sab set 12 11:29
La storia di Yanina
Wickmayer è forse una delle più toccanti ed emozionanti che ci vengono regalate dagli eventi sportivi di questi ultimi mesi. Ma cosa più importante è una storia attuale, e che si presta ad esempi spesso drammaticamente comuni. E vicini a ognuno di noi... Pochi giorni fa è mancata una mia vicina di casa: 39 anni, una brutta malattia l'ha strappata alla sua famiglia, al marito che vedo aggirarsi affranto e senza parole tra la casa e il garage, quasi incapace di riprendere la sua vita, e alla loro unica figlia di 11 anni. A volte il vero maschio di casa mi sembra lei: è dolcissima quando la vedo conosolare il padre, o quando camminano mano nella mano portando fuori il loro cane. Vorrei poter fare qualcosa per loro. Ma in questi casi a parte le solite stupide frasi di circostanza ("sentite condoglianze", "chiamatemi se avete bisogno"), tutta l'umanità di cui siamo convinti assertori e portatori sani, si scioglie in un'acida e del tutto inutile banalità. Emma, così si chiama la bimba, gioca a basket. Ed è molto brava. L'altra sera, inutilmente trattenuta dal mio compagno il cui consiglio di fronte alla mia irruenza in episodi del genere è "fatti gli affari tuoi", ho preso il coraggio a due mani, ho attraversato il cortile e sono andata a casa loro: Emma mi ha aperto la porta e Sunny (così si chiama il loro golden retriver) mi ha fatto le feste mentre Gianni mi preparava il caffè.
Ho portato loro la bozza di questa storia che stavo scrivendo e che voglio proporre anche a voi, amici del blog. La storia di Yanina...
Rimasta orfana di madre a soli nove anni, Yanina è la più imprevista e imprevedibile semifinalista degli Us Open: ancora più fuori programma di Kim Clijsters. Ma Yanina ha forza: perché è stata costretta a crescere troppo in fretta. Da sola, in completa autonomia, la giovane tennista decise di lasciare il Belgio. Una scelta accolta da papà Marc con uno slancio totale, folle, incondizionato: uno slancio di amore puro. Non aveva alcuna importanza che Yanina avesse da poco iniziato con lo sport, o che nessuno dei due parlasse l'inglese: Marc Wickmayer di fronte al coraggio della figlia si è limitato a dire sì, e l'assenso a quella scelta, all'apparenza folle, di Yanina, ha dato inizio a una carriera che culmina oggi con l'accesso della belga alla semifinale di un torneo del Grande Slam.
"Fin dall'inizio del calvario della madre di Yanina - racconta un commosso Marc Wickmayer, ricordando la madre scomparsa dopo una lunga battaglia contro un tumore - ho rivolto tutte le attenzioni possibili e immaginabili a mia figlia. Dopo la morte di Dannielle, in una sola settimana, e ad appena nove anni, Yanina era già diventata una teenager. Sua madre mi chiese di prendermi cura di lei, di seguirla, di non abbandonarla a se stessa perchè aveva tanto bisogno di me. Mi chiese di costruire tutta la mia vita attorno a quella di mia figlia: e così feci. Lasciammo il Belgio e, bagagli alla mano, partimmo per la Florida: così è iniziata la nostra avventura!"
Da allora sono passati 10 anni, Yanina è cresciuta, nella vita come nello sport. Un anno fa di questi tempi, nessuna belga approdava al secondo turno degli US Open. I fasti di Henin e Clijsters, neppure lontanissimi, erano apparentemente irrecuperabili visto che le due giocatrici belghe più forti di tutti i tempi avevano percorso la scelta di un precoce ritiro proprio quando erano all'apice della loro carriera.
A distanza di due anni dalla vittoria di Justin Henin e da quattro di quella Kim Clijsters, sembra di essere tornati indietro nel tempo con due giocatrici belghe tra le migliori quattro dello slam newyorkese. Alla rientrante Clijsters, la cui condizione fisica non pare assolutamente risentire dello stop di ventisette mesi, si affianca una ragazzina di soli diciannove anni agli albori di una carriera che già si annuncia ricca di soddisfazioni.
"Se oggi ottiene buoni risultati - spiega Marc Wickmayer parlando della figlia - è per quanto ha fatto nelle settimane passate, nei mesi precedenti...mia figlia è una donna molto speciale, è una ragazza con una missione da compiere, che ha combattuto per raggiungere i suoi scopi".
A volte vincere può avere motivazioni e significati profondi, come quelli che probabilmente motivano Yanina, 182 centimetri di di determinazione e potenza. Una giovane donna cresciuta troppo in fretta... Ma che forse prima di altre donne ha saputo trovare i suoi equilibri e la sua strada.
Finita la storia e il caffè, Gianni ed Emma mi hanno abbracciato. Non lasceranno l'Italia, e nemmeno il condominio: ed Emma non so se avrà le carte in regola per diventare una campionessa di basket ma ora sanno di poter contare su una vicina petulante e magari invadente. E sull'esempio di una ragazzina che da un grande dolore personale ha saputo infondere tanto coraggio a tanti altri ragazzi che stanno vivendo lo stesso dramma silenzioso e personale: quello della perdita di un genitore.
Quello di Yanina è un bell'esempio: lo sport ne offre tanti ma oggi mi andava di scrivere di lei...
bellissimo pezzo e splendido gesto. lo sport deve servire anche a questo, ad aiutare e crescere nella vita. bravissimo il padre della Wyckmaier e un abbraccio sentito a Emma e suo papà che hano avuto da poco questo grande dolore. spero che altri leggano e commentino questo pezzo che fa decisamente pensare.
Bravo Alcuino...consideriamo che tutto lo spettacolo oggi si basa su tali atteggiamenti...come se il successo fosse sintomo di benessere psicologico e spirituale (non a caso abbiamo un capo politico che fino ad adesso era visto così, non più fortunatamente)
il solito pietismo...e poi cos'è, se diventa brava a basket è tutto risolto? eurosport sta veramente cadendo in basso..
sì, nel tennis poi, dove si sa quali nobili aspirazioni spingono i padri a queste titaniche imprese-ci saranno le eccezioni ma davvero questo non è un articolo serio. tanta melassa, nessuna informazione.
una bella storia! il poter conoscere anche la vita delle atlete e sapere quali disavventure devono affrontare!
esprimo anche tutta la mia solidarietà a chi non sa parlare altro che del "solito pietismo" e del "pietismo cattolico più becero"! imparate a conoscere la gente non solo per per i quanto appare in tv ma per quello che la vita gli ha regalato nel bene e nel male!
ringrazio chi ha voluto fare tutto questo
Mi rendo conto che la sensibilità è estranea a molti e mi riferisco a chi ha commentato quest'articolo tacciandolo di becero pietismo e compagnia bella. Io invece l'ho apprezzato molto, mi è piaciuta sia la storia narrata che il gesto compiuto dalla giornalista. Ma non ha importanza se a me o ad altri sia piaciuto o no, l'importante è che abbia fatto piacere ad Emma e a suo padre, che il gesto di questa giornalista sicuramente animato da nobili intenzioni sia servito a dare speranza e la forza di non arrendersi a persone colpite precocemente da un tremendo lutto!!!
e allora prendetevi la vostra dose di melassa, magari convinti di fare del bene. non vi invidio. quanto alla vita privata che tanto vi interessa, la giornalista non ci dice nulla. cosa faceva il padre della ragazza ? come ha pagato la immagino dispendiosa scuola di tennis? non è che per caso i metodi di allenamento sono quelli ben noti ad altri paparini ? questo è occuparsi degli uomini e non aerofagare profumi di quinta...
nn intervengo per commentare ma solo per dire che la wick a mio avviso e' destinata molto presto alle top 5 minimo
Articolo molto bello e toccante
Pezzo godibile, complimenti.
Di sicuro, certi commenti si dovrebbero evitare
(chi augura il male o la morte di qualcuno, invece, sta a pezzi a prescindere.)
Cmq la Wickmayer può diventare al massimo una top 20, grazie al suo servizio,
x il resto....è una giocatrice modesta. Con poca tecnica e tattica.
per qualc'uno può essere pietismo, per altri gossip, per altri ancora informazione. Come tennista sono contento di vedere del buon tennis specialmente da nomi nuovi. Il resto ha poco valore sportivo.
Bell'articolo, non capisco come si possa commentare negativamente un pezzo simile, certa gente si deve solo vergognare..
Non solo penso di non essere ignorante come certi interventi hanno indicato, ma anzi credo di aver fatto un ragionamento sensato, e mi dispiace se sono anche andato fuori tema ma tant'è questo è lo spettacolo dei nostri tempi che lo vogliamo o no. Per quanto riguarda l'articolo io so benissimo cosa vuol dire crescere con una grande sofferenza dentro e proprio per questo so quello che dico e cioè che i risultati non sono quelli che si vedono fuori, sarà troppo poco materialista ma è così.
non vedo nessuna storia toccante ..non voglio fare la persona acida ma sapete quanta gente ha perso la madre ? e solo xkè questa ragazza è una tennista bisogna fare un servizio su sta cosa?non è un 'commento idiota' come dite voi il mio ma semplicemente se questo articolo v ha aiutato a pensare la mia risposta spero v aiuti a pensare ancora d + alla gente ke soffre anke quando non si parla d un tennista...
Freddi, calcolatori, insensibili. E' questo che mi vogliono insegare ad essere "alcuino e stukas_90, cinsky77"???
No grazie , preferisco essere un frescone che si commuove ancore leggendo queste storie.
grazie a quelli così che il cinismo và dilagando.
viva lo sport!!!
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