mar giu 23 10:14
Avrei cambiato
discorso volentieri. Di argomenti ne ho anche altri, che probabilmente desterebbero
meno interesse e scatenerebbero meno commenti. Ma sicuramente mi divertirei di
più a scriverne: c'è questa vicenda di Denilson che è andato a giocare in
Vietnam, di un ragazzino del Gremio bloccato da un vincolo da 25 milioni di dollari
(l'ennesimo!), mentre Marca e As litigano sulla clausola rescissoria di
Cristiano Ronaldo. Ballano 800 milioni di euro. Marca dice 1000, As "solo" 200.
Sono pazzi questi spagnoli...
Ma tant'è.... vista e analizzata la conferenza stampa di Lippi qualche riflessione scavalca l'interesse per tutto il resto.
E' stata un'autodifesa accorata quella del Commissario Tecnico: riassumiamola, e mi perdonerete se cerco di stringere in pochi punti quella che è la tesi difensiva dell'allenatore dopo la disfatta di Confederation Cup. Le dichiarazioni letterali le trovate sul nostro sito, dall'articolo di ieri che trovate qui.
1 - L'Italia non era in buona condizione atletica.
2 - Certi aspetti critici li capisci solo in un vero torneo e di fronte ad avversari di un certo tipo.
3 - Il nostro campionato è in un momento di involuzione
4 - I troppi stranieri tolgono spazio ai giovani
Non voglio difendere Lippi, perché mi pare che si difenda già molto bene da solo. E per altro su tv e giornali sento molti che gli reggono il mantello con estrema convinzione: come se non sapessimo certi pareri pro e contro da che cosa nascono, e che cosa celano. Ma l'unico vero problema che riscontro oggi in Italia a fronte di una Nazionale che esprime pochezza di talenti è che manca una ‘generazione di mezzo', quella per intenderci tra i 24 e i 27 anni. Lì il buco è davvero evidente, e non basta una buona stagione di un paio di singoli a giustificare un accesso agevolato alla Nazionale. Lo scontro generazionale, di fatto, non esiste: è che in Italia abbiamo due generazioni consolidate ma con poco ricambio, e con determinate personalità di spogliatoio o scegli una o scegli l'altra. Riuscire a conciliare le cose diventa difficile, o quanto meno non immediato. Tutto quello che dice Lippi, per il resto, è secondo me confutabile.
La condizione dei nostri giocatori non credo dovrebbe essere peggiore di quella dei giocatori brasiliani che giocano da noi, da altri o che sono nel pieno della loro stagione (che per inciso inizia il 15 gennaio con i campionati statali e finisce il 10 dicembre con l'ultimo turno di Brasileirao, una sessantina di partite ufficiali senza contare Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Copa do Brasil e tornei interstatali). E se la condizione di alcuni non è buona, come mai non ce ne siamo accorti prima?
Certi aspetti critici li capisci solo in un vero torneo e di fronte ad avversari di un certo tipo. Dunque la Confederation Cup è un torneo vero, e anche gli Stati Uniti, che sono passati al posto nostro, e l'Egitto, sono avversari di un certo tipo. Quale tipo? Tipo che ci hanno ridimensionato e non ce l'aspettavamo?
Il nostro campionato è in involuzione: vero. Lo diciamo in tanti, e da tempo. Ma se è la Nazionale, come ha sempre detto Lippi, il vero specchio del calcio del nostro paese, e non il campionato, non ha senso tirare in ballo adesso la Serie A. A meno che Lippi non si metta alla testa di un movimento per la riforma dei campionati attaccando le istituzioni che li amministrano: ipotesi poco verosimile, vero?
I troppi stranieri tolgono spazio ai giovani: dunque i casi sono due. O troviamo un modo per rendere italiani gli stranieri, e in effetti ci stanno pensando (Amauri!), o ci accorgiamo che i giovani ci sono e gli diamo lo spazio che meritano sulla base della prestazione, e non del loro carattere o dell'atteggiamento del loro procuratore.
Non voglio difendere Lippi... tuttavia ho riscontrato un'aggressività in alcuni commenti nei suoi confronti, come in quelli di alcuni giocatori, francamente eccessiva. Io credo che Lippi sia un buon tecnico, che ha fatto ottime cose, che devono essere ricordate per sempre. Ma credo che Lippi non dovesse essere richiamato, e che la Federcalcio dovesse dimostrare coerenza, anche affrontando le conseguenze di un proprio errore di valutazione, consentendo a Donadoni di portare avanti il suo lavoro senza veti e riconoscendogli fiducia e credibilità.
Ma ricordo l'alzata di scudi per Lippi durante l'Europeo. E ricordo anche le critiche a Donadoni. Lippi era il salvatore della patria. Oggi ne è il carnefice? Io a Lippi contesto solo una scarsa elasticità, e una eccessiva ostinazione nella presa di determinate posizioni.
Forse è vero: l'appassionato di calcio nel nostro paese dimentica in fretta, e ha poca pazienza. E così chi ieri, vincendo, era uno con le palle, uno con il carattere (Lippi), oggi è un arrogante. Ed è curioso che si usi lo stesso stereotipo per Balotelli: troppo arrogante per andare in Nazionale, ma anche con la personalità per starci. Come se Zidane che a suon di testate, le sue figuracce le ha fatte, oggi fosse considerato un pazzo d'assalto e non uno dei giocatori più straordinari della storia del calcio.
Ci sono molte cose discutibilissime del calcio di oggi e non solo in Italia, sia chiaro: si può discutere dell'ingerenza che agenti, sponsor, procuratori e uffici stampa hanno nella crescita o nella promozione di un giocatore, anche attraverso la Nazionale. Come anche del fatto che gli stessi giocatori interpretino la Nazionale come un ‘bonus' da aggiungere in termini promozionali e pubblicitari al proprio ingaggio. Guardate quante pubblicità coinvolgono calciatori o ex calciatori azzurri e quante invece hanno per protagonisti giocatori ‘comuni'. Tutto quell'indotto, in media, vale un 25-30% in più di quello che un giocatore guadagna normalmente.
Si potrebbe anche dire che il nostro campionato, e di conseguenza l'istituzione calcio del nostro paese, il cosiddetto palazzo (anche se i palazzi sono almeno un paio in questo caso, Federcalcio e Lega, e ci metterei anche il Coni) deve attuare una politica diversa se vogliamo davvero più giovani nelle nostre squadre. Ma anche una cultura del calcio diversa: nella quale la sconfitta fa parte del gioco, e dove tutti possono avere davvero accesso al gioco, indipendentemente dalla carriera che potranno fare o dagli appoggi che hanno. Oggi ci sono sport che paradossalmente sono molto più accessibili del calcio: nel senso che riescono a portare molti più atleti ad alto livello in rapporto al loro movimento di base. Ci sarà un motivo per cui abbiamo due giocatori di basket italiani in NBA tra i draft degli ultimi anni, o perché i nostri nuotatori sono da tempo tra i migliori del mondo, o perché la scherma a cicli produce grandi talenti. Il segreto sono i tecnici... federali e non. E la diffusione territoriale dei circoli che seguono i ragazzini fin dalla loro formazione sportiva, formandoli ed educandoli. Nel calcio questo riesce con sempre maggiore difficoltà considerando l'enorme diffusione del calcio nel nostro paese. Possiamo chiederci anche come mai il nostro tennis, che per numero di appassionati e giocatori amatoriali è probabilmente il secondo sport nazionale, nonostante la sua diffusione, non riesce a produrre atleti di prima grandezza da diversi anni. Che arrivano invece da Russia, Argentina, Cina, Cile, Spagna o Australia oltre che dai soliti bacini storici. Il perché secondo me è nel manico: in Italia come scriveva qualcuno ieri tra i commenti del blog, manca una classe dirigente a livello sportivo. O forse manca una classe dirigente. Punto.
Ieri vi siete scatenati nell'attaccare Lippi, probabilmente sollecitati anche dal mio articolo che, come quello di molti colleghi, era mosso dalla delusione per una prestazione onestamente modestissima contro il Brasile in versione mojito e infradito. Oggi mi calmo: ci ragiono, e penso. Come Lippi, dice, sta ragionando e pensando al futuro suo e di Club Italia. Lippi è in panchina, e ci resterà. Quali sono le sue attenuanti, e su che cosa dovrebbe lavorare ora facendo tesoro di un'esperienza frustrante come quella di Confederations Cup?
Io la mia l'ho detta: inconsistenza di una generazione di mezzo di calciatori italiani di qualità, e mancanza di un progetto dirigenziale (e di una classe idonea a svilupparlo) davvero concreto, e a lungo termine, che parta dalla base dello straordinario potenziale di questo paese.
Dite la vostra, se vi va.
Un abbraccio
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Nota a Margine: la foto si riferisce a un adesivo automobilistico molto popolare negli Stati Uniti. Visto che gli inglesi ci hanno definito Chumps (dimenticando che loro devono ancora sostituire la U con la A, e che il loro CT di cognome fa Capello) e che il tema era oggetto del mio post di ieri, ho pensato di giocarci un po' sopra...
Donadoni è stato preso a calci in @#$% per molto meno. voi giornalisti siete troppo morbidi con il maresciallo lippi. evidentemente l'arroganza paga e l'educazione no.
un solo nome... CASSANO (per il bene dell'Italia!)... Cassano in campo vale più di mille Lippi in panchina!
Benzi, sono d'accordissimo con te in tutto tranne che in una cosa. Il ricambio generazionale. Qui secondo me non si considera che il selezionatore può scegliere tra tutti gli italiani che giocano e dovrebbe scegliere anche quelli più in forma. Vuoi portarti lo zoccolo duro del mondiale? ne porti 5 che facciano capire in ritiro ai nuovi giocatori quale sia il modo di lavorare del CT, ma poi fai giocare chi è più in forma. Contro gli USA mi pare che erano 9/11 del mondiale, contro l'egitto forse 8/11, contro il brasile di nuovo 8/11 ( parlo ovviamente della formazione titolare). Ora dico io, prima li metti e poi dici che non erano in forma? Ma che fa, si nasconde dietro un dito?
Poi vorrei sapere che ne pensa Lei dell'ipotesi di promuovere in blocco 4 giocatori dell'under 21.
La spagna ha una media di età incredibilmente bassa, ma perchè ha ricostruito dopo l'eliminazione agli ottavi al mondiale 2006 per mano della francia, ha eliminato gente come Raul ed eccola qui. Il brasile idem, via: adriano, ronaldo, ronaldinho, roberto carlos, dentro: luis fabiano, felipe melo, sanchez, etc. Risultato? Più solidità con questi ultimi due a centrocampo e per la fantasia bastano kakà e robinho con luis fabiano che dà una profondità alla squadra a dir poco perfetta.
Grazie in anticipo se mi risponderai.
Auguro una buona giornata a te e a tutti i commentatori.
con donadoni abbiamo perso con la spagna solo ai rigori... lippi scendi dal piedistallo e chiama cassano.... che, caro benzi, guarda caso fa parte della generazione 24-27!!!!
Benzi, sono d'accordissimo con te in tutto tranne che in una cosa. Il ricambio generazionale. Qui secondo me non si considera che il selezionatore può scegliere tra tutti gli italiani che giocano e dovrebbe scegliere anche quelli più in forma. Vuoi portarti lo zoccolo duro del mondiale? ne porti 5 che facciano capire in ritiro ai nuovi giocatori quale sia il modo di lavorare del CT, ma poi fai giocare chi è più in forma. Contro gli USA mi pare che erano 9/11 del mondiale, contro l'egitto forse 8/11, contro il brasile 8/11. Prima li porta e poi si nasconde dietro la forma fisica?
Spagna e Brasile hanno effettuato una rivoluzione dopo Germania 2006, buttando fuori gente come Raul, Ronaldo Adriano e Ronaldinho, perchè non possiamo farlo anche noi????
"manca una generazione di mezzo', quella per intenderci tra i 24 e i 27 anni"
Ci sono, basta convocarli.
Caro Marcello, é inutile che ti arrampichi sulgi specchi. Se sei voluto tornare vuol dire che un minimo di idea sui giocatori e sul modulo devi averla non puoi ora tirare fuori porcate di questo genere. O si cambia direzione oppure (se) ritroniamo in sud africa come semplici partecipanti ad un torneo e non come pretendenti al titotolo. Credo sarebbe la prima volta che una squadra campiopne del mondo non verebbe data come diretta favorita.
Umiltá Marcello uno semplice briciolina di umiltá ti farebbe benissimo e ti consentirebbe di perdonarti qualche sbaglio che tu ovviamente con le tua ottusaggine non hai mai commesso.
manca la generazione tra i 24 e i 27 anni?
Marchetti
Motta Barzagli Gamberini Dossena
D'Agostino Palombo Aquilani
Quagliarella Cassano Gilardino
a me sembra una squadra molto equilibrata e competitiva...
e se poi aggiungiamo CONSIGLI, BOCCHETTI, MARCHISIO, CIGARINI, GIOVINCO, BALOTELLI, ACQUAFRESCA, PAZZINI (e di sicuro ce ne sono altri che al momento mi sfuggono), una rosa da 30-35 elementi validi è già bella che pronta.
Il problema principale è che i "veterani" non si spremono in competizioni tipo la confederation...
era l'occasione buona per tentare qualcosa di nuovo...
caro benzi, che ne penzi?
manca la generazione tra i 24 e i 27 anni?
Marchetti
Motta Barzagli Gamberini Dossena
D'Agostino Palombo Aquilani
Quagliarella Cassano Gilardino
a me sembra una squadra molto equilibrata e competitiva...
e se poi aggiungiamo CONSIGLI, BOCCHETTI, MARCHISIO, CIGARINI, GIOVINCO, BALOTELLI, ACQUAFRESCA, PAZZINI (e di sicuro ce ne sono altri che al momento mi sfuggono), una rosa da 30-35 elementi validi è già bella che pronta.
Il problema principale è che i "veterani" non si spremono in competizioni tipo la confederation...
era l'occasione buona per tentare qualcosa di nuovo...
caro benzi, che ne penzi?
ma nn stiamo a girare intorno...pazzini?cassano? non avrebbero cambiato niente, la formazione che lippi schierava era un 4-3-3, cioè dovevano lavorare tutti molto, correre sopratutto, se lippi aveva intenzione di presentarsi con questa formazione allora prendeva tutti i giocatori del genoa...non bisogna rivoluzionare niente, perchè i giocatori migliori di questi non ce ne sono...bisogna cambiare modulo e dare il massimo anche perchè la nostra nazione non ha talenti e anche se li avesse sarebbe molto difficile inserirli in nazionale e non avendo esperienza non avrebbero molti successi, va bene con un'età media di 28-30 anni sperando sempre che qualche campione alla del piero alla baggio alla totti alla riva nascesse e ci trascinasse come sempre qualcuno ha fatto, servono i fuori classe...e il brasile ne ha infiniti...
1- per favore, non parliamo di Pazzini nella Conefederation... era squalificato, e al momento delle convocazioni la squalifica era di 3 giornate (ridotta 3 giorni fa a 1) quindi portarlo lì sarebbe stato inutile.
2- la generazione 24-27 in Italia esiste, eccome... oltre a quelli citati da incoboss ci sono Amelia, Santacroce, Criscito, Chiellini, Pasqual, De Rossi, Nocerino, Brighi e un possibile inserimento di Amauri. Non che bisogna prenderli tutti, ma una base da cui partire c'è, forse per la rifondazione siamo messi meglio di quanto si possa pensare.
3- Dato che ormai il nostro campionato è alla frutta, mettere un numero minimo di under23 in rosa per ogni squadra di serie A, oltre al famoso 6+5, o in alternativa fare emigrare tutti i nostri giovani all'estero, visto come è cresciuto Rossi o come sta crescendo Macheda...
pienamente d'accordo con davide.lodato84 ed incoboss... in tutto e per tutto ...
caro Benzi,
Ho letto i vari commenti e concordo con molti di loro.
In Italia non è che mancano i giovani piuttosto manca la voglia di scommettere e rischiare su di loro. Il campionato italiano è emblematico i grandi club hanno una rosa vecchia e non vogliono richiare comprando i cartellini di giocatori giovani ma inesperti :guardiamo l'inter che ha tirato fuori due dico due giovani negli ultimi campionati o il Milan con Paloschi che non gioca. Le uniche squadre che hanno rischiato(e ne hanno tratto profitto) sono l'Udinese (guarda caso l'unica in attivo) e poche altre. Direi che in Italia manca uan gestione aziendale delle squadre e questo si rispecchia poi in nazionale.
Il fatto che i giocatori non siano giovani è evidente ma è anche evidente che non corrono ,se non quando gli conviene, e che, tranne poche eccezioni, non danno l'anima per la squadra nonostante i milioni che percepiscono.
troppi giocatori fuori condizione lippi ha sbagliato qui non doveva farsi condizionare dai senatori che hanno vinto il mondiale 3 anni fa ( avete visto toni com era messo? faceva pena non stava più in piedi)
Continuare a paragonare Lippi che ha vinto tutto nel calcio a un dilettante come Donadoni è veramente assurdo, capisco la delusione per queste 2 sconfitte, ma ci vuole anche un minimo di obiettività, e bisogna riconoscere che se abbiamo vinto un mondiale senza avere dei campionissimi ( c'era solo Totti al 50% ) lo dobbiamo soprattutto a lui. Io gli do ancora fiducia,e sono convinto che alla fine disputeremo un ottimo mondiale, con i soliti patemi che ci contraddistinguono, anche se difficlmente lo vinceremo.
Comunque se c'è qualcuno che può farci vincere il prossimo mondiale in un periodo dove ci manca il campionissimo che può vincere le partite da solo, quello è sicuramente Lippi.
Ciò che deve capire Lippi è che attualmente ci sono in italia giocatori migliori dei senatori che hanno vinto il mondiale, gli unici che possono essere titolari, se al 100%, sono solo Buffon, Gattuso, De Rossi, Pirlo e forse Gilardino. E deve capire che è vero che gli assenti hanno sempre ragione e che non può essere il salvatore della patria, ma il Cassano di oggi deve essere provato per qualche partita, c'è poco da fare.
Certo se guardiamo oggi le altre favorite per il mondiale sembra esserci una grande differenza con la nostra nazionale, ma quante volte abbiamo visto un Brasile, o anche la stessa Spagna, stellari nelle amichevoli premondiali andare in grande difficoltà poi al mondiale con la prima squadra che si difende seriamente e fare delle autentiche figuracce? E quante volte abbiamo visto una Germania inguardabile poi arrivare sempre fino in fondo o quasi? .
La storia dei mondiali ci insegna che questo è un torneo particolare, dove non sempre vince la squadra più forte o quella con più tecnica ( altrimenti all'ultimo mondiale avrebbe dovuto vincere la Francia ), ma quella che riesce a trovare le più forti motivazioni.
Comunque la Confederations cup non è torneo vero, suvvia...
Che Donadoni sia stato cacciato sotto gli insulti per molto meno sono daccordo, come anche sono daccordo che Lippi si sia dimostrato poco elastico e troppo fermo nelle sue convinzioni del gruppo vincente che non si tocca.
Però su una cosa Lippi ha ragione: le nostre squadre preferiscono sempre di più andare a pescare talenti all'estero piuttosto che in Italia e di questo passo non solo mancheranno i Totti e i Roberto Baggio, ma anche i Pirlo e i Cannavaro, che di certo fenomeni non sono, ma sono dei grandi giocatori che fanno lo stesso la differenza.
Una volta la Nazionale pescava dai grandi club, oggi i grandi club pescano dalla Nazionale...se un giocatore non è nel giro della Nazionale non viene preso in considerazione. Quindi in nazionale ci saranno i giocatori di Udinese, Sampdoria, Fiorentina, Cagliari....è ora che i nostri "grandi club" (che ormai grandi non sono più neanche loro) comincino a sfornare campioni nostrani, e non comprarli all'estero!
è verissimo che manca la generazione di mezzo .. quelli tra i 24 e 29 anni (mi permetto di allargare la fascia di età) ha come giocatore buoni solo de rossi e cassano. gli altri "migliori" italiani o sono over 30 o sono under 23 senza la minima esperienza internazionale (quanti giocatori italiani al di sotto di 25-26 anni hanno giocato almeno in semifinale di una competizione europea??) .. negli anni 80 e 90 avevamo una fila di giocatori anche giovani che arrivavano in nazionale dopo aver fatto molta esperienza con le proprie squadre di club in europa .. secondo voi i vari Bocchetti, Nocerino, Pasqual possono tenere il confronto davanti a gente come xavi, torres, villa, kaka, lucio, robinho?? .. ma se giocano "alla grande" solo contro squadre di centro-bassa classifica della serie A .. nn ricordo prestazioni spettacolari di questi nomi che fate, contro milan-juve-inter-roma .. figurarsi contro brasile, inghilterra, germania, ecc .
almeno i "vecchietti" (ovviamente se in una condizione accettabile) qualche trucchetto in + lo sanno .. vi ricordate pepe contro il brasile in febbraio?? aveva fatto pena .. l'altra sera (dopo altre 4-5 partite in nazionale) un pò + di idea ce l'aveva .... voi non vi rendete conto di quanto sia FONDAMENTALE l'esperienza, cosa che un giovanissimo (nè uno che gioca in squadre di metà classifica) può avere.
Non credo manchi quella generazione, il problema è che non si fida di loro nonostante buona parte di queo giocatori tra 24 e 27 anni siano stati campioni d'europa e abbiano vinto un bronzo olimpico. Lippi non vuole avre persone con caratteri difficili nello spogliatoio perchè lui è il "guru" e i giocatori i suoi "adepti" di cui può disporre come meglio crede e non ne che prima era diverso, solo che quando vinci sei il re ma si dimentica il come si è vinto. Non può sempre andare bene con una squadra operaia. Ripeto senza qualità non si fà strada nel calcio moderno dove tutti sono + o - sullo stesso livello servono quelli che fanno cose che non sono usuali.
quoto ivic e beppecanu
caro BENZI, ho analizzato e discusso lo stesso argomento già nel mio commento al tuo articolo di ieri. io l ho detto ieri e già lo penso da un pò. quello che mi preoccupa è la mancanza di un generazione tra i 24-27 28 anni di calciatori da NAZIONALE! perchè tutti i giocatori che ci sono in italia di quell ' età non sono da nazionale italiana campione in carica del mondo! mancano i nuovi totti baggio del piero! non vedo più campioni. mentre vedo molta speranza nei nostri under 21. quelli si che mi convincono: balotelli acquafresca giovinco santon marchisio motta marchetti consigli. ma troppo giovani e inesperti. BENZI se ci pensiamo si è ripresentata lo stesso problema dell 86: italia campione del mondo nell 82 con BEARZOT ct che portò qusi tutti gli stessi che avevano vinto il mondiale con l aggiunta di qualche giovane promettente e che aveva fatto bene negli anni successivi all 82 come ALTOBELLI. ma riportò li stessi VECCHI cui davvero non riusciva a rinunciare dopo l esperienza dell 82. e non c'era una generazione DI MEZZO adata a sostituirli.e fu rono quelli stessi che lo condannarono. DICIAMO UN Pò come oggi: LIPPI CAMPIONE DEL MONDO che si porta appresso sempre i vari CANNAVARO GATTUSO PIRLO ZAMBROTTA che già tanto hanno dato. L'italia a messico 86 uscì già agli ottavi contro la FRANCIA DI PLATINI che la dominò su tutti i punti di vista. e gli stessi italiani ammisero la loro inferiorità. per fortuna nel mondiale del 90 si ebbe tutta una nuova generazione di ottimi giocatori che nell 86 erano solo di under 21 e nel 90 erano maturi e pronti per afrontare un mondiale e che ci portarono sino alle semifinali perse solo ai RIGORI contro l argentina giocando bene per quasi tutta la gara: vialli schillaci (capocannoniere) serena donadoni baggio baresi zenga bergomi paolo maldini ancelotti giannini roberto mancini ecc. HO L IMPRESSIONE CHE LA STORIA IL PIù DELLE VOLTE SI RIPETE. IO SPERO DI NO.
BENZI ATTENDO UNA TUA RISPOSTA.
il conte bianconero
cmq l'esperienza vale anche per gli allenatori .. il "povero" donadoni ha fatto quello che ha potuto ma credo che abbia fatto davvero "bene" solo nella partita scozia-italia .. per il resto il gioco era ancora + lento di quello attuale (contro la spagna zeru tiri in porta, se vi ricordate ..) .. ma non gliene do una colpa, d'altra parte ditemi quando mai donadoni ha fatto veramente bene in squadre di club .. al napoli cosa combina?
la colpa è di chi ha messo come ct della nazionale uno senza particolari "referenze".
gli unici allenatori vincenti con esperienza internazionale in italia sono 3: lippi, capello e ancelotti.
Ho mandato un messaggio un'ora fa e non appare, boh
Condivido che la generazione "matura", quella dei 82-84, sia un po' carente. MA, si deve tener conto di una cosa: i vincitori del mondiale vengono praticamente tutti da una serie di nazionali under 21 di livello assoluto, in gran parte da quella dell'europeo 1996: inzaghi, del piero, totti, buffon, cannavaro, nesta, vieri - non c'era ma comunque sarebbe stato nei piani di lippi senza infortuni e con un rendimento superiore; altri da quelle vincenti del 2000 e del 2004: pirlo, gattuso, perrotta, barzagli, amelia, De rossi e Gilardino. Se escludiamo questi ultimi due (+ cassano) la generazione in questione (tra i 24 e i 27 anni) non ha dato giocatori di qualità elevate come il gruppo della generazione precedente 73-79, che infatti furono i protagonisti del mondiale. continua-
La questione non è Lippi o Donadoni o altri.
La questione è l'etica, problema che affligge tutta l'italia.
Non c'è più etica.
Se una squadra vince immeritatamente si esulta senza guardare il merito e se tutto è ok.
Non ho mai visto una critica vera e costruttiva quando l'italia vince senza merito, con il suo non gioco.
Il gioco del calcio è nato perchè vinca chi segna di più, non per chi difenda di più e speculi sui risultati degli avversari(che in italia è la mentalità prevalente, purtroppo).
Ammiriamo il Brasile infatti perchè giocano e attaccano e qundi danno spettacolo!
Manca l'etica, il senso della misura, il fairplay, tutto ciò per cui lo sport è nato.
Il messaggio che il calcio lancia oggi è che sei bravo se sei furbo, non se giochi con onesta e vero talento.
Siamo pieni di attori più che calciatori; calciatori solo coloro che corrono per colpire con i piedi il pallone non le gambe, ne le caviglie e ne danno gomitate, ne fanno trattenute e ne si buttano o fanno finta di farsi male.
Il guaio è che si insegnano queste cose nelle scuole di calcio.
Cosa prettendiamo allora, se l'albero è guasto dalla radice?
Caro Benzi...
Purtroppo in Italia tendiamo ad avere un atteggiamento di esaltazione x giocatori che dopo aver fatto delle buone stagioni vengono considerati campioni o future promesse senza valutare il contesto in cui le hanno realizzate. Gilardino e Toni ad esempio sono due giocatori che nei rispettivi campionati hanno fatto molto bene(e come loro molti altri Acquafresca, Pazzini...), ma bisogna stare attenti xchè la realtà calcistica di un piccolo o anche medio club è molto differente da quella di uno grande o della NAZIONALE. Nella fiorentina ad esempio entrambi erano e sono il punto di riferimento della squadra che a sua volta gioca per loro... quando gilardino si trovava nel milan era solo uno dei tanti e a quel punto si vedono le reali capacità di un giocatore che deve essere in grado di ritagliarsi il proprio spazio convincendo e consacrandosi definitivamente(e dove gilardino ha miseramente fallito). La nazionale ha bisogno di giocatori forti di personalità, xchè quando si gioca un mondiale o un europeo si affrontano i migliori e nn si fanno sconti.
Ci sarà un motivo se agli scorsi mondiali il capocannoniere dell'Italia è stato Materazzi, mentre i nostri grandi attaccanti hanno segnato a fatica un gol NO???!!! MA QUESTO PURTROPPO LIPPI NN LO VUOLE VEDERE, CONTINUANDO A SCAMBIARE LA FORTUNA PER BRAVURA... Questo è il vero DRAMMA...
Riguardo alla geneazione di mezzo 24-27 anni:
Cassano 1982 - 26 anni
De rossi 1983 - 25 anni
Aquilani 1984 - 24 anni
Pazzini 1984 - 24 anni
Dossena (nl'unico salvabile col Brasile secondo me) 27 anni
-QUINDI penso che ci siano-
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Il vero buco nn è tanto generazionale quanto di Reparto.
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LA DIFESA
Cannavaro - Nesta e il Materazzi Visto al Mondiale 06 nn esistono in questo momento.
e nn so se in un anno gente come Bocchetti può crescere abbastanza. me lo auguro.
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Chiellini può essere la bella copia (in quanto + aggraziato e meno antipatico) di MAterazzi, ma un Cannavaro?? Un Nesta (per come difendeva prima di finire la carriera x infortunio nn x come si pettina se no ce ne sono a bizzeffe) DOVE LI TROVI ora in ITALIA? io, dichiaro la mia ignoranza, nn lo so.-
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ma la confederation cup può piacere o non piacere ma è un vero torneo!.......Lippi ha portato i giocatori che gli leccavano meglio il @#$%......non deve vincere quello che lecca meglio ma vince quello più forte
non sono d'accordo .. la fortuna non basta ...
si può vincere perchè si è bravissimi, oppure perchè si è molto molto bravi e leggermente più fortunati degli altri. se si è mediocri non si vince nulla, nemmeno con tutta la fortuna del mondo.
CASSANO non è un giocatore eccelso, piuttosto propongo di inserire in squadra dei ricambi efficaci quali ABATE che nell' under 21 gioca poco ma è molto produttivo sulla fascia,MAGGIO che può garantire anche lui qualità;SANTACROCE altro ottimo centrale che puo giocare da terzino.BUFFON in porta non è più quello del mondiale perché non mettere MARCHETTI che quest'anno ha fatto un grande campionato? 26 ,anni presa sicura e riflessi attenti;un altro giocatore che stimo molto è PAZZINI che dopo il trasferimento alla SAMP(ANCHE GRAZIE A CASSANO) ha fatto gol importanti e difficili.In difesa mi piace molto CRISCITO da rubare all'UNDER 21 seguito da diversi club d'EUROPA si era parlato dell'ARSENAL atleta alto e prestante.In messo al campo potrebbe essere messo un altro giocatore MARCHISIO duttile e con i piedi buoni(GUARDACASO UN ALTRO GIOCATORE DELL'UNDER 21).Ciononostante LIPPI vuole continuare col suo modulo,i suoi giocatori che oramai il mondo intero ha osservato al MONDIALE.è ORA DI CAMBIARE prima che sia troppo tardi;servono decisioni immediate ,conclusioni affrettate non servirebbero a nulla.SPERO CHE DONADONI RITORNI perchè le critiche verso di lui sono state vergognose e questi sono i risulati...che TRISTEZZA...
Caro Benzi, la sua arriga da "avvocato del diavolo" non è del tutto fuori luogo. Il calcio italiano vive un momento inerlocutorio. La retromarcia della Federcalcio su Donadoni è stata improvvida. Ma, giacché sappiamo che Lippi di calcio ne capisce eccome ed è un tecnico preparatissimo, l'aver portato giocatori in parabola discendente e dire di volerli proporre anche ai mondiali mi sembra alquanto sospetto. Cannavaro, Camoranesi, Toni, Zambrotta, Legrottaglie (e metterei anche Gattuso e qualche altro) hanno ormai poco da dare, oppure non possono reggere anche l'impegno della Nazionale. Quindi mi chiedo, cui prodest? La medesima figuraccia si poteva fare proponendo una squadra di prospettiva, e sarebbe stata "giustificabile". Da tempo penso che moriremo di un effetto "Messico '86", con i campioni del mondo portati a difendere un titolo che non sono in grado di difendere
Se la Confederation Cuo non è un torneo Importante, se il programma `e di lavorare per il futuro, perche continua (Lippi( ad aver fiducia nei "suoi vecchietti" (così li ha chiamati lui). Se si lavora per il futuro "largo ai futuri talenti" facciamogli fare esperienza in un torneo che vale poco.
Il Brasile in questo torneino ha "trovato " tre nuovi giocatori cardine della nuova squadra .
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