Mondiali 2010 - LA FINALE SI TINGE DI ORANJE, Uruguay battuto 3-2

Eurosport - mar, 06 lug 16:35:00 2010

L’Olanda conquista la sua terza finale mondiale dopo quelle perse nel 1974 e nel 1978: in semifinale gli Oranje battono 3-2 l’Uruguay, con le reti di Van Bronckhorst, Sneijder e Robben. Di Forlan e Maxi Pereira le reti della Celeste, che ci prova fino all'ultimo

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Non è certo l’Olanda del “Calcio totale”, quella che è già giunta in finale 1974 e nel 1978 (perdendo in entrambe le occasioni) ma è un’Olanda che sa come si fa a giocare e decidere le partite nei momenti importanti: gli Oranje di Bert Van Marwijk conquistano la finalissima di Sudafrica 2010, superando per 3-2 l’Uruguay di Tabarez e Forlan, al termine di un match non bellissimo, ma messo sui binari voluti con i soliti protagonisti. Nel primo tempo Van Bronckhorst e Forlan segnano due gol bellissimi, nella ripresa ci pensano Sneijder e Robben, sempre loro a spegnere le velleità della Celeste, brava comunque a crederci fino alla fine grazie al punto nel recupero di Maxi Pereira. La finale si tinge di Oranje, riusciranno i ragazzi di Van Marwijk a riuscire laddove quelli di Rinus Michels ed Ernst Happel non sono riusciti?

FORMAZIONI CONFERMATE - Le squalifiche di Fucile e soprattutto Suarez costringono Tabarez a cambiare il suo Uruguay: il ct della Celeste torna al 4-4-2, con il palermitano Cavani seconda punta al fianco di Forlan. Lo juventino Caceres prende posto sulla sinistra, mentre a centrocampo c’è spazio anche per il napoletano Gargano. Lugano non ce la fa, al centro della difesa ecco Godin a formare la coppia centrale con Victorino. Anche Bert Van Marwijk è costretto a cambiare, causa squalifiche: non ci sono Van der Wiel e De Jong, al loro posto rispettivamente Boulahrouz in difesa e De Zeeuw a centrocampo. In attacco, conferma per i “fantastici 4”: lo “sgobbone” Kuyt, la “stella” Robben, il “mago” Sneijder e il “problematico” Van Persie, ancora a cerca della defnitiva consacrazione.

STADIO ARANCIONE, IL CAMPO PURE - Il Green Point Stadium è a Città del Capo ma i 45.000 tifosi Oranje presenti sugli spalti rendono l’atmosfera molto più casalinga per l’11 di Van Marwijk. E infatti è l’Olanda la squadra più pericolosa in avvio: dopo 3’ la prima palla gol dell’incontro capita a Kuyt che pèrò non riesce a tenere palla bassa in girata con il destro. Non c’è dubbio che la squadra europea sia la più determinata in campo: al 13’ solo il corpo dell’odiato Van Persie non permette a un shoot di Sneijder di trovare lo specchio della porta di Muslera.

VAN BRONKHORST, CHE STAFFILATA: OLANDA AVANTI - L’Olanda prende le misure e al 18’ centra il bersaglio: il timbro è di Giovanni Van Bronckhorst, il capitano Oranje, che fa partire un siluro dai 35 metri. Muslera vola ma sfiora soltanto la sfera: l’Uruguay subisce il secondo gol nel suo Mondiale, ancora da un tiro dalla lunga distanza. La Celeste prova a reagire soprattutto attaccando la profondità con Cavani e Forlan, ma senza preoccupare più di tanto la solida retroguardia avversaria. A far paura sono le accelerazioni degli Oranje in ripartenza: al 30’ Robben con uno scatto arriva al centro dell’area di rigore, ma è bravissimo Caceres ad anticiparlo di un soffio, appoggiando a Muslera.

SI SVEGLIA L’URUGUAY, CI PENSA FORLAN - Il primo spunto degno di nota dell’Uruguay arriva al 35’, quando Cavani non sfrutta al meglio una palla persa dalla difesa olandese: il suo cross al centro viene contrastato prima di diventare pericoloso. Attenzione a dare per spacciato questo Uruguay però: il gol del pareggio arriva, ed è un altro tiro da incorniciare. Al 41’ Diego Forlan finta con il destro, manda al bar Mathijsen, si sistema la palla sul sinistro e fa partire un bel tiro fiondato: conclusione centrale, ma uno Stekelenburg non impeccabile si fa bucare colpevolmente. Goffo il suo tentativo di alzare con il pugno, la sfera finisce in rete per l’1-1 uruguaiano.

VAN DER VAART E GLI SVARIONI ORANJE - Van Marwijk decide di cambiare marcia e dopo l’intervallo inserisce Van der Vaart per De Zeeuw: l’Olanda rimane vogliosa ma non bellissima a vedersi, l’Uruguay è sempre più pragmatico: la partita rimane sui binari dell’equilibrio, fino al 50’ quando Boulahrouz rischia di fare la “frittata”. Troppo corto il retropassaggio per Stekelenburg, Cavani si avventa sulla sfera, ma il portiere è bravo a opporsi con il corpo, poi è Van Bronckhorst a salvare sulla porta sul successivo tentativo di Alvaro Pereira. I difensori olandesi non sono il meglio che offre il Mondiale e si vede: tanti gli errori palla al piede da parte di Heitinga e gli altri, ma per loro fortuna gli uruguaiani non ne approfittano.

OCCASIONI PER ENTRAMBE, MA... -Proprio quando l’Uruguay sembra aver preso le misure agli avversari, l’Olanda accelera e mette sotto pressione la difesa della Celeste: né Sneijder né Robben però sono quelli delle grandi occasioni, e il sinistro sbilenco del numero 10 Oranje al 61’ ne è una testimonianza evidente. Al 65’ sono proprio i tifosi dell’Olanda a sentire un brivido dietro la schiena: la punizione di Forlan è molto velenosa, ma questa volta Stekelenburg è bravo a difendere il proprio palo. Due minuti dopo, ecco invece una doppia opportunità per gli Oranje: Muslera è bravo a deviare un sinistro potente di Van der Vaart, sulla respinta Robben spara alle stelle di destro.

SEMPRE LORO, SNEIJDER E ROBBEN – All’Olanda serve la qualità dei suoi campioni ed eccola arrivare, nel giro di tre minuti: al 70’ Sneijder trova un destro a giro che prima batte sul palo e poi finisce in rete. E’ il 2-1, anche se rimane il dubbio che la posizione di Van Persie sia di fuorigioco attivo. L’arbitro, l’uzbeko Irmatov, decide di lasciar correre: diventano cinque in gol al Mondiale del numero 10 olandese. Ma non è finita, anzi è solo l’inizio della fine per l’Uruguay: approfittando dello scompiglio nella difesa della Celeste, al 73’ Robben infila in porta di testa un perfetto cross di Kuyt. E’ il 3-1 che ammazza la gara e affossa le velleità dell’Uruguay. I ragazzi di Tabarez ci provano fino all’ultimo, e solo al 92’ riescono ad accorciare le distanze con il sinistro a giro di Maximiliano Pereira: è troppo tardi però, non c’è più tempo. L’assalto al fortino Oranje non porta gli effetti voluti. Vince l’Olanda, l’Uruguay esce a testa altissima: gli Oranje si giocheranno il titolo per la terza volta nella loro storia, la Celeste si deve accontentare del 3°/4° posto.

Davide Bighiani / Eurosport

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