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Burak Yilmaz, il rimpianto della Lazio che sembra Trezeguet

Guus Hiddink, oggi allenatore e vicepresidente dell'Anzhi Machackla, quando era commissario tecnico della Nazionale turca lo aveva definito il "prototipo del calciatore moderno"; Vladimir Petkovic, attuale tecnico della Lazio, ma che ha avuto modo di ammirarlo da vicino nei suoi sei mesi in Turchia, da allenatore del Samsunspor, in lui vede caratteristiche "alla Cavani". Stiamo parlando di Burak Yilmaz, attaccante turco classe 1985 che, grazie ai suoi gol, ha trascinato il Galatasaray agli ottavi di finale di Champions League.

LA LAZIO LO AVEVA ACQUISTATO… - Sicuramente i tifosi della Lazio lo ricorderanno bene. Quest'estate, Yilmaz era stato a lungo al centro di una trattativa che avrebbe potuto portarlo in Italia tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. Sembrava già tutto messo nero su bianco, tutto concordato, tant'è che lo stesso giocatore avrebbe poi dichiarato che in quei giorni si era ormai convinto di lasciare la Turchia. Poi il dietrofront, proprio mentre Lotito si stava preparando a sborsare i 7 milioni di euro richiesti dal Trabzonsopor: troppa la nostalgia di casa per Burak, che all'ultimo non se l'era sentita di lasciare la Turchia perché troppo legato alla famiglia e agli amici.

LE MOVENZE DI TREZEGUET - Il problema, per la Lazio, è che su Yilmaz ci aveva visto giusto. Burak è forte, ma forte vero. Fa gol in tutti i modi, e — sebbene il suo piede preferito sia il destro — l'attaccante del Galatasaray sa calciare, e bene, anche con il sinistro. E' forte di testa ed è veloce, sa dettare il passaggio in profondità, è dotato di una discreta tecnica e ha un grande fiuto per il gol. Nelle movenze ricorda terribilmente Trezeguet; dell'attaccante franco-argentino ex Juventus porta anche il numero sulla schiena: il 17. E' un centravanti puro, che può far reparto da solo, ma anche giocare al fianco di un altro attaccante: nella testa di Petkovic c'era infatti l'idea di affiancarlo a Klose.

UN GOL A PARTITA - Calcisticamente, Yilmaz si forma nelle giovanili dell'Antalyaspor, con cui esplode nella stagione 2005-2006 contribuendo alla promozione della squadra nel massimo campionato turco. Poi Burak inizia il suo lungo peregrinare, sempre in Turchia: veste la maglia del Manisaspor e dell'Eskisehirspor, e soprattutto quelle del Besiktas, del Fenerbahçe e del Trabzonspor, squadra con cui si consacra definitivamente realizzando in due stagioni la bellezza di 58 gol in 93 partite, 55 solo in campionato di cui 33 nell'ultima stagione dove viaggia alla media di un gol a partita.

TUTTE LE FAB FOUR DI TURCHIA - Nel 2011-2012 vince il trofeo di capocannoniere del torneo, e con 33 gol in un anno stabilisce anche un nuovo primato per il Trabzonspor. Per la seconda volta consecutiva è suo anche il titolo di 'miglior giocatore del campionato': l'attenzione su di lui delle grandi d'Europa aumenta. La Lazio lo strappa alla concorrenza, ma poi la sua volontà è quella di restare in Turchia. Il Galatasaray di Terim e Felipe Melo ne approfitta e lo ingaggia per 5 milioni di euro facendo di lui il secondo calciatore della storia dopo Sergen Yalçın ad aver vestito tutte e quattro le maglie delle più importanti squadre della Turchia. Dopo i fallimenti del passato (Besiktas e Fenerbahçe soprattutto), Yilmaz non sbaglia più e con il Galatasaray, con cui ha firmato un contratto da 2.3 milioni di euro a stagione, continua a segnare: fin qui 8 centri in campionato (su 12 presenze) e soprattutto 6 gol (in 6 partite) in Champions League. Burak Yilmaz è ormai diventato grande; e la Lazio, che ci aveva visto giusto, si mangia le mani.

di Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)

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