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Bundesliga al bivio: non c’è solo il Bayern Monaco

La Bundesliga festeggia il compleanno numero 50, ma per ora la festa sembra (quasi solo) quella del Bayern Monaco, che ha dominato il girone d’andata laureandosi campione d’inverno con tre turni d’anticipo: l’ennesimo record di una stagione finora perfetta. Di certo il campionato ha comunque offerto di più del Bayern schiacciasassi: il Bayer Leverkusen del dopo Ballack ottimo secondo, Il Borussia Dortmund bello di notte, lo Schalke in caduta libera e le sorprendenti Francoforte, Friburgo e Mainz. Il tutto condito da un ottimo calcio, da sette squadre su sette avanti nelle coppe europee, da grande incertezza in campo e da stadi sempre gremiti: un biglietto da visita davvero invidiabile.

Il Bayern dei record - 42 punti, +9 sul Bayer Leverkusen secondo, miglior attacco e miglior difesa con 44 gol fatti e 7 subiti, una sola sconfitta subita alla nona giornata dopo 8 vittorie consecutive: nessuno ha mai disputato un girone d’andata così. Merito dei nuovi acquisti Mandzukic, Dante, Shaqiri e Martinez subito integrati, della rosa più ampia rispetto all’anno scorso che ha consentito di sopperire alle mancanze di Gomez, Robben e Badstuber e soprattutto di due anni senza alcun trofeo, una blasfemia per una società come il Bayern. È proprio per questo che ad inizio stagione è stato ingaggiato il maniaco Matthias Sammer: il suo contributo a livello di mentalità, pur se difficile da quantificare, è stato di certo decisivo. Primo posto larghissimo in Bundesliga, ai quarti di coppa di Germania e agli ottavi di Champions League, dove ad attendere il Bayern ci sarà l’Arsenal dell’ex Lukas Podolski: una situazione ideale, meglio di così era davvero impossibile fare. Manca solo la vittoria in campionato con il Borussia per ristabilire definitivamente le gerarchie: il Bayern spera di togliersi il dente nel weekend del 5 maggio.

La zona alta della classifica - Quest’anno il campionato vero inizia dal secondo posto e la lotta per l’Europa, complice una classifica molto corta, infiamma quanto mai. Il Bayer Leverkusen è stato protagonista di un girone d’andata sorprendente: il secondo posto a –9 dal Bayern vale quasi quanto il titolo di campione d’inverno. La squadra ha perso pedine importanti, ma con la coppia Lewandowski-Hyypiä ha trovato una sua identità: gioco, organizzazione, contropiede e gol a raffica col redivivo capocannoniere Stefan Kießling. Pur se con un po’ di fortuna, sono state proprio le Aspirine a infliggere al Bayern l’unica sconfitta del girone d’andata. Terzo il Borussia Dortmund, che ha lasciato per strada punti importanti in Bundesliga, ma che in Champions League ha mostrato il calcio più bello d’Europa: per conferme chiedere a Real Madrid, Manchester City e Ajax. A –12 dalla vetta della classifica, il terzo titolo di campione di Germania pare una chimera, ma la maturazione di una squadra passa anche da questi momenti: e con la definitiva consacrazione di un fenomeno come Mario Götze, anche nella seconda metà dell’anno ci sarà da divertirsi. Se del Francoforte parliamo a parte, grande impressione hanno destato Friburgo e Mainz. Gli uomini di Streich hanno alle spalle un 2012 da 53 punti e durante la sosta si godono il quinto posto in Bundesliga: fenomenale se si considera il potenziale economico del club. Meglio però non parlare al burbero tecnico di Europa League, si rischia solamente di farlo infuriare. Chi invece i preliminari in Europa gli ha già giocati due anni fa è il Mainz di Thomas Tuchel, giovane rampante con un gran futuro: all’assetto tattico e al clima nello spogliatoio ci pensa lui, i problemi sottoporta, dopo le partenze di Zidan e Allagui, li ha invece risolti Adam Szalai, da poco eletto miglior giocatore dell’anno in Ungheria: a parte l’esultanza gangnam style, un giocatore da urlo. Hanno invece deluso, pur se con motivazioni e trend diversi, lo Schalke e il Borussia Mönchengladbach. I minatori erano partiti benissimo, hanno battuto il Borussia nel derby e in un qualche modo vinto il proprio girone in Champions League. A un certo punto però si sono persi: sono prontamente arrivate diverse sconfitte, lo spogliatoio ha cominciato a ribollire e la società ha allontanato Huub Stevens: al nuovo tecnico Keller, che tradotto in italiano significa “cantina”, il compito di risalire, che da sottoterra è l’unica possibilità. Ma se nomen est omen… Il Gladbach invece ha iniziato male, viste le cessioni importantissime di Dante, Neustädter e Reuss, non sempre rimpiazzati all’altezza da Dominguez, Xhaka e de Jong, poi però ha ritrovato la stabilità difensiva necessaria, come mostrato nell’1-1 all’ultima giornata all’Allianz Arena: il trend è positivo e Favre può guardare con fiducia al 2013.

La zona bassa della classifica - La classifica di Bundesliga è molto molto corta fino alla quindicesima posizione attualmente occupata dal Wolfsburg con 19 punti, che dista 7 lunghezze dalla zona Uefa, in un calderone che comprende 11 squadre. Alle sue spalle, però, il vuoto: con altrettanti punti i Lupi precedono difatti l’Hoffenheim terzultimo, la più grossa delusione del campionato, partito sognando l’Europa e che invece a metà stagione è lontanissimo dalla zona salvezza e deve addirittura guardarsi alle spalle. Se il sedicesimo posto vale i play out contro la terza della Zweite Bundesliga, i punti di vantaggio su Augsburg e Fürth sono appena 3. Le piccole bavaresi chiudono la classifica appaiate a 9 punti: poco gioco, pochi gol, pochissime speranze. L’obiettivo di entrambe è superare l’Hoffenheim e giocarsi tutto agli spareggi: che possano recuperare 10 punti per salvarsi direttamente pare davvero impossibile.

Il Francoforte è la sorpresa più bella - La neopromossa di Armin Veh ha giocato un girone d’andata davvero strepitoso: per la prima metà è stata l’unica a reggere il ritmo del Bayern, ha rischiato di espugnare l’Allianz Arena e il quarto posto a parimerito con i campioni in carica del Borussia è un risultato tremendo. Ad inizio stagione si temeva che la squadra potesse aver bisogno di tempo per adeguarsi alla nuova categoria e per gestire l’innesto di numerosi nuovi giocatori: preoccupazioni infondate alla luce dell’inizio col botto e delle prestazioni di Trapp, Oczipka, Inui, Aigner e Zambrano, che assieme alle vecchie volpi Jung (22 anni) e Rode (22 anni), Schwegler (il capitano, 25 anni) e Alex Maier (29 anni, anche di lui parleremo a parte) hanno giocato da paura. L’Europa è a portata di mano, anche se per Veh l’unico obiettivo concreto è la salvezza: sarebbe un enorme peccato vanificare un girone d’andata così mancando la qualificazione all’Europa, la situazione ricorda molto quella del Borussia Mönchengladbach della scorsa stagione.

Alex Meier è il simbolo dell’Eintracht Francoforte - Sono diversi i giocatori che hanno disputato un girone d’andata al di sopra delle aspettative. Solitamente il giocatore sorpresa del campionato è un giovane, e in questo caso ve ne sono diversi che avrebbero meritato questo riconoscimento: un Kevin Trapp insuperabile, un Sebastian Rode sette polmoni e piede fino, un Kevin de Bruyne già maturo per sostituire Lampard nel suo Chelsea. Ci sono state anche diverse resurrezioni di giocatori affermati, come René Adler tornato alla grande da un lungo infortunio o Stefan Kießling capocannoniere solitario, ma la palma di giocatore sorpresa di questo girone d’andata l’assegnamo a Alex Meier, simbolo e bomber del Francoforte con 11 gol in 17 partite e secondo miglior marcatore assoluto del torneo: il suo record di 10 gol nell’intera stagione 2009/10 è già stato polverizzato. Alto e forte di testa, tecnicamente molto dotato e spietato sotto porta, Meier è la punta di diamante di una squadra che a più riprese ha mostrato un calcio semplice, verticale ed efficacissimo: se continua così, un traguardo impossibile e impronunciabile chiamato Champions League potrebbe essere molto più che solo un sogno.

di Daniele VERRI

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