Tripla Doppia - Non chiamateli semplicemente rookie

ven, 24 set 17:40:00 2010

In vista della ripresa dei campionati, andiamo a scoprire qualche nuovo talento pronto a esplodere nel nostro Paese: questa settimana cominciamo con la LegaDue, perché sì, anche nella nostra seconda serie si annida del gran talento

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Quando si dice LegaDue, purtroppo, si tende spesso a storcere un po’ il naso, quasi come un riflesso automatico. Ma il talento c’è, eccome, e senza andare a scomodare i grandi acquisti di quest’anno (Michael Hicks, Delonte Holland, Romel Beck, Lorenzo Gordon, Jeff Trepagnier, Donell Taylor, giocatori esperti e già positivamente collaudati in contesti anche più competitivi), anche nel sommerso possiamo trovare qualche nome di grande prospettiva fra quei giovani che si apprestano a compiere i primi passi da professionisti oltreoceano. Myles McKay, il miglior giocatore del campionato ceko, Scottie Reynolds, eletto nel miglior quintetto del college-basket americano nella scorsa stagione, Jarvis Varnado, il miglior stoppatore collegiale ogni epoca (sì, meglio anche di Shaquille O’Neal e Tim Duncan), e Ryan Wittman, il ragazzo che ha riportato la prestigiosa università di Cornell a far parlare di sé anche nel basket. Occhio a questi quattro: non chiamateli semplicemente rookie...

Myles McKay (San Severo) - playmaker, 191 cm, 1986

Il primo giocatore extra-comunitario del club pugliese è un folletto di 191 centimetri, classe ’86, proveniente dal massimo campionato della Repubblica Ceca, dove ha letteralmente fatto sfracelli con la maglia dell’USK Praga. Dopo aver cominciato la carriera Ncaa a Milwaukee, la sua città natale, si è trasferito a Wisconsin-Whitewater, dove è stato nominato All-American della Division III (20 punti e 6 rimbalzi di media con il 50% dal campo): molto rapido, atletico, sgusciante, dotato di un ottimo palleggio e di un discreto tiro da fuori, secondo molti scout ha potenziale per poter giocare in Eurolega e per coprire un ruolo marginale anche in NBA. Dopo essere stato eletto miglior giocatore all’Eurobasket Summer League di Las Vegas nel 2009, ha firmato il suo primo contratto professionistico con la squadra di Praga, dove è stato nominato miglior giocatore straniero del campionato (22.4 punti, 5.6 rimbalzi, 3.8 assist e 1.9 palle recuperate di media, con il 53% da due e il 33% dall’arco). Ma per chi avesse dubbi sulla consistenza del suo tiro dal perimetro, ha stra-vinto la gara del tiro da tre punti all’All Star Game della Repubblica Ceca sparando un fantascientifico 22/25. "Voglio vincere, questo è il mio obiettivo", sono state le sue prime parole alla firma del contratto con San Severo, dove troverà un altro giocatore che potrebbe dispensare talento nei quattro angoli d’Europa, Delonte Holland. "Conosco Holland - ha proseguito - è un grande giocatore e sarà un piacere giocare con lui. Noi due, insieme alla squadra, lavoreremo duro per conquistare le vittorie". Insomma, neo-promossa o meno, ci sarà da divertirsi.

Scottie Reynolds (Veroli) - playmaker, 188 cm, 1987 (nella foto)

Molto probabilmente è il più forte del lotto, tanto che in molti si chiedono che cosa diavolo ci faccia uno come lui in Legadue. Se non siete appassionati di college-basket (ma se lo siete, invece, non avrete bisogno di tante presentazioni per lui e la sua Villanova) vi diciamo subito che Scottie Reynolds è stato il primo AP-All-American a non essere scelto al draft NBA, dove per "All-American" si intende il miglior quintetto della scorsa stagione collegiale e per "AP" la Associated Press, ossia la principale agenzia giornalistica statunitense. Chi sono gli altri All-American del 2010? Facile: John Wall (1a scelta del draft), Evan Turner (2a), Wesley Johnson (4a) e DeMarcus Cousins (5a). Insomma, mica male come compagnia. Dopo aver chiuso il suo anno da senior con 18.5 punti di media e il 40% dall’arco trascinando la sua Villanova al seed #2 nel tabellone NCAA (sconfitta poi al secondo turno contro St. Mary’s), Reynolds, ignorato al draft per la sua mancanza di centimetri e le sue difficoltà nella metacampo difensiva in ottica NBA, ha ricevuto un invito dai Phoenix Suns per la Summer League di Las Vegas: rapido, dotato di una grande visione di gioco e capacità di passaggio ma anche in grado di mettere punti a referto, Reynolds sembrava un’ottima scelta per l’up-tempo game della squadra dell’Arizona, ma il prodotto di Villanova ha preferito scegliere la sicurezza finanziaria messa sul piatto da Veroli. "La loro offerta ci ha spiazzato - ha spiegato il suo agente, Lee Melchionni - e per Scottie è stata la mossa decisiva". Insomma, piuttosto che restare sempre in bilico con un non-garantito nella NBA...

Jarvis Varnado (Pistoia) - centro, 206 cm, 1988

Come tira questo ragazzo? A meno che non vi siate allenati per qualche tempo con lui, è impossibile rispondere a questa domanda, perché nella sua stagione da senior a Mississippi State ha preso soltanto 11 jump-shot. I suoi punti sono arrivati tutti su lay-up, schiacciate, tap-in e, soprattutto, dal lavoro in post-basso con il gancio destro, ma sebbene nelle ultime due annate abbia abbondantemente sconfinato oltre la doppia cifra di media (12.9 punti nel 2009, 13.8 nel 2010), esprime le sue migliori qualità nella metacampo difensiva. Nonostante sia alto "solo" 2.06, in barba all’"uomo di Leonardo" ha un’apertura alare di 225 centimetri, utilissima per laurearsi miglior stoppatore ogni epoca nella storia del college-basket americano: 67 nel suo anno da freshman, 157 in quello da sophomore (record pareggiato di O’Neal), 170 in quello da junior e ancora 170 in quello da senior, numeri che gli hanno permesso di superare, nello scorso febbraio, il primato ogni epoca di Wojciech Myrda (535), e di finire con 564 stoppate complessive (4.0 di media a partita in carriera). Nonostante il suo fisico po’ asciutto e poco resistente ai contatti è stato nominato per tre volte consecutive miglior difensore della SEC (la Southeastern Conference), cosa che gli è valsa la chiamata dei Miami Heat con la numero 41 al draft, ma non la sua conferma per il roster ufficiale della prossima stagione (è ancora molto ruvido nella metacampo offensiva). Un’ultima curiosità: è uno dei due giocatore ad aver chiuso la carriera collegiale con almeno 1.000 punti, 1.000 rimbalzi e 500 stoppate. Chi è l’altro? David Robinson.

Ryan Wittman (Forlì) - ala, 201 cm, 1987

Se quel cognome vi ricorda qualcosa... sì, Ryan è il figlio di Randy Wittman, l’ex-giocatore di Atlanta e Indiana nonché ex-coach di Cleveland e Minnesota, ora assistente agli Washington Wizards. Un figlio d’arte, insomma, e la prima cosa che si nota in lui è che ha un tiro davvero morbidissimo, un fondamentale che suo papà gli ha insegnato sin da piccolissimo. "Mi ha messo la palla da basket in mano molto presto - racconta Ryan - e per quel che mi ricordo mi ha sempre fatto allenare moltissimo sul tiro. Mi ha insegnato la giusta tecnica, e quello che so fare ora deriva da quei giorni di insegnamento". E quei clinic di tiro lo hanno portato a chiudere la sua quadriennale carriera a Cornell con il 43.1% da tre e 2028 punti complessivi a referto: inutile dirlo, entrambi record per l’università dell’Ivy League. Oh, Cornell abbiamo detto, un college d’elite non esattamente rinomato per le discipline sportive, ma dove Ryan Wittman è riuscito a riportare la squadra nel tabellone NCAA dopo 20 anni di assenza (nel 2008) e a registrare i primi successi di sempre (contro Temple e Wisconsin) per una leggendaria qualificazione alle Sweet Sixteen nella scorsa primavera. È quasi superfluo sottolineare che è stato nominato miglior giocatore dell’Ivy League nella passata stagione. Dopo aver provato con i Boston Celtics nella Summer League di Orlando, dove ha subito convinto per la qualità del suo tiro ma non per altri aspetti lacunosi del suo gioco, ha firmato un contratto con Forlì: "Non conosco molto della città - ha ammesso - ma, stando a quanto mi hanno detto, sembra essere magnifica. So che gioca nella seconda divisione italiana, che offre un basket di buon livello se paragonata ad altri paesi europei. So anche che Scottie Reynolds giocherà nel mio stesso campionato".

Non perdere l’appuntamento con "Tripla Doppia" della prossima settimana, dove andremo alla scoperta dei migliori rookie del campionato di Serie A!

Daniele Fantini / Eurosport

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