci lasciava il “Pirata” forse il campione più amato dagli appassionati di ciclismo negli ultimi 20 anni. Il suo anno magico fu il 1998 in cui trionfò sia al Giro che al Tour de France. Il numero di canzoni a lui dedicate nel corso degli anni testimonia quanto il “Pirata” fosse popolare: “Prendi in mano i tuoi anni” dei Litfiba, “E mi alzo sui pedali” degli Stadio, “L’ultima salita” dei Nomadi, “In fuga” di Francesco Baccini” e “Tradimento e perdono” di Antonello Venditti (dedicata anche ad Agostino di Bartolomei). Nel 2007 la Rai trasmise la fiction “Il Pirata – Marco Pantani” interpetata da Rolando Ravello. Ricordiamo infine la Fondazione Marco Pantani, fondata dai genitori di Marco per continuare la sua attività, mai sbandierata in pubblico, di aiuto agli enti preposti all’accoglienza ed alla cura delle persone con problemi mentali, motori o economici, ma soprattutto ai bambini.
Mario Cipollini – Concludiamo con il “Re Leone” che ha lasciato la sua zampata in 42 tappe del Giro conquistate tra il 1989 e il 2003 (battuto il record di 41 vittorie ottenuto dal grande Binda negli anni ’30). Nella sua carriera ha ottenuto 189 vittorie che ne fanno uno dei più grandi velocisti di tutti i tempi.
E ora tocca a voi! Secondo voi chi è stato il più grande ciclista della storia del Giro?
gli ultimi 2 erano piu drogati di lapo elkann.....
...certo, invece Merckx andava a pane e acqua.....
stai zitto deficiente... prima informati bene invece di sparare a zero... valà pagliaccio...
nn so x chi era il deficente nessuno ti ha insultato ...e poi se neghi l'evidenza.....vediamo chi è deficente,gli altri nn si sa ma nello sport di puliti ce ne sono pochi...
addirittura ai tempi di coppi e bartali c'era già "l'intruglio"...
secondo me il più grande ciclista di tutti i tempi (non solo del Giro, ma anche del Tour, della Vuelta, di tutte le classiche e di tutti i campionati del mondo, come anche del mondiale) è stato senza ombra di dubbio... mio cugino Mario e a volte ha dovuto cedere il posto ad un suo amico, un certo Michele.
e indurain ce lo dimentichiamo? ah gia'forse non era abbastanza glamour o faceva poche polemiche....pensava solo a pedalare il poveretto eh eh...per restare nella storia non basta solo pedalare...bisogna anche essere paraculi.
il primo che ha commentato è un pirla!
jacopo.decarli non per prendere le difese del primo che ha commentato, ma anche mio cugino mario si drogava, quindi non vedo perché non possa drogarsi cipollini che oltretutto andava all'asilo e poi con le giovani marmotte insieme a mio cugggino mario. e che caxxo!
Secondo me Binda!
secondo me Bindi (Rosi)...
Secondo me il grande Moser senza ombra di dubbio e' il migliore degli ultimi 20 anni senza togliere nulla al grande Mario e al Pirata
Mi sembra un po troppo nazionalistica questa classifica, come si fa a mettere tra i migliori 10 mai esistiti corridori come Cipollini e Pantani e lasciare fuori grandissimi come Anquetil, Hinault, Gaul, Armstrong, Indurain e tanti altri ancora.
Cercate di non avere la concezione tolemaica del vostro buco del .... aprite le Vostre menti siamo nell' era della globalizzazione, dobbiamo imparare ad essere cittadini del mondo e risonoscere i meriti di tutti.
per massimino70 marco pantani non è mai stato trovato positivo ad un controllo antidoping, e poi anche se fosse dopato che differenza fa anche tutti gli altri lo sono, per cui il confronto è paritario.
zolfanello50 nel titolo c'è scritto campioni del giro non del ciclismo generale ecco spiegato perchè non gli hanno messi
Caro Giannimarco, non voglio essere polemico, soltanto per chiarire, mi risulta che corridori come Gaul, Anquetil e Hinault abbiano vinto parecchi giri. Hai ragione su Armstrong ed Indurain, non ho letto attentamente l' introduzione.
Sara' contestabile, ma per me Gino Bartali e' il piu' grande corridore di tutti i tempi...
meglio guardare cento ciclisti dopati che quelle ochette isteriche che calcano i campi di calcio. Senza la guerra Bartali avrebbe vinto il triplo, per me è lui il più grande!
Il bello è che i calciatori passano tutti per puliti e i corridori sono tutti dopati.
Comunque dopati o no come dice il capitano,chi vince ha classe,i dieci ciclisti qui sopra sono tutti grandi campioni con caratteristiche diverse in epoche diverse.Il mio preferito è Pantani il modo di scattare a mani basse sul manubrio è indimenticabile.
Sicuramente il più grande è stato Fausto Coppi. Merckx ha il palmares in fatto di vittorie totali più ricco ma Coppi è " il ciclismo per eccellenza"
Comunque per andare alla ricerca di un grande campione occorre verificarne la completezza in ogni specialità : i campioni completi ( forti in salita; a cronometro ; allo sprint ) sono stati solo tre e cioè : Coppi; Merckx ; Hinault...
Dove è il grande Miguel Indurain? Io sono spagnolo ma mi sembra che i due vittorie di "Miguelón" non piaciono ormai a i tiffossi! Il mio favorito per la edizione 2009 è Carlos Sastre, bravissimo campione!
P.d. Scusate per il mio italiano. Buona fortuna per tutti.
bah... Moser, Saronni, Bugno, Indurain... Ivan Gotti... Giordano Cottur...
Ogni corridore dal 1909 ad oggi che porta a termine il Giro, é un campione!
Eddy Merckx , infinito si narrava che avesse non so quanti litri di sangue in più di ogni altro essere umano .....era ovviamente una leggenda metropolitana dovuta alla sua costante invincibilità , un po' come Binda anche se lui fu trovato positivo durante una gara . Oggi il ciclismo è ingegneria aerodinamica , equilibrio dei pesi , prestanza fisica , a volte troppa prestanza fisica per cui ci si dopa....TUTTI......Ciao PieLeon
Eddy Merckx , infinito si narrava che avesse non so quanti litri di sangue in più di ogni altro essere umano .....era ovviamente una leggenda metropolitana dovuta alla sua costante invincibilità , un po' come Binda anche se lui fu trovato positivo durante una gara . Oggi il ciclismo è ingegneria aerodinamica , equilibrio dei pesi , prestanza fisica , a volte troppa prestanza fisica per cui ci si dopa....TUTTI......Ciao PieLeon
no te permito
Felice è stato un campione assoluto, credo il migliore di sempre (con Bartali e Coppi) per la sua estrema correttezza e il suo essere sempre stato pulito da qualsiasi sostanza! un uomo incredibile!
Sicuramente, Luigi Malabrocca merita una menzione tra i protagonisti.
Arrivare ultimo è un arte e non è facile come sembra, come dimostra la fregatura che si prese al terzo tentativo consecutivo.
io ricordo due immense supremazie schiaccianti nel ciclismo di questi ultimi anni,con riferimento non al solo giro d'italia...indurain ed armstrong...gli avversari di quei tempi,chiappucci e compagni nel caso dello spagnolo,ed ulrich e compagnia nel caso del texano,pur essendo ciclisti fortissimi sembravano derisi da questi due enormi campioni...poi di droghe e transessuali vari (visto il riferimento a lapo.....) inutile parlarne...la differenze è solo tra chi viene scoperto e chi no!
massimino70 e danielebarosi e tutti quelli che la pensano come loro si sbagliano, te lo dice una persona che per motivi personali conosceva bene Pantani. Non permettetevi più di dire certe cose, di Marco ma nemmeno dei vivi. Se non siete a conoscenza di come stan le cs veramente evitate di sparare a zero per quanto diffuso dai giornali. Marco lo han rovinato le calunnie. E cmq non si parla così nemmeno del proprio peggior nemico.
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