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Mancini scarica Balo, Milan e Roma alla finestra

Stavolta nemmeno l'amore incondizionato dei suoi tifosi potrebbe salvarlo. Nemmeno un appello accorato di Noel Gallagher — suo grande ammiratore — potrebbe trattenere Mario Balotelli a Manchester.  L'esclusione di domenica nel delicato match contro il Tottenham è destinata a lasciare il segno. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? L'atteggiamento svogliato di Balotelli nella settimana di preparazione all'incontro con gli spurs.

È sempre più solo Super Mario nella glaciale Manchester: se i rapporti con il suo mentore Mancini sono ai minimi storici, la nuova dirigenza "catalana" —  in primis il ds Begiristain — si è schierata dalla parte del tecnico di Jesi. Tolleranza zero nei confronti delle bizze di Balotelli dalle parti del Carrington Training Centre: questo è trapelato dalla tavola rotonda dei vertici citizens.

Genio e sregolatezza: ormai conosciamo il nostro "pollo", ma alle proverbiali Balotellate il fuoriclasse quest'anno non ha saputo abbinare i suoi colpi di classe, dal momento che il numero 45 degli sky blues è ancora a secco nella classifica dei marcatori di Premier League. Il bottino di Super Mario è desolante: un gol —peraltro ininfluente - contro l'Aston Villa in Capital One Cup e un penalty trasformato nella sfida dell'Etihad Stadium contro il Dortmund. Poi tante incomprensioni con Mancini, sfociate nel "vaffa" seguito alla sostituzione nel match di Premier contro il West Ham, dove Mario si divorò il classico gol "più difficile da sbagliare che da buttare dentro".

Se la pazienza del Mancio è ormai agli sgoccioli, c'è un club italiano che accoglierebbe a braccia aperte il campione bresciano: il Milan nel vortice della peggior crisi dai tempi delle retrocessioni in Serie B degli anni Ottanta. Un club cui un fuoriclasse "attira-abbonamenti" servirebbe come il pane. D'altronde Super Mario è un vecchio pallino di Adriano Galliani; lo stesso calciatore non ha mai nascosto la sua fede rossonera. Con la mediazione del Deus ex Machina Mino Raiola l'affare si potrebbe concretizzare già per gennaio: il City sarebbe più che disposto a trattare.

La vittoria di rimonta con il Tottenham ha regalato una settimana tranquilla a Mancini, dopo la tempesta seguita alla (quasi) eliminazione in Champions; il successo "tattico" maturato contro il catenacciaro Villas Boas non ha però sottratto il tecnico italiano al fuoco incrociato della stampa d'oltremanica, che ormai ritiene inadeguato Mancini, incapace di disegnare un copione credibile di gioco per i citizens. L'accusa principale: aver fallito il mercato estivo, senza trovare valide alternative ai suoi obiettivi principali — e sbandierati ai quattro venti -, ovvero Robin Van Persie e Daniele De Rossi. Se il bomber olandese è ormai pedina inamovibile nello scacchiere di Sir Alex, un De Rossi sempre più ai ferri corti con Zeman potrebbe lasciare Roma destinazione Manchester. E con un Mattia Destro ormai alla stregua di un rincalzo restano solo da comporre i pezzi del puzzle: un clamoroso scambio di mercato sull'asse Roma-Manchester (City) tra Balotelli e De Rossi.

di Paolo PEGORARO (twitter: @PaoloPego82)

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