Top 10 mondiali - Da Pelè a Baggio: i "10" più grandi...

Eurosport - dom, 09 mag 21:10:00 2010

La Perla Nera vince al fotofinish contro il genio di Maradona: nella nostra classifica dei "10 numeri 10" più grandi di sempre della storia dei Mondiali trovano posto anche gli italiani Baggio e Meazza, oltre al tedesco Matthaeus e all'olandese Cruijff. Ci sono, ovviamente, Zidane e Platini...

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10) Roberto Baggio - Tre le fasi dei Mondiali cui il Divin Codino ha partecipato e durante le quali è andato a segno: Italia ’90, Usa ’94 e Francia ’98. Con 27 reti è uno dei migliori cannonieri di sempre della Nazionale italiana; talento straordinario e fiuto del gol sconvolgente, Baggio è uno dei giocatori più amati di sempre dagli appassionati del calcio italiano. Nonostante i tantissimi infortuni subiti in carriera si è sempre ripreso alla grandissima: un esempio per tutti.

9) Juan Alberto Schiaffino - Campione del Mondo con la Nazionale uruguayana ai Mondiali di calcio del 1950 è considerato uno dei più grandi giocatori della storia del calcio. Il suo ricordo forse è un po’ datato e, forse, vale un po’ rinfrescare la memoria a coloro i quali avranno la pazienza di leggere queste righe. Schiaffino è stato giocatore dotato di una tecnica sopraffina, oltre che di visione di gioco e intelligenza tattica fuori dal comune: autore del gol che permise all’Uruguay di pareggiare la rete del vantaggio del Brasile nella finale del Mondiale del 1950 (di Ghiggia il gol del 2-1 finale), Schiaffino, dati i suoi trascorsi con Milan e Roma, vestì anche quattro volte la maglia della Nazionale italiana.

8) Giuseppe Meazza - Simbolo dell’Italia campione del Mondo del 1934 e del 1938, Meazza è forse il primo grande talento di caratura Mondiale che la nostra Nazionale abbia regalato al calcio internazionale. Eccezionale nel dribbling e rapidissimo palla al piede, Meazza era un giocatore a tutto tondo, su cui si appoggiava il resto della squadra. Singolare il modo con cui batteva i calci di rigore: con il doppio passo... Con 33 reti, secondo soltanto a Riva, è il secondo cannoniere di tutti i tempi dell’Italia.

7) Lothar Matthaeus - Forse non avrà la tecnica dei giocatori che abbiamo fin qui messo in fila, ma sicuramente il grande Lothar è uno di quelli che ha più diritto di essere inserito in questa classifica: cinque Mondiali giocati (1982, 1986, 1990, 1994 e 1998) di cui quello del 1990 vinto da protagonista. Con 25 gare, Matthaeus è anche il primatista assoluto di presenze complessive nella fasi finali di un Mondiale. Inter e Bayern Monaco sono le squadre cui ha legato la sua incredibile carriera che lo ha portato, oltre al Pallone d’Oro nel 1990, anche l’Europeo del 1980.

6) Arthur Antunes Coimbra "Zico" - All’epoca, France Football non aveva ancora aperto i confini e allora Zico si era dovuto accontentare di vincere, per tre volte, il Pallone d’Oro sudamericano (1977, 1981 e 1982). Fondamentale in regia e nel dribbling, Zico era in possesso di un tiro incredibile: una delle sue principali caratteristiche erano le punizioni... Tre i Mondiali cui ha partecipato (1978, 1982 e 1986), nessuna vittoria: un bottino decisamente magro per uno che in Nazionale ha realizzato - comprese anche le partite non ufficiali - qualcosa come 66 gol in 88 partite. Provate a chiedere di lui ai tifosi dell’Udinese...

5) Michel Platini - Regista sopraffino, trequartista di classe internazionale e fiuto da cannoniere consumato (tre volte “pichichi” della Serie A): tutto questo era Le Roi Michel, uno che si è guadagnato questo soprannome (il Re) proprio grazie alla sua immensa tecnica e alla sua naturale attitudine che lo ha portato negli anni a essere un leader, alla Juve e con la maglia della Nazionale francese. Ha preso parte a tre fasi finali dei campionati Mondiali, il suo miglior risultato è il terzo posto del 1986, anche se il fiore all’occhiello della sua carriera è l’Europeo vinto nel 1984: fu capocannoniere di quell’edizione con 9 gol in appena 5 partite.

4) Zinedine Zidane - Il ricordo di Zizou è freschissimo. Con la doppietta nella finale del Mondiale 1998 è per i francese forse ancor più importante di Platini. Sicuramente il modo in cui è finita la carriera non è il miglior modo di ricordare un giocatore di per sè formidabile e che, siamo onesti, non ci stancheremmo mai di vedere danzare in mezzo al campo palla al piede.

3) Johan Cruijff - Ok, ok, non aveva il numero 10 sulla maglietta ma il suo 14 si legge "10". Eccome se si legge 10... Interprete più qualificato del "calcio totale" con cui l'Ajax e l'Olanda anni 70 fecero innamorare gli appassionati di quella generazione, Cruijff vinse tre Palloni d'Oro, ma incredibilmente riuscì a perdere il Mondiale del 1974... E' l'unico cruccio di una carriera vissuta in maniera "totale". Celebre la frase con cui Di Stefano lo presentava: "Non è un attaccante, ma fa tanti gol; non è un difensore ma non perde mai un contrasto; non è un regista ma gioca ogni pallone nell'interesse dei compagni"...

2) Diego Armando Maradona - Ha vinto un solo Mondiale, ma l’ha vinto praticamente da solo. Che sia uno dei più grandi di sempre non lo scopriamo certo oggi: è e rimane uno dei personaggi più controversi della storia del calcio. La rete realizzata contro l’Inghilterra nei quarti di finale in Messico è stata votata come quella più bella di tutta la storia dei Mondiali.

1) Edison Arantes do Nascimento "Pelè" - Il Sunday Times, subito dopo la finale dei Mondiali del 1970, si chiedeva come si dovesse scrivere Pelè. La risposta al quesito (How do you spell Pelè?) veniva fornita subito dopo: “G-O-D”, Dio... Soprannominato la Perla Nera e meglio conosciuto come “O Rei”, Pelè detiene ancora oggi il record di reti realizzate in carriera: 1281 in 1363 partite giocate. E’ l’unico giocatore della storia del calcio ad aver vinto tre edizioni dei Mondiali: 1958, 1962 e 1970.

E voi che cosa ne pensate? Qui sotto, come sempre, avete tutto lo spazio per dire la vostra...

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