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Jelavic, un affare low cost

Grandi attaccanti. Merce rara, una razza in via d’estinzione. Lo sanno bene gli operatori di mercato che, con portafogli dalle disponibilità limitate, sono alla ricerca in questa nuova sessione di mercato dell’affare per poter svoltare la stagione. Ecco perché oggi, nella rubrica Euroscout, ci occupiamo di un giocatore non esattamente giovanissimo – 27 anni – ma che certamente, visto il periodo “di ricerca e sviluppo” in cui si trovano le principali società italiane, potrebbe rivelarsi un colpo potenzialmente molto interessante.

E per fare tutto ciò ci spostiamo in Inghilterra, precisamente a Liverpool, dove da un anno esatto sulle sponde blu della città – Everton – è arrivato un ragazzo in grado di prendersi molto in fretta i cuori di Goodison Park: Nicika Jelavic.

L’attaccante croato, che da italiani abbiamo già incrociato in Polonia, è un elemento decisamente interessante per una serie di fattori tecnici, di concezione ed interpretazione del ruolo ed economici da non sottovalutare.

LE ORIGINI - Ma partiamo dalle origini. Andando ad analizzare la carriera dell’attaccante croato il primo pensiero che passa per la testa si riassume in una definizione: gavetta. Jelavic non è un predestinato o il classico talento esplosivo che a 15 anni finisce nel taccuino dei grandi club, ma per arrivare dov’è oggi si conquista spazio lavorando sodo in giro per l’Europa. Dopo essere arrivato – non giovanissimo – all’Hadjuk Spalato, Jelavic lascia la Croazia cercando fortuna in Belgio. La sua esperienza nel modesto Zulte non è memorabile e, dopo un solo anno, nell’estate del 2008 decide di accettare l’offerta del Rapid Vienna. Bingo.

L’ESPOSIONE - In Austria Jelavic conosce una maturazione che a livello realizzativo lo porta a siglare 43 gol in 90 partite e, di conseguenza, conquistarsi la chiamata di un club prestigioso come il Glasgow Rangers. Ad Ibrox il 27enne di Čapljina si rivela il gran bomber che aveva lasciato intuire essere nella città di Mozart e mette a segno 36 reti in 55 presenze. La situazione finanziaria dei “protestanti di Glasgow”, però, è di quelle che porterò il club al fallimento e Jelavic, in gennaio, risponde alla chiamata di David Moyes nel primo grande campionato della sua carriera: la Premier League.

LA CONSACRAZIONE - L’impatto è devastante. A 26 anni Jelavic è completamente maturo per affrontare difese ed organizzazioni decisamente più complicate di quelle in Belgio, Austria e Scozia e nonostante l’arrivo in gennaio con il peso di un Everton in crisi di gol e risultati, il croato si esalta. Cinque gol nelle prime cinque partite. Dieci gol in 910 minuti totali. Jelavic risponde con i record – il più veloce giocatore in 100 anni di Everton a raggiungere i 10 gol con i Toffies – ai bisogni di Moyes e si dimostra in grado di segnare tanto alle piccole quanto alle grandi (i tifosi del Manchester United ad esempio ricorderanno bene i suoi gol nel 4-4 dell’Old Trafford che costò una buona fetta di titolo a Sir Alex).

CARATTERISTICHE - Dopo un europeo da titolare nella Croazia di Bilic, Jelavic è tornato a segnare anche in questa stagione (6 reti), ma il suo valore non è limitabile al singolo tabellino marcatori. Nell’impianto di gioco di Moyes infatti, Jelavic rappresenta il prototipo dell’attaccante moderno. Nonostante i suoi 190cm d’altezza che lo rendono uno spauracchio sulle palle aeree in area di rigore, l’attaccante croato non disdegna il sacrificio. Non sorprendetevi nel trovare il suo numero 7 largo sulla fascia per fare spazio agli inserimenti di Marouane Fellaini– non a caso a 8 gol in questa stagione –, così come non sarebbe una novità la sua presenza nei rientri in fase difensiva.

AFFARE - Insomma, nonostante la mole di lavoro svolta e la generosità che gli è valsa da subito il rispetto di Goodison Park, Jelavic mantiene una media gol di tutto rispetto che unita alle caratteristiche appena descritte lo rendono un prodotto molto appetibile al calcio italiano. Il tutto, naturalmente, da unire al prezzo di mercato. Pagato da Moyes lo scorso gennaio una cifra di poco inferiore ai 7 milioni di euro, Jelavic potrebbe liberarsi oggi con un assegno intorno ai 10/12 milioni. Non una follia per un nazionale che, con queste caratteristiche, potrebbe fare la fortuna dello scacchiere tattico di molti. Juventus e Milan in primis.

di Simone ETERNO (Twitter @Simon_Forever)