Lavagna Tattica
  • Occhio Mou, l’Atletico ricorda l’Inter del Triplete

    Se avete letto il titolo e vi siete irritati, provate per una volta a portare pazienza e seguire il ragionamento. Quella di questa sera al Calderon è una sfida più che stuzzicante perché mette di fronte due delle formazioni che fanno della fase difensiva un punto di forza. Fatto ormai raro nel calcio in generale, ma ancor più ad altissimo livello. Da un lato il Chelsea di José Mourinho, dall’altro l’Atletico Madrid, squadra sorpresa guidata alla grande da Diego Simeone.

    Proprio dei Colchoneros vogliamo parlare. Per provare a spiegare il segreto del successo del Cholo, per molti versi il

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  • Guardiola dal “falso nueve” ai “falsi terzini”

    Dal "falso nueve" ai "falsi terzini", oppure alla "difesa a due". Chiamatela come volete ma Guardiola ha ideato un'altra diavoleria delle sue, mettendola in pratica nelle ultime due sfide contro Manchester United e Borussia Dortmund.

    L'obiettivo è sempre lo stesso: fare maggior densità a centrocampo, ma questa volta non è il movimento della punta centrale a fare la differenza, bensì quello dei difensori laterali. Lo spostamento di Lahm in mediana nel corso della prima parte della stagione poteva essere letto come un indizio in questo senso ma negli ultimi 180 minuti di calcio Guardiola ha

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  • Pirlo e Verratti possono giocare assieme

    Marco Verratti aveva lanciato l’idea poche ore dopo la splendida prestazione contro il Chelsea. Qualche giorno dopo, Andrea Pirlo ha lasciato intendere che l’ipotesi non gli dispiacerebbe affatto. “Marco può giocare insieme a me, non è per forza un’alternativa”, questa la frase che si è presa i titoloni dei giornali nel weekend. L’idea, in effetti, è tutt’altro da cestinare e può fungere da ideale trait d’union tra l’Italia del Mondiale 2014 e quella del futuro.

    Cesare Prandelli, che nell’amichevole contro la Spagna non ha concesso nemmeno un minuto in campo al talento del PSG, non ne è forse

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  • Il problema che unisce Benitez e Mazzarri

    I due posticipi serali della 31esima giornata di Serie A pongono seri interrogativi. Quello di domenica ha dato l’impressione che avesse ragione Aurelio De Laurentiis quando dichiarava che tra il suo Napoli e la Juventus non esistevano 20 punti di divario prima e non sarebbero rappresentativi nemmeno i 17 attuali. Quello di lunedì, invece, fa dubitare che il progetto di Walter Mazzarri all’Inter potesse essere realmente da Europa che conta, oltre alle ambizioni spuntate qua e là tra tifoseria e critica. Potete crederci o no, ma la spiegazione dei problemi delle due squadre rischia di essere

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  • La Juventus e il fascino discreto del cinismo

    Può sembrare un paradosso, in realtà rischia di non esserlo affatto. La Juventus che sogna di raggiungere quota 100 in campionato, si è scoperta incredibilmente cinica. Quello di Catania è stato il quarto successo per 1-0 nelle ultime cinque partite di Serie A, ma soprattutto l’ottavo stagionale. Nessuno ha vinto un maggior numero di partite con il minimo scarto. Il paradosso dove sta? Nel fatto che la squadra di Antonio Conte sia anche il miglior attacco della Serie A. Non si tratta, però, di una contraddizione in termini, è soltanto la prova che la Vecchia Signora è la più forte del mazzo.

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  • Inter ritrovata, oltre a Hernanes c’è di più

    Dove eravamo rimasti? Parlando dell’Inter, in questo spazio ci eravamo fermati alle gelide analisi successive al tracollo di Torino. Era il 2 febbraio e i nerazzurri sembravano destinati a una crisi inarrestabile. Invece no, le successive sei partite hanno restituito la squadra di Walter Mazzarri al campionato, riproponendola in pianta stabile nella “top five” della classifica grazie a un ruolino di 14 punti in 6 partite. Come è stato possibile tutto questo? Innanzitutto, il tecnico livornese è finalmente emerso come straordinario motivatore e il gruppo che aveva a disposizione ha ritrovato

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  • Seedorf ha davvero cambiato il Milan?

    La risposta giungerà probabilmente questa sera al Calderon, quando il Milan sarà chiamato a rimontare lo svantaggio di un gol sul terreno dell’Atletico Madrid. Qualche indizio, però, è già arrivato. A due mesi esatti dall’esonero di Massimiliano Allegri, Clarence Seedorf si gioca il dentro o fuori in Champions League avendo perso la metà dei match da tecnico (5 su 10, tra tutte le competizioni: 3 in campionato). Ha ereditato i rossoneri undicesimi in classifica dopo il ko di Sassuolo, li ripropone ora decimi. Il quinto posto era distante 10 lunghezze, ora 9. Numeri secondo cui si potrebbe

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  • Si può valutare un calciatore come un titolo azionario?

    Dalle nostre parti, il mercato si sta pian piano facendo strada. All’estero, e in particolar modo in Inghilterra, si tratta di una realtà in piena espansione e capace di richiamare un pubblico che definiremmo di massa. Parliamo dell’analisi statistica applicata al calcio, un fenomeno di cui vi abbiamo già raccontato nella puntata speciale di Lavagna Tattica dedicata all’Opta Forum di Londra. Un tipo di analisi che sfrutta l’incremento del dettaglio statistico per provare a spiegare il gioco più bello al mondo. Una via alla comprensione del calcio destinata a trarre enormi benefici dal lavoro

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  • Cavani, Higuain e Napoli: è sempre dipendenza?

    Qualcosa non torna. Certo, è vero che il progetto del Napoli è ancora in fase embrionale e che l’impatto di Rafa Benitez non deve per forza di cose essere misurato dalla classifica attuale. Non si può nemmeno dimenticare che per un curioso caso del destino gli Azzurri sono stati estromessi prematuramente dalla Champions League e non si può trascurare che i partenopei sono già arrivati in finale di Coppa Italia e sono agli ottavi di Europa League. Partite come quella di Livorno, però, fanno storcere il naso.

    Inutile girarci attorno, qualcosa sta mancando al Napoli. E la sensazione è che le

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  • Roma e il segreto della duttilità

    Partite come quella di sabato sera a Bologna fanno pensare che, se non ci fosse stata la Juventus, questo campionato avrebbe avuto un padrone incontrastato. La Roma di Rudi Garcia, ovvio. Che al Dall’Ara ha vinto anche con un pizzico di fortuna, dimostrando però una volta di più una tremenda risolutezza difensiva. Il bilancio è chiaro. I giallorossi hanno subito soltanto 11 reti in 24 partite, 8 in meno della Juventus prima in classifica.

    Una ricerca ha provato che, in Italia, è davvero ancora valida l’antica regola del calcio secondo cui a vincere i campionati sono le difese. Nel 55% dei

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Lavagna tattica

Il blog che aiuta a orientarsi in questo calcio moderno che ogni giorno si fa sempre più complicato, tra attaccanti mascherati, ali trasformate in terzini e centrocampisti “box-to-box”. Gli approfondimenti tattici sulle partite più importanti del nostro campionato, dei maggiori tornei europei e delle sfide internazionali, per non perdere mai il treno delle innovazioni (positive o fallimentari che siano) degli allenatori del terzo millennio. Dal "tiki-taka" del Barcellona all'aggressività dello Stoke City sulle palle inattive: il calcio è bello perché è vario...