Stefano Benzi

Stefano Benzi

Zucconi del mondo: la parola alla difesa

mar giu 23 10:14

Avrei cambiato discorso volentieri. Di argomenti ne ho anche altri, che probabilmente desterebbero meno interesse e scatenerebbero meno commenti. Ma sicuramente mi divertirei di più a scriverne: c'è questa vicenda di Denilson che è andato a giocare in Vietnam, di un ragazzino del Gremio bloccato da un vincolo da 25 milioni di dollari (l'ennesimo!), mentre Marca e As litigano sulla clausola rescissoria di Cristiano Ronaldo. Ballano 800 milioni di euro. Marca dice 1000, As "solo" 200. Sono pazzi questi spagnoli...

Ma tant'è.... vista e analizzata la conferenza stampa di Lippi qualche riflessione scavalca l'interesse per tutto il resto.

E' stata un'autodifesa accorata quella del Commissario Tecnico: riassumiamola, e mi perdonerete se cerco di stringere in pochi punti quella che è la tesi difensiva dell'allenatore dopo la disfatta di Confederation Cup. Le dichiarazioni letterali le trovate sul nostro sito, dall'articolo di ieri che trovate qui.

1 - L'Italia non era in buona condizione atletica.

2 - Certi aspetti critici li capisci solo in un vero torneo e di fronte ad avversari di un certo tipo.

3 - Il nostro campionato è in un momento di involuzione

4 - I troppi stranieri tolgono spazio ai giovani

Non voglio difendere Lippi, perché mi pare che si difenda già molto bene da solo. E per altro su tv e giornali sento molti che gli reggono il mantello con estrema convinzione: come se non sapessimo certi pareri pro e contro da che cosa nascono, e che cosa celano. Ma l'unico vero problema che riscontro oggi in Italia a fronte di una Nazionale che esprime pochezza di talenti è che manca una ‘generazione di mezzo', quella per intenderci tra i 24 e i 27 anni. Lì il buco è davvero evidente, e non basta una buona stagione di un paio di singoli a giustificare un accesso agevolato alla Nazionale. Lo scontro generazionale, di fatto, non esiste: è che in Italia abbiamo due generazioni consolidate ma con poco ricambio, e con determinate personalità di spogliatoio o scegli una o scegli l'altra. Riuscire a conciliare le cose diventa difficile, o quanto meno non immediato. Tutto quello che dice Lippi, per il resto, è secondo me confutabile.

La condizione dei nostri giocatori non credo dovrebbe essere peggiore di quella dei giocatori brasiliani che giocano da noi, da altri o che sono nel pieno della loro stagione (che per inciso inizia il 15 gennaio con i campionati statali e finisce il 10 dicembre con l'ultimo turno di Brasileirao, una sessantina di partite ufficiali senza contare Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Copa do Brasil e tornei interstatali). E se la condizione di alcuni non è buona, come mai non ce ne siamo accorti prima?

Certi aspetti critici li capisci solo in un vero torneo e di fronte ad avversari di un certo tipo. Dunque la Confederation Cup è un torneo vero, e anche gli Stati  Uniti, che sono passati al posto nostro, e l'Egitto, sono avversari di un certo tipo. Quale tipo? Tipo che ci hanno ridimensionato e non ce l'aspettavamo?

Il nostro campionato è in involuzione: vero. Lo diciamo in tanti, e da tempo. Ma se è la Nazionale, come ha sempre detto Lippi, il vero specchio del calcio del nostro paese, e non il campionato, non ha senso tirare in ballo adesso la Serie A. A meno che Lippi non si metta alla testa di un movimento per la riforma dei campionati attaccando le istituzioni che li amministrano: ipotesi poco verosimile, vero?

I troppi stranieri tolgono spazio ai giovani: dunque i casi sono due. O troviamo un modo per rendere italiani gli stranieri, e in effetti ci stanno pensando (Amauri!), o ci accorgiamo che i giovani ci sono e gli diamo lo spazio che meritano sulla base della prestazione, e non del loro carattere o dell'atteggiamento del loro procuratore.

Non voglio difendere Lippi... tuttavia ho riscontrato un'aggressività in alcuni commenti nei suoi confronti, come in quelli di alcuni giocatori, francamente eccessiva. Io credo che Lippi sia un buon tecnico, che ha fatto ottime cose, che devono essere ricordate per sempre. Ma credo che Lippi non dovesse essere richiamato, e che la Federcalcio dovesse dimostrare coerenza, anche affrontando le conseguenze di un proprio errore di valutazione, consentendo a Donadoni di portare avanti il suo lavoro senza veti e riconoscendogli fiducia e credibilità.

Ma ricordo l'alzata di scudi per Lippi durante l'Europeo. E ricordo anche le critiche a Donadoni. Lippi era il salvatore della patria. Oggi ne è il carnefice? Io a Lippi contesto solo una scarsa elasticità, e una eccessiva ostinazione nella presa di determinate posizioni. 

Forse è vero: l'appassionato di calcio nel nostro paese dimentica in fretta, e ha poca pazienza. E così chi ieri, vincendo, era uno con le palle, uno con il carattere (Lippi), oggi è un arrogante. Ed è curioso che si usi lo stesso stereotipo per Balotelli: troppo arrogante per andare in Nazionale, ma anche con la personalità per starci. Come se Zidane che a suon di testate, le sue figuracce le ha fatte, oggi fosse considerato un pazzo d'assalto e non uno dei giocatori più straordinari della storia del calcio.

Ci sono molte cose discutibilissime del calcio di oggi e non solo in Italia, sia chiaro: si può discutere dell'ingerenza che agenti, sponsor, procuratori e uffici stampa hanno nella crescita o nella promozione di un giocatore, anche attraverso la Nazionale. Come anche del fatto che gli stessi giocatori interpretino la Nazionale come un ‘bonus' da aggiungere in termini promozionali e pubblicitari al proprio ingaggio. Guardate quante pubblicità coinvolgono calciatori o ex calciatori azzurri e quante invece hanno per protagonisti giocatori ‘comuni'. Tutto quell'indotto, in media, vale un 25-30% in più di quello che un giocatore guadagna normalmente.

Si potrebbe anche dire che il nostro campionato, e di conseguenza l'istituzione calcio del nostro paese, il cosiddetto palazzo (anche se i palazzi sono almeno un paio in questo caso, Federcalcio e Lega, e ci metterei anche il Coni) deve attuare una politica diversa se vogliamo davvero più giovani nelle nostre squadre. Ma anche una cultura del calcio diversa: nella quale la sconfitta fa parte del gioco, e dove tutti possono avere davvero accesso al gioco, indipendentemente dalla carriera che potranno fare o dagli appoggi che hanno. Oggi ci sono sport che paradossalmente sono molto più accessibili del calcio: nel senso che riescono a portare molti più atleti ad alto livello in rapporto al loro movimento di base. Ci sarà un motivo per cui abbiamo due giocatori di basket italiani in NBA tra i draft degli ultimi anni, o perché i nostri nuotatori sono da tempo tra i migliori del mondo, o perché la scherma a cicli produce grandi talenti. Il segreto sono i tecnici... federali e non. E la diffusione territoriale dei circoli che seguono i ragazzini fin dalla loro formazione sportiva, formandoli ed educandoli. Nel calcio questo riesce con sempre maggiore difficoltà considerando l'enorme diffusione del calcio nel nostro paese. Possiamo chiederci anche come mai il nostro tennis, che per numero di appassionati e giocatori amatoriali è probabilmente il secondo sport nazionale, nonostante la sua diffusione, non riesce a produrre atleti di prima grandezza da diversi anni. Che arrivano invece da Russia, Argentina, Cina, Cile, Spagna o Australia oltre che dai soliti bacini storici. Il perché secondo me è nel manico: in Italia come scriveva qualcuno ieri tra i commenti del blog, manca una classe dirigente a livello sportivo. O forse manca una classe dirigente. Punto.

Ieri vi siete scatenati nell'attaccare Lippi, probabilmente sollecitati anche dal mio articolo che, come quello di molti colleghi, era mosso dalla delusione per una prestazione onestamente modestissima contro il Brasile in versione mojito e infradito. Oggi mi calmo: ci ragiono, e penso. Come Lippi, dice, sta ragionando e pensando al futuro suo e di Club Italia. Lippi è in panchina, e ci resterà. Quali sono le sue attenuanti, e su che cosa dovrebbe lavorare ora facendo tesoro di un'esperienza frustrante come quella di Confederations Cup?

Io la mia l'ho detta: inconsistenza di una generazione di mezzo di calciatori italiani di qualità, e mancanza di un progetto dirigenziale (e di una classe idonea a svilupparlo) davvero concreto, e a lungo termine, che parta dalla base dello straordinario potenziale di questo paese.

Dite la vostra, se vi va.

Un abbraccio

 

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Nota a Margine: la foto si riferisce a un adesivo automobilistico molto popolare negli Stati Uniti. Visto che gli inglesi ci hanno definito Chumps (dimenticando che loro devono ancora sostituire la U con la A, e che il loro CT di cognome fa Capello) e che il tema era oggetto del mio post di ieri, ho pensato di giocarci un po' sopra...

  1. Io a Lippi contesto solo una cosa: se voleva sperimentare, e la confederation era l'occasione perfetta per farlo, che senso ha avuto il mandare in campo praticamente la quasi totalità di reduci dai mondiali? E' inutile dire che c'erano tanti nomi nuovi e il ricambio è già iniziato, quando poi in campo mandi i soliti noti e gli altri li lasci a far la muffa in panchina. Che senso ha, ad esempio, portare Santon e lasciarlo in panca senza utilizzarlo? A sto punto tanto valeva lasciarlo a Casiraghi. Con l'Irlanda del nord, checchè se ne dica che fosse squadra non di alto livello (ma nel suo girone di qualificazione mi pare stia facendo bene), S'E' GIOCATO. Palla a terra, pochi calci lunghi, e tante belle giocate da parte di chi, s'è visto, con la maglia azzurra ci teneva a far bene. Quella è stata un inizio di sperimentazione come dio comanda, non ciò che s'è visto in quest'ultima settimana. Quindi il gioco c'è e gli schemi pure funzionano quando ci sta gente in campo che si impegna.
    A me semplicemente pare che Lippi abbia avuto solo paura di rischiare (non so se pressato dagli sponsor o per quale motivo) e subire eventuali critiche, con il risultato che ora le critiche sono arrivate lo stesso e perchè non ha rischiato e s'è fatta una figura meschina. Le scuse non stanno in piedi onestamente: non erano in condizione? beh allora perchè fare tre amichevoli in una settimana a pochi giorni dal torneo? Campionato in involuzione e mancanza di generazione di mezzo? Balle, i giovani ci sono, e se parliamo di italiani, tanti nello scorso campionato si sono messi in mostra, sia giovani che 24-27enni. Metà dell'under21 titolare potrebbe già essere chiamata a far parte della nazionale maggiore, anche con un innesto graduale magari.
    Per prima cosa, per favore, che si cacci via Pirlo. O lo si tenga solo come riserva quando si deve gestire un risultato. Perchè è impossibile poter andare avanti con uno che rallenta il ritmo e fa lanci lunghi per punte isolate e sperare di vincere qualcosa. Serve gente che velocizzi il ritmo e giochi palla a terra, magari meno tecnica ma più concreta di un fantasma che da due anni non imbrocca una partita decente in nazionale e in queste tre partite ha dimostrato tutto il peggio del suo repertorio (non basta UNA giocata contro gli USA a salvare la sua prestazione). Sfido che poi Toni o chi per lui (Gilardino, Iaquinta)non segni praticamente mai, se deve prima spomparsi per liberarsi di mezza difesa avversaria che lo pressa tranquillamente perchè da solo. Sarà un caso che giocatori "di peso" che nelle proprie squadre di club segnano gol a raffica, in nazionale si trasformino in peggio? Buttiamo dentro un Cassano o un Giovinco a caso, e vediamo se la sterilità offensiva rimane la stessa di quella odierna.

    squizzoloDa squizzolo il mer giu 24 16:08

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  2. Io ricordo una cosa: con Donadoni, anche se il suo gioco era brutto abbiamo perso ai RIGORI contro una Spagna SUPER agli europei(che li ha poi strameritatamente vinti e che rischia si vincere il prossimo mondiale!)
    Morale lo hanno buttato fuori, almeno lui usava Cassano e non se ne pentiva nessuno, ma pure Toni che non vedeva mai lo specchio della porta e che continua a non vederlo!
    Con Lippi abbiamo perso contro Egitto e 3 a zero contro il Brasile e diciamo che è un mito? Bò per me 2 pesi e 2 misure!

    darkmalek81Da darkmalek81 il mer giu 24 16:34

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  3. IPOCRITI !!!

    onlyskunk2001Da onlyskunk2001 il mer giu 24 18:30

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  4. Caro Stefano, vivo a Sao Paulo Brasile ti puoi immaginare da solo come vivo il calcio della mia nazionale italiana.
    I commenti dei giornalisti televisi o della gente della strada è solo una Voi italiani con i vs euri venite quà è comprate quello che volete ma un giorno finirà questa storia. Io rispondo che se esiste una domanda è perchè c'è un offerta di loro connazionali che per soldi vanno dapertutto anche in Vietman.
    Ma la nazionale è un prestigio molto importante per un italiani che vive fuori specialmente in Brasile.
    Sai che domenica quando hanno vinto 3-0 contro di noi hanno festeggiato per le strade di Sao Paulo come se avessero vinto la finale della coppa del mondo ??? questo mi ha dimostrato quanto siamo importanti per loro.
    Cmq grazie di tutto ti seguo sempre è sono orgoglioso di essere italiano .
    Giuseppe - ze1@live.it

    gepi115Da gepi115 il gio giu 25 03:30

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  5. @ gepi115
    Caro Giuseppe, grazie del tuo messaggio che mi fa particolarmente piacere. Nei miei viaggi in Brasile (è da molto tempo che non torno, ma solo perché era sempre più difficile tornare a casa...!) ho conosciuto tantissimi brasiliani che mi hanno fatto amare il loro paese, e tantissimi italiani che mi hanno fatto rimpiangere il mio. Avete un amore, una dedizione, un sincero e appassionato senso di appartenenza che a volte l'Italia dimostra di non meritarsi. So dei festeggiamenti (non solo a San Paolo) ma so anche che la comunità di italiana di Florianopolis che, è molto numerosa, è praticamente in lutto e alcuni non escono di casa da giorni. Chissa se lo sanno anche i giocatori che vestono la maglia azzurra, e il nostro CT. Quanto a domanda e offerta hai proprio ragione: se c'è un pazzo disposto a pagare tantissimo la tua miseria, c'è sempre un povero che diventa ricchissimo. dicono dalle tue parti. Occorrerebbero leggi serie, internazionali, per tutelare i giovanissimi. Almeno quello...
    Continua a essere orgoglioso delle tue radici.
    Um abraço também

    stefano_benziDa stefano_benzi il gio giu 25 06:35
  6. Questi tornei non contano nulla. Sono solo delle distrazioni dal riposo meritato dopo una stagione lunga con tante partite e infortuni. Forse e' meglio giocare solo 2 coppe: Mondiale e Continentale.
    Secondo a me, questa "generazione e mezzo" in nazionale non manca (De Rossi, Rossi, Montolivo, Santon, Gilardino, Pepe, Aquilani, Bonera, Amelia, Chiellini, e diversi altri); ma sfortunatamente, averne molti in campo ha poca fiducia da Lippi; vedrete i cambi disperati contro Nuova Zelanda. NOn ere meglio lasciar giocare "giovani e inesperti" in quella partita, che "non contava nulla", e fargli fare esperienza, (chi lo sa', avrebbero potuto pure pareggiare o vincere, ma non sapremo mai) che vincere con i titolari? Qui si vede la sfiducia dell' allenatore.
    Poi, tutte queste critiche sui giocatori nuovi, tipo Pepe. solo perch'e non si chiama "Del Piero" (tanto per dire un nome) e gioca nell' Udinese, e non Juventus (tanto per dire una squadra). Questi insulti verso lui e altri dimostrano la sfiducia degli tifosi italiani nel proprio campionato e giovani emergenti. Si lamentano perche' non giocano i giovani; ma quando giocano i giovani, si lamentano perche' non c'e' questo o quello giocatore "senatore" (Del Piero, Nesta, Totti, etc.). Ma se vedrete bene, gente come Pepe ha fatto fare un gran campionato quest' anno con le loro squadre; hanno fatto tremare tutte "le Big," e non solo L' Udinese, ma anche Chievo, Catania, Napoli, e altre squadre "piccole."
    Secondo a me sono "le big" che fanno del male al campionato italiano, perche' le Big non fanno giocare giovani; buttono via milioni per comprare giocatore stabiliti ("campioni"), che spesso deludono moltissimo (ricordiamo Rivaldo, Vampeta, Quaresima, etc) Invece le "piccole" schierano giovani italiani. "Le Big" hanno mezza Argentina e Brasile in campo. La Juve almeno ha diversi nazionali italiani: ex, presenti, ed emergenti; come la Roma (si molti braziliani, ma anche molti italiani, che sembrano finire in nazionale ultimamente).
    Poi, mio ultimo punto e': Basta con 4-3-3!!!! Fa K.a.g.a.r.e.

    Perche' non puntiamo sul calcio femminile, che ha molto spazio per crescere? Calcio maschile in Italia e' ormai arrivato a un punto di super-saturazione, e puo' fare poco per migliorare. Perche' non investire un decimo dei soldi, tempo, e attenzione a questo altro lato del calcio? Gli USA hanno una squadra femminile la le piu' forti, e sono ORGOGLIOSISSIMI; adesso anche il maschile rischia di emergere tra le piu' importanti squadre maschili.
    Se fosse davvero lo sport "piu' popolare del mondo" e "lo sport nazionale italiana" bisogna curare tutti i suoi aspetti, non soltanto quello maschio. Almeno meta' della popolazione (italiana e mondiale) e' femmina.
    **** Pace, divertimento, e maria **** :-P

    fioridimariaDa fioridimaria il sab giu 27 18:54

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