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Daniel Alves, attento: Montoya mette la freccia

"Voglio essere il nuovo Dani Alves": così parò Martin Montoya nello scorso novembre. Peccato che per diventare il nuovo Dani Alves bisogna anche rubargli il posto. Cosa che, ne siamo abbastanza certi, potrebbe avvenire nel prossimo futuro. No, aspettate a darci dei pazzi. Chiunque conosca la storia di questo ragazzo è convinto di una cosa: “Prima o poi sarà lui il titolare del Barcellona, prima o poi sarà lui il terzino destro più forte del mondo”.

Martín Montoya Torralbo nasce a Gavà il 14 aprile del 1991 e all’età di 8 anni entra a far parte della famosissima “Masia” del Barcellona. Da lì in poi fa tutta la trafila, con il numero 2 sulle sue spalle: trattasi infatti di un terzino destro molto dotato. Ha corsa, un gran bel piede destro, e soprattutto spinge con costanza ogni volta che spazi e schemi blaugrana glielo permettono. Con un occhio anche alla fase difensiva, una manna per gli allenatori, che stravedono per lui.

Chiedere, per esempio, a Luis Enrique: il Barcellona B nella stagione 2009-10 torna in seconda divisione dopo 11 anni di assenza e quell’anno Montoya mette insieme la bellezza di 22 presenze. Martin fila via come una moto largo a destra, ci vuole poco perché gli occhi degli assistenti di Guardiola si posino su di lui: la prima partita in prima squadra, addirittura da titolare, arriva già il 19 agosto del 2009, in occasione del Trofeo Joan Gamper contro il Manchester City. Una scelta che sa già di investitura, anche se per la prima maglia blaugrana ufficiale bisognerà attendere l’11 febbraio 2011: 5 minuti finali al posto di Adriano nel 3-0 al Maiorca. Due presenze (ne arriva un’altra contro la Real Sociedad, il 30 aprile del 2011), ma poi è ancora Barça B, dove arriva una stagione da 30 presenze e una sola sostituzione, per infortunio muscolare.

Luis Enrique prende il volo, in direzione Roma: durerà poco, ma comunque l’allenatore catalano un tentativo di portarlo in giallorosso lo fa. Gli scade il contratto nel giugno del 2012, in prima squadra non può trovare molto spazio, viste le prestazioni super di Dani Alves. Anche il Valencia lo vuole, ed è disposto a versare i 3 milioni di euro richiesti dalla sua clausola; si parla anche di Siviglia e Bayern Monaco e dell’eventualità di andare in prestito, alla Bojan per intenderci. Martin ci pensa un po’, ma tiene duro e rinnova per due anni. Lui è uno della Masia, è determinato e vuole la sua chance in prima squadra; sta con Eusebio Sacristan, erede di Luis Enrique al Barça B e aspetta fiducioso. Arriveranno 7 partite nella Liga, 2 in Copa del Rey e l’esordio in Champions League, contro il Bate Borisov,  gara in cui riesce anche a segnare un gol (quello del 2-0 al 60’); e in più una presenza costante agli allenamenti e nelle convocazioni della prima squadra. Non male per un 21enne.

Al Barça si fatica, come ovvio che sia. Nessuno ti regala nulla nella vita, neppure se sei un canterano. La carriera di Montoya parallela fila via senza intoppi: parliamo di quella con la nazionale spagnola Under21. Luis Milla gli dà in dono la fascia destra, lui la gestisce al meglio, sino alla finale europea del 2011. C’è anche lui e ha la maglia da titolare quando la Spagna U21 si laurea campione d’Europa battendo 2-0 la Svizzera nella finale di Aarhus. Montoya risulta uno dei migliori giocatori del torneo e come premio riceve anche la sua prima convocazione nella nazionale di Vicente Del Bosque, che di lì a poco affrontava Cile e Liechtestein. Non giocherà, ma il sorriso è di quelli a 32 denti.

Montoya è in rampa di lancio, la sua carriera sta per prendere il volo e anche la sua valutazione di mercato, che da 3 sale piano piano sino 8 milioni di euro: c’è solo un piccolo problema e si chiama Daniel Alves, solo uno dei migliori terzini destri del mondo, ed è un classe 1983, dunque non prontissimo alla rottamazione. Ciononostante con Tito Vilanova al timone in questo inizio di stagione i minuti diventano sempre di più, le occasioni di mettersi in mostra più frequenti. Ormai è deciso: anche il Barcellona vuole puntare su di lui. 8 presenze in campionato (già un piccolo record per lui, con la perla della traversa contro il Real Madrid, poteva essere il 3-2), 2 in Champions, 3 in Copa del Rey. Che diventeranno 4 con la gara di stasera, visto che Tito, o meglio il vice Roura (il mister è a New York per degli esami), ha deciso di lasciare a riposo alcuni dei titolarissimi.

"Sono molto contento del mio primo anno in prima squadra, mi aspettavo di giocare qualche partita ma non così tanto. Dani Alves è il miglior esterno del mondo ed io spero di apprendere molto da lui per poter prendere un giorno il suo posto". Rispetto e determinazione, oltre che una spinta non da tutti. Caro Dani Alves, sei avvertito.

di Davide BIGHIANI (@davidebig10)

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