La storia dei Mondiali - 1982, in Spagna nel segno di Rossi

lun, 10 mag 20:10:00 2010

L'11 luglio 1982 gli azzurri, trascinati da Paolo Rossi, alzarono al cielo la loro terza Coppa del Mondo. Un successo incredibile, nato nella diffidenza e cresciuto nel segno del "pichichi" che si scatena affossando il Brasile dei sogni

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IL RACCONTO DEL MONDIALE

Dodicesima edizione della Coppa del Mondo Fifa. Spagna, 13 giugno-11 luglio 1982. Per la prima volta le squadre partecipanti furono 24 e non 16, impegnate in ben diciassette stadi, record assoluto considerando che fu un solo paese ad ospitare il torneo. La manifestazione prevedeva due fasi eliminatorie a gruppi ed una fase finale ad eliminazione diretta, con semifinali, finale per il terzo posto e finalissima per il primo posto. In base alle nuove regole, tredici squadre qualificate provenivano dall'Europa, tre dall'America Latina, due dall'Africa, due dall'Asia/Oceania, due dalle federazioni centroamericane gestite dalla Concacaf. L'elenco si completava con la Spagna, nazione ospitante e con l'Argentina, Campione del Mondo in carica.

La prima sorpresa del campionato arrivò nella giornata inaugurale. Contro ogni attesa il Belgio superò 1-0 l'Argentina di Diego Armando Maradona. Altra vittoria inaspettata fu quella dell'Algeria ai danni della Germania Ovest di Rummenigge per 2-1. Se la vittoria iniziale valse al Belgio il primo posto finale del girone proprio davanti all'Argentina, gli algerini vennero eliminati per differenza reti sfavorevole rispetto a quella di Germania e Austria.

IL BISCOTTO GERMANIA-AUSTRIA - La sfida tra queste due formazioni vide i tedeschi imporsi per 1-0 ed esibirsi in una contestata melina per il resto della gara. Il  "Patto di non belligeranza di Gijón", così ribattezzato da allora, portò a un cambio nei regolamenti: venne infatti ripristinata da quel momento la contemporaneità delle ultime partite dei gironi eliminatori.

AVANZANO LE BIG - La Spagna, inserita nel gruppo 5 insieme a Jugoslavia, Irlanda del Nord e Honduras, faticò più del previsto a qualificarsi. Il gruppo venne vinto a sorpresa dall'Irlanda del Nord. Senza sorprese il girone dell'Inghilterra, con Francia, Cecoslovacchia e Kuwait. Quasi tutto liscio anche per il  Brasile, in compagnia di URSS, Scozia e Nuova Zelanda.

AVANTI L’EUROPA - Dopo un vacillante inizio, Francia, Germania Ovest ed Italia superarono agevolmente il secondo girone, mentre Inghilterra e Brasile crollarono. Fu così che a giocarsi la Coppa del Mondo restarono quattro squadre europee: Francia, Germania Ovest, Italia e Polonia.

TEMPO DI SEMIFINALI - La prima semifinale vedeva nuovamente contro italiani e polacchi: gli azzurri dominarono gli avversari, battuti per 2-0 (doppietta di Rossi, giunto a cinque reti in appena due partite). La seconda semifinale fra Germania Ovest e Francia fu decisamente più spettacolare: all'iniziale vantaggio tedesco di Littbarski rispose Platini su rigore. La partita proseguì fino ai tempi supplementari, dove la Francia si portò sul 3-1. La Germania riuscì a recuperare lo svantaggio prima con Rummenigge e poi con una rovesciata di Fischer. Per la prima volta nella storia dei Mondiali una partita si decise ai rigori: a spuntarla fu la Germania Ovest per 5-4.

ULTIMO ATTO - L'11 luglio 1982 (vedi sotto) andò in scena la finale fra Germania Ovest e Italia. La squadra azzurra vinse 3 a 1 e alzò al cielo il trofeo per la terza volta. Dino Zoff, il quarantenne capitano dell'Italia, ricevette la Coppa del Mondo FIFA dal re di Spagna Juan Carlos.

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L’UOMO DEL MONDIALE

Capocannoniere del mondiale con 6 reti, Paolo Rossi fu il grande trascinatore dell’Italia nella Coppa del Mondo 1982. A suon di gol Rossi cancellò dalla memoria nazionale la squalifica di due anni inflittagli per lo scandalo del calcio-scommesse. Anche se in molti riconducono i mondiali del 1982 a un'immagine ben precisa, quella dell'urlo di gioia di Marco Tardelli dopo il gol messo a segno in finale.

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IL MONDIALE VISTO DALL'ITALIA

Girone di ferro - Il gruppo dell'Italia, guidata da Enzo Bearzot, nel girone di Polonia, Camerun e Perù, si rivelò il vero gruppo di ferro. Gli azzurri giunsero in Spagna fra mille polemiche ed incognite, non ultimo un Paolo Rossi reduce dalla squalifica di due anni per il noto scandalo del calcio-scommesse. Bearzot era inoltre contestato dalla stampa per aver escluso dalla rosa Beccalossi e Pruzzo. L'Italia partiva enormemente sfavorita, impressione che venne confermata dai tre pareggi racimolati nelle prime tre partite: l'esordio con la Polonia si concluse con un brutto 0-0, con il Perù gli azzurri, portatisi in vantaggio con Conti, subirono il ritorno avversario sul finale. La qualificazione arrivò sul filo del rasoio nell'ultima partita contro il Camerun: bastava un pareggio per eliminare gli africani per il numero di reti segnate ed infatti finì 1-1 (gol di Graziani e M'Bida).

Azzurri avanti tutta, Argentina e Brasile ko - In ragione del secondo posto delle teste di serie Spagna, Argentina ed Italia, gli iberici approdarono nel gruppo B con Inghilterra e Germania Ovest, mentre Italia e Argentina vennero destinate al gruppo C assieme al Brasile. L'Italia fin lì duramente contestata sfoderò una prestazione di tutto rispetto contro la Seleccion battendola per 2-1, prima di imporsi, in quella che i brasiliani tuttora ricordano come la "tragedia del Sarrià", sulla nazionale verdeoro con il risultato di 3-2.

La tragedia del Sarrià - In vantaggio dopo solo 5 minuti con un redivivo Paolo Rossi, gli azzurri subirono il gol del pari con Sócrates; Rossi riportò avanti i suoi al 25', approfittando di un errore di Junior.  Nel secondo tempo, il Brasile trovò nuovamente la rete del pareggio al 69' con Falcão, ma al 74' minuto uno scatenato Rossi segnò il terzo gol. Fu un'autentica disfatta per i giocatori verdeoro, che fino a quel momento erano così sicuri di passare il turno da aver prenotato con largo anticipo l'albergo a Madrid: da qui il soprannome di "tragedia del Sarrià".

Battuta la Polonia…Italia in finale – Gli azzurri approdarono alla finale dell'11 luglio grazie al 2-0 inflitto alla Polonia in semifinale, sempre grazie a un ispiratissimo Paolo Rossi, a segno con una doppietta. Per l’ultimo atto del mondiale, Bearzot dovette riadattare la squadra in seguito alla indisponibilità di Antognoni e all'infortunio occorso a Graziani. Gli azzurri dominarono nel primo tempo, nonostante l’errore dal dischetto di Cabrini. La ripresa vide un calo della squadra tedesca, di cui approfittò per primo Rossi su cross di Gentile. L’Italia raddoppiò con la magia di Tardelli dal limite dell’area, il cui urlo di gioia divenne una icona di quei Campionati del Mondo e delle successive avventure della nazionale italiana. Altobelli segnò la rete del 3-0, seguita dal gol della bandiera di Breitner.

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CURIOSITA' MONDIALI

*** Quello del 1982 fu il primo Mondiale a 24 squadre

*** Per la prima volta gli inni non vennero suonati dalle bande

*** Per la prima volta, alla fase finale di un Campionato mondiale di calcio, parteciparono tutte le sei confederazioni affiliate alla FIFA

*** L'Italia fu la prima squadra a superare il primo turno senza vincere una partita

*** La semifinale tra Germania Ovest e Francia è stata la prima partita nella storia dei Mondiali ad essere decisa ai calci di rigore

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PREMI UFFICIALI DELLA COPPA DEL MONDO 1982

Vincitore: ITALIA

Seconda classificata: GERMANIA OVEST

Terza classificata: POLONIA

Quarta classificata: FRANCIA

Scarpa d'oro: PAOLO ROSSI

Pallone d'oro: PAOLO ROSSI

Pallone d'argento: FALCAO

Pallone di bronzo: KARL-HEINZ RUMMENIGGE

Trofeo Fifa Fair Play: BRASILE

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