EuroLandia

C’erano una volta Arsenal e Liverpool…

ora resta solo Manchester. Vista, aggiungiamo, la flessione inevitabile dei campioni d’Europa del Chelsea che, nonostante l’arrivo di Benitez, non sono ancora riusciti a trovare la giusta continuità di risultati e gioco per impensierire City e, soprattutto, United.

L'ultima domenica ha confermato l’imbarazzante – a tratti – dominio delle due formazioni di Manchester ha confermato che due realtà gloriose del calcio inglese come Liverpool e Arsenal non esistono più. Dalle stelle alle stalle in pochi anni, una caduta verticale con poche speranze di risalità.

I Reds sono stati spazzati via dai ragazzi di Sir Alex Ferguson, mentre i giovani di Wenger hanno perso in caso contro la banda di Roberto Mancini. Erano 37 anni che il City non vinceva in casa dell’Arsenal. Basta anche questo dato per spiegare la crisi di una squadra che ha ormai terminato il progetto Wenger o, meglio ancora, il progetto giovani.

Un fallimento. E, restando ai numeri, quelli di questa stagione di Premier League sono ancora più impietosi: i Gunners sono sesti a meno 21 (con una partita in meno) dallo United , mentre il Liverpool è ottavo con 24 punti (ma lo stesso numero di partite) di Rooney e compagni. Un abisso. Mentale, tecnico, tattico ma soprattutto di programmazione. Un dramma, sportivo, perché stiamo parlando della seconda (18 il Liverpool) e terza (13 l’Arsenal) squadra con più titoli inglesi in bacheca della storia.

Ma cos’è successo ad Arsenal e Liverpool? Certo, l’arrivo dei dollari di Abramovich a Londra e degli sceicchi al City ha sovvertito e scoperchiato molti equilibri, ma osservando la straordinaria costanza dello United qualcosa non torna. I Red Devils possono contare su quel mago di Ferguson, vero, ma Wenger guida l’Arsenal da più di 16 anni. Non certo un novellino. Il tecnico francese ha da sempre sposato la strategia del club: vendere i migliori per puntare sui migliori giovani del panorama mondiale. Un percorso che non ha però pagato. Per niente.

Wenger ha vinto solamente 3 campionati inglesi in carriera, l'ultimo nel 2004: otto anni fa. Una vita fa. Un Arsenal fa, un’altra era e un’altra squadra. Probabilmente sarebbe ora di dire addio al tecnico francese e ripartire con un progetto nuovo, con un tecnico nuovo ma con idee ben chiare. E soprattutto con più chiarezza, in particolar modo verso i tifosi.

L’unico dubbio riguarda la possibilità di emulare proprio l’altra grande caduta, il Liverpool. I Reds stanno cercando di ricostruire da quelle macerie cadute su Anfield dopo i tanti problemi finanziari. Gerrard ha giurato amore eterno, in panchina è arrivato il promettente – ma per ora deludente – Brendan Rodgers che non è ancora riuscito a invertire una tendenza più che preoccupante. Il Liverpool viaggia costantemente a metà classifica, mentre i commoventi tifosi della Kop attendono romanticamente un titolo inglese che manca addirittura da oltre 20 anni (1990). Certo, l’anno scorso è arrivata la Coppa di Lega come piccola consolazione, ma le notti di Champions (l’ultima vinta nel 2004, dopo la finale persa ad Atene con la rivincita milanista tre anni dopo) sono solamente un nostalgico e lontano ricordo per tutti i tifosi dei Reds.

Restituire lustro a questi due gloriosi club è un dovere delle rispettive società. Quando, però, questo potrà accadere resta ancora un mistero difficilmente risolvibile nel breve periodo. Peccato.

di Alessandro BRUNETTI (Twitter @AleBrunetti6)

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