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Liga al bivio: tra Barça e Real splendono Atlético e Malaga

BARCELLONA, FUGA DA RECORD – Non possono esserci cali di tensione dinanzi a certi numeri e record. In molti pensavano alla fine di un ciclo, al normale finale di una squadra leggenda. Con la partenza di Pep Guardiola, l’uomo che con il suo Barcellona ha riscritto la storia del calcio, la maggior parte degli addetti ai lavori o semplici appassionati vedevano in questo 2012 l’inizio della fine, in attesa di un ricambio generazionale. Niente di tutto questo. Il Barcellona ha chiuso l’anno a suon di record, personali con Leo Messi e di squadra. La Pulce ha superato il grandissimo Müller nel numero di gol segnati in un anno solare. Il Barça ha eguagliato il primato di punti in Liga che già gli apparteneva del 2010, ben 103. Sono addirittura dieci in più rispetto a quelli del Real Madrid (93), attuale campione di Spagna. La squadra allenata da Tito Vilanova ha eguagliato anche il record di reti dopo 17 giornate, 57, risalente al 1950-51. Questi numeri da brividi fanno della squadra catalana la regina incontrastata della Liga. Nove i punti di vantaggio del Barcellona sulla seconda, l’Atlético Madrid. Addirittura 16 quelli sui rivali del Real Madrid. Campionato finito? Diciamo che solo la matematica dice il contrario.

LA ZONA ALTA DELLA CLASSIFICA – Come in Germania, in Italia e in Inghilterra, anche la Spagna ha purtroppo (per lo spettacolo) chiuso la corsa al titolo con larghissimo anticipo. Una situazione che favorisce Bayern, Barcellona e Juventus nel cammino europeo di Champions League. Anche in Spagna quindi il campionato si gioca dal secondo posto in giù. Applausi all’Atlético Madrid di Simeone. Squadra continua e concreta che ha trovato in Falcao il protagonista assoluto. Unica nota negativa (ormani da anni) l’inconsistenza dei colchoneros davanti a Real Madrid e Barcellona. Anche quest’anno l’Atlético, nonostante l’ottimo avvio e il momento non certo esaltante del Real, è riuscito a perdere entrambi gli scontri diretti e con scarti notevoli (4-1 contro il Barcellona e 2-0 contro gli uomini di Mourinho). Scontri diretti lasciati al Camp Nou e al Bernabéu ma secondo posto in classifica difeso senza eccessivi sforzi, con un andamento abbastanza regolare con tre sole sconfitte e un pareggio sui 17 match fino ad oggi disputati. Alle spalle delle tre grandi di Spagna ecco la rivelazione (ne parleremo in seguito) di questa prima parte di campionato: il Malaga di Pellegrini. Le acciughe chiudono a due soli punti dal Real Madrid, nonostante i noti problemi societari con stipendi non pagati e premi bloccati. Ottimo il lavoro di Pellegrini, capace di far esplodere tutto il potenziale di Isco e piazzare un colpo quasi decisivo per il futuro del Real Madrid. La vittoria de La Rosaleda sembra aver fatto scoppiare definitivamente la crisi al Santiago Bernabéu. Buon il cammino da Europa anche per il Betis Siviglia e il Levante. Gli andalusi hanno trovato in Rubén Castro l’uomo squadra. L’attaccante di Las Palmas, dal 2010 al Betis, ha chiuso infatti la sua prima parte di stagione con 9 gol. Importantissimo inoltre il contributo del centrocampista basco Beñat e l’altro attaccante Jorge Molina con 5 gol segnati nei 785 minuti giocati. Per il Levante inizio da applausi per l’ex interista Martins. Il nigeriano è infatti il trascinatore della squadra con 6 gol nelle 12 partite giocate da titolare. Se Martins è il finalizzatore, tre sono gli uomini fondamentali nella costruzione del gioco del Levante: Michel, con i suoi 11 assist e 5 gol tra Liga ed Europa League, Nabil El Zhar e Barkero. Inevitabile chiudere la parte alta della classifica con le due grandi delusioni stagionali: Siviglia e Valencia. Da sempre alla guida delle squadre della “seconda” Liga (alle spalle delle imprendibili Barcellona e Real Madrid), le due grandi di Spagna si trovano in questo 2012 a metà classifica. Il Valencia, al nono posto dietro addirittura al Rayo Vallecano. Il Siviglia incredibilmente a 4 punti dalla zona retrocessione. Proprio Valencia e Siviglia potrebbero diventare le protagoniste almeno per il mercato di riparazione.

LA ZONA BASSA DELLA CLASSIFICA – E’ e sarà lotta aperta in zona retrocessione. Chi rischia di più sono sicuramente Deportivo (complice la grave crisi societaria) e l’Osasuna. Interessantissima la situazione di altre cinque squadre. Sotto il Siviglia infatti è una vera e propria guerra tra un’altra squadra della Galizia, il Celta de Vigo, ora a 15 punti e terzultima insieme all’Espanyol. Sedici i punti invece per Granada e Maiorca. Proprio il Maiorca continua purtroppo nella sua caduta libera dopo le ultime tre ottime stagioni che hanno portato la squadra a essere protagonista anche in Europa. Del 2011 poi la decisione della Uefa di punire con l’esclusione dall’Europa il club maiorchino a causa dell’alto debito accumulato, di oltre 85 milioni.

CASO REAL MADRID: MOURINHO CONTRO TUTTO E TUTTI – A tenere banco, oltre la classifica e la corsa per il titolo e per non retrocedere, sono sicuramente le vicende in casa Real Madrid. Il terzo anno di José Mourinho si sta infatti rivelando un vero e proprio tormeno. Sedici i punti di ritardo sul Barcellona per una Liga che lo stesso tecnico portoghese ha definito “persa”. Una resa che non ha fatto piacere al presidente Pérez e che, insieme all’esclusione di capitan Iker Casillas nel match perso contro il Malaga, hanno distrutto i rapporti tra squadra e allenatore, tra allenatore e tifosi. Quale sarà il futuro del Real e di Mourinho? In molti nella capitale pensano a una stagione deludente e addirittura a un possibile esonero in caso di passo falso in Europa (contro il Manchester United). I tifosi, notizia di oggi, continuano a sostenere i giocatori. Nell’ultimo allenamento a Valdebebas, ben 8.000 tifosi si sono dati appuntamento per appoggiare proprio capitan Casillas, ricevuto con cori e applause. Una mossa che allontana ancora di più il tifo madridista da José Mourinho. Casillas ha quindi ringraziato di cuore, attraverso twitter e Facebook, l’abbraccio dei suoi tifosi. Al caso Casillas si aggiunge poi il futuro incerto di Cristiano Ronaldo, con un rinnovo che non arriva e probabilmente non arriverà. Una situazione esplosiva che ha spinto addirittura Pérez a mettere in dubbio il suo futuro impegno ai vertici della società.

LA SORPRESA DELLA STAGIONE: IL MALAGA – Non ci sono dubbi sulla rivelazione di questa prima parte di Liga spagnola. Il Malaga di Pellegrini è riuscito in poco tempo e colpito dai problemi finanziari della squadra a rendersi protagonista di un avvio da quarto posto e vittoria del gruppo di Champions League davanti al Milan. Meglio di così impossibile per una squadra che ormai conosciamo molto bene e che vede nel giovanissimo Francisco Román Alarcón Suárez, meglio conosciuto come Isco, il punto più alto e interessante. Dopo il 2011 dei ragazzi di Bielsa dell’Athletic Bilbao, l’attenzione di tutti si sposta più a sud, in Andalusia, per questa squadra che, crisi societaria permettendo, sembra avere tutte le carte in regola per difendere il posto in classifica e perché no, sorprendere in Europa. Gli uomini di Pellegrini affronteranno il Porto agli ottavi di Champions League. Quattro le sconfitte in campionato, tre a Madrid (contro l’Atlético, il Rayo e Getafe), una contro la Real Sociedad. Quattro i pareggi, contro Maiorca, Bilbao, Espanyol e Osasuna. Il resto tutte vittorie e punti, due in meno del Real Madrid.

IL NUOVO GIOIELLO: ISCO – Se nella passata stagione a brillare furono soprattutto i gioielli baschi, su tutti pensiamo a Muniain, questo 2012 si chiude con il nuovo fenomeno spagnolo: Francisco Román Alarcón Suárez, Isco. Il trequartista del Malaga conclude la sua prima parte di stagione con 7 gol nelle 26 presenze in competizioni ufficiali, l’ultimo segnato contro il Real Madrid nel successo del Malaga contro il Real Madrid. Inevitabile l’interesse da parte delle grandi d’Europa per il Golden Boy 2012. Il Manchester City, secondo la stampa inglese, avrebbe addirittura un accordo di massima con il club per portare Isco in Premier già nella prossima stagione. Intanto a godere delle prestazioni del nuovo gioiello spagnolo saranno i suoi tifosi alla Rosaleda.

di Andrea PRETE (Twitter: @andrea_prete)

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