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London calling: Holtby volta le spalle allo Schalke

"Ho sempre sognato di militare in Premier League, magari in una squadra come l’Arsenal: ma ora sono un giocatore dello Schalke e sono contento di essere qui". Passato e futuro si intrecciano in questa dichiarazione rilasciata a fine ottobre da Lewis Holtby, a cavallo tra la doppia sfida di Champions League e tra i Minatori ed i Gunners: ora sappiamo difatti che il capitano dell’under 21 tedesca, che quest’estate parteciperà all’Europeo di categoria al pari dell’Italia di Devis Mangia, la prossima stagione non vestirà la casacca dello Schalke 04, squadra che nel luglio del 2009 lo prelevò diciottenne dall’Alemania Aachen per poi girarlo in prestito al Bochum e al Mainz prima di richiamarlo alla base, bensì quella del Tottenham, che lo accoglierà a luglio al termine naturale del suo attuale contratto.

Lewis Holtby è un centrocampista offensivo dotato di un sinistro morbido ma potente, bravo negli inserimenti e ancora più bravo ad assistere le punte. Un ragazzo intelligente, che l’anno scorso, chiuso da Raul alle spalle di Klaas-Jan Huntelaar, si era ottimamente “riciclato” mediano al fianco di Jermaine Jones, formando di fatto una delle migliori coppie del campionato tedesco e aiutando la squadra a raggiungere il terzo posto in Bundesliga e i quarti di finale di Europa League. Quest’anno invece, pur riappropriandosi della sua posizione preferita dopo la partenza della stella spagnola, le cose non sono andate altrettanto bene: 3 gol e 5 assist in 17 gare di campionato, oltre a 6 presenze e 3 assist per il primo posto nel Gruppo B di Champions League, non sono di per sé statistiche negative, ma si perdono nella caduta libera vissuta dalla squadra nella seconda metà del girone d’andata. Ancora secondo dopo la dodicesima giornata, cinque gare dopo lo Schalke è solo settimo a -17 dal Bayern, ha cambiato allenatore, ha uno spogliatoio letteralmente esploso, ha perso 4 delle ultime sei partite di Bundesliga (contro Leverkusen, Amburgo, Stoccarda e Friburgo, 2 i pareggi contro Francoforte e Gladbach) ed è stato eliminato dal Mainz agli ottavi di finale di Coppa di Germania. In un panorama del genere, il primo posto in Europa c’entra poco o nulla…

Il clima tutt’altro che positivo l’avrà spinto a non rinnovare, ma ancora di più ha potuto il suo desiderio mai celato di giocare in Inghilterra, patria di suo padre. Si era parlato di Arsenal, la squadra preferita dal ragazzo, dove, oltre ai connazionali Podolski e Mertesacker, avrebbe trovato un tecnico e un ambiente ideale per un giovane di talento; si erano fatte avanti anche Liverpool ed Everton, la squadra del cuore del padre Chris, ex soldato della RAF di stanza in Germania. A strapparlo alla Bundesliga è stato però il Tottenham: considerate le caratteristiche di Holtby, siamo certi che a White Hart Lane c’è chi in lui ha visto l’erede di Luka Modric, passato in estate al Real Madrid per 30 milioni di Euro. In un’operazione del genere, il potenziale guadagno è enorme.

Certo, la notizia di non voler prolungare è fresca e il giocatore non ha mai nascosto il suo desiderio di approdare in Premier League, ma è possibile che in tempi di crisi, credit crunch, spending review e fair play finanziario non vi siano state società italiane pronte a lavorare nell’ombra per l’acquisto a parametro zero (!) del capitano di una delle più forti nazionali under 21 del continente? E poi, com’è possibile che un’importante squadra tedesca come lo Schalke perda senza incassare nulla un giocatore delle sue qualità, in un’esperienza opposta a quella già vissuta col forte centrocampista del Gladbach Roman Neustädter? Forse perché l’aveva pagato “solo” 3 milioni di Euro? Ma non era meglio pensarci prima? Almeno in questo, consolazione da poco, le italiane sono ancora maestre.

di Daniele VERRI