Lavagna Tattica

  • Per i catastrofisti, il progetto di Vincenzo Montella a Firenze poteva dirsi già avviato alla conclusione verso fine 2014. La cessione di Juan Cuadrado al Chelsea sembrava la definitiva rinuncia a una Viola da primissime posizioni e il ko di Parma con cui si era aperto l’anno nuovo non era altro che la conferma di una recessione tecnico-tattica. E, invece, eccoci alle porte della primavera con una Fiorentina rifiorita, in corsa su tutti i fronti. Ottavi di Europa League (contro la Roma), semifinali di Coppa Italia (contro la Juventus) e quinto posto in campionato a -1 dalla Lazio, guarda caso

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  • Poche squadre sono difficili da capire come il Borussia Dortmund 2014-15. Una formazione capace di vincere il proprio girone di Champions League e di toccare l’ultimo posto in Bundesliga. Di impressionare con i tradizionali automatismi di Jurgen Klopp e di terrorizzare i propri tifosi con svarioni difensivi terrificanti. Di scivolare verso il baratro per colpa di un insostenibile numero di infortuni e di rialzarsi con l’avvicinarsi degli ottavi di Champions League, il doppio confront che metterà di fronte i gialloneri alla Juventus di Massimiliano Allegri. Proviamo a capire qualcosa di più dei

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    Forse, questa volta, aveva ragione Maurizio Zamparini. A inizio stagione nessuno gli aveva creduto quando il presidente del Palermo se ne era uscito con un’altra delle sue storiche frasi a effetto: “Iachini è il mio Klopp”. Il tecnico rosanero restava tra i più a rischio in questa stagione di Serie A, dove si è trovato a guidare una neopromossa dalla Serie B. Una squadra ricca di valori, certo. Eppure alle prese con il sempre più difficile salto dalla cadetteria al calcio dei grandi. Un salto che ora non sembra così folle. Il Palermo, dopo 23 giornate e il fantastico 3-1 inflitto al Napoli, è

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    Non è un rivoluzionario, ma da qui a definirlo un reazionario ne passa. Massimiliano Allegri si è preso la Juventus a piccoli passi, evitando di mettere in discussione da subito il 3-5-2 di Antonio Conte e preferendo una via soft per arrivare all’amato 4-3-1-2. E, adesso che stiamo per entrare nel vivo della stagione (in particolar modo pensando alla Champions League), è impossibile non accorgersi di quanto sia cambiata la squadra che domina il nostro campionato da quasi quattro anni. La difesa a tre viene utilizzata soltanto occasionalmente, il possesso palla è diretto e le ripartenze sono

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    Il cambio di marcia non c’è stato. Certo, è indubbio che il ritorno di Roberto Mancini abbia garantito all’Inter un’ondata di emozioni positive. Ma, a circa due mesi dall’addio di Walter Mazzarri, è impossibile non sottolineare come il suo bilancio sia sinora peggiore rispetto a quello del tecnico livornese. Che aveva pur sempre fatto male, conquistandosi l’esonero con 16 punti in 11 partite. Peccato che poi il Mancio non sia andato oltre i 10 conquistati nelle successive 10 giornate. E, allora, come si può rimettere in marcia la barca nerazzurra? Proviamo a capirlo meglio con l’aiuto della

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    Tra dicembre e gennaio, la Roma ha rallentato parecchio. Nelle ultime cinque partite, i giallorossi hanno ottenuto soltanto 7 punti, passando da un distacco minimo dalla Juventus capolista (-1) al massimo stagionale di -7. Una frenata spiegabile soltanto in parte con un calo atletico, anche perché di fatto la squadra di Rudi Garcia è sempre stata in grado di riacciuffare le partite nel finale di gara. Cosa che farebbe pensare a problemi di brillantezza, ma non di fondo. E, soprattutto, ci aiuta a interrogarci su altre ragioni, più strettamente tattiche, come possibili spiegazioni della recente

    Continua »di Tutti i problemi della Roma (oltre al -7 dalla Juve)
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    L’anno scorso, la gestione di Sinisa Mihajlovic alla Sampdoria fu una delle rivelazioni stagionali. Quest’anno, rischia di divenire qualcosa di molto simile a una certezza. Perché i blucerchiati viaggiano a medie impressionanti e hanno chiuso il girone d’andata al terzo posto con 33 punti, record nella storia del club e ruolino sufficiente a restare in corsa per l’obiettivo Champions League (specie se la concorrenza continuerà a viaggiare qualche marcia sotto il dovuto). Qual è il segreto della Samp? Proviamo a vederlo nel dettaglio con l’aiuto della piattaforma Wyscout.

    QUELLO CHE DICONO I

    Continua »di La rivoluzione atipica della Samp di Mihajlovic
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    Avevamo tracciato una prima bozza di analisi del Milan a inizio novembre. L’interrogativo era il seguente: “Inzaghi sta portando il Milan fuori dal tunnel?”. La risposta era soltanto in parte confortante: serviva tempo, ma il progetto non sembrava mirare a un’idea di gioco concreta. La sensazione era che servisse coraggio. E, forse, adesso è il caso di aggiungere qualche elemento alla nostra analisi, con la collaborazione di Wyscout.

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    IL PROBLEMA DEI CALCI PIAZZATI – Sta diventando un tormentone, come già era accaduto ad altre gestioni rossonere. Il Milan,

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    Sarà per lo stile che lo ha sempre tenuto ben lontano dalle polemiche, sarà per la gavetta decennale che lo ha visto crescere anno dopo anno. Stefano Pioli è uno degli allenatori più apprezzati dai colleghi e dagli addetti ai lavori, un tecnico uscito dalla provincia con la forza del bel gioco e della pacatezza, un uomo di campo giunto finalmente a un palcoscenico importante come quello laziale. È anche grazie a lui e al suo calcio di buonsenso che i biancocelesti si presentano al derby da terzi in classifica, con rinnovate ambizioni dopo un’annata piuttosto deludente.

    POCHE COSE, MA FATTE

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    La Supercoppa Italiana disputata nell’insolita cornice di Doha manda in archivio il 2014 calcistico. Una partita decisa da un’interminabile serie ai rigori, dopo che i supplementari si erano chiusi sul 2-2. A vincere è stato il Napoli, ma il verdetto del campo ribadisce che entrambe le formazioni hanno parecchio su cui lavorare. Rileggiamo dunque la storia del secondo trofeo vinto da Rafa Benitez in azzurro attraverso una prospettiva prettamente tattica. 

    L’ANDAMENTO DEL MATCH – Massimiliano Allegri ha schierato il 4-3-2-1 delle ultime settimane, optando per la formazione titolare e dunque

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    È arrivato senza il sostegno della tifoseria e cercando di conservare il più a lungo possibile quanto di buono fatto dal suo predecessore. Ma, alla fine, Massimiliano Allegri ha dato la sua sterzata alla Juventus. Prima dal punto di vista concettuale (meno pressing e frenesia, più gestione ragionata del possesso e ricerca degli spazi in ripartenza), poi da quello strutturale. Il 3-5-2 dell’era Conte è stato ormai definitivamente abbandonato (fatta eccezione per lo 0-0 di Firenze) in favore di un 4-3-2-1 che costituisce un elemento di notevole interesse. Per l’evoluzione della Juventus, ma

    Continua »di Allegri, la difesa a 4 e i nodi irrisolti della Juve
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    I motivi di inquietudine non possono essere sottovalutati in vista di una partita importante come quella di stasera. La Juventus, uscita parecchio scottata dallo scontro del Calderòn, troverà un Atletico Madrid sicuro della qualificazione, ma non ancora del primo posto nel raggruppamento. Una delle squadre più difficili da affrontare nell'intero panorama europeo. Perché, sebbene non goda di una qualità media elevata e di individualità alla Cristiano Ronaldo, ha un'organizzazione di gioco in grado di fare la differenza in ogni circostanza. Per DIego Simeone non è stato affatto facile

    Continua »di L’arma impropria dell’Atletico: i calci piazzati
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    Se non ci fosse una Sampdoria così brillante e rumorosa, forse del Genoa si sarebbe parlato maggiormente. È fin troppo facile dirlo ora, adesso che il Grifone ha mandato in archivio la tredicesima giornata di Serie A salendo a quota 23 punti (terzo posto ex aequo con il Napoli) frutto di una serie positiva di otto partite (5 vittorie e 3 pareggi), a tre passi dal record storico di imbattibilità stabilito nel 1948-49. Ma, forse, la realtà è che parlare dei rossoblù non è la più semplice delle operazioni. Per il carattere tutt’altro che estroverso del proprio allenatore. E, soprattutto, per il

    Continua »di Il fascino discreto di Gasperini e del suo Genoa
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    Domenica sera, tra l'entusiasmo generale del pubblico nerazzurro, è ricominciata l'era di Roberto Mancini sulla panchina dell'Inter. Sei anni e mezzo fa, il tecnico jesino lasciava la panchina a José Mourinho con la sensazione di aver costruito un progetto vincente, ma ancora privo di una dimensione europea. Ora, si è ripresentato a San Siro con un'impressione di fondo opposta. Quella di aver trovato poco più di macerie e di avere la necessità immediata di fabbricare calcio ripartendo dai fondamentali. Proprio per questo - e nonostante i tempi prematuri - è interessare capire cosa stia

    Continua »di Il primo bilancio tattico del ritorno di Mancini
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    Un pizzico di delusione non manca. Le aspettative create dall’arrivo di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale sono state in parte tradite dalle ultime uscite contro Azerbaigian, Malta e soprattutto Croazia. È bene sottolineare come forse si sia chiesto un po’ troppo a un movimento calcistico uscito vistosamente ridimensionato dall’ultimo Mondiale, non si può dimenticare come la materia prima a disposizione di Conte non sia di primissimo piano. Ma non si possono nemmeno trascurare alcune ragioni tattiche che pongono interrogativi seri sul futuro azzurro. È bene fermarsi per analizzarli.

    Continua »di Se il 3-3-4 diventa un 5-3-2, Conte deve cambiare
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    Nel nostro calcio, esistono poche operazioni difficili come farsi un’idea stabile del Milan di Filippo Inzaghi. L’entusiasmo derivato dalle goleade di inizio stagione è stato cancellato dalle batoste contro Juventus e Palermo, il tutto senza danneggiare il costante clima di serenità tornato dalle parti di Carnago dopo giorni difficili e senza inficiare un atteggiamento nel complesso piuttosto benevolo da parte della critica. Abbiamo atteso a lungo prima di fissare il punto sulla questione rossonera, che definire intricata sarebbe riduttivo. Nonostante il ritrovato idillio tra i vertici

    Continua »di Inzaghi sta portando il Milan fuori dal tunnel?
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    Attenzione, perché il Napoli ha acceso i fari. Lo ha fatto in una grande occasione contro la Roma, schiantando i giallorossi in quella che è per distacco la miglior prestazione stagionale degli azzurri e un match paragonabile per bellezza al successo di un anno fa sul Borussia Dortmund. In altre parole, trattasi di una delle partite meglio eseguite dell’era Rafa Benitez. Ma come è stato possibile che una squadra di quel livello si sia espressa in sordina sino alla fine di ottobre? E, soprattutto, come è stato possibile che il Napoli sia tornato a fare il Napoli dopo un inizio così disastroso?

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    Lo spunto nasce da una partita già passata alla storia, Roma-Bayern Monaco 1-7. Un match sviscerato da miriadi di prospettive e interpretato nei modi più svariati. Una sfida che ha innegabilmente messo in luce un aspetto spesso trascurato nell’analisi tattica di un match: il pressing. Ovvero la capacità di una squadra di lanciarsi alla caccia del pallone quando ne è in possesso l’avversario. La Roma, la formazione che in Serie A riesce meglio di tutte le altre ad applicare questo dispositivo (sia che si tratti di pressing “alto” sia che si parli di pressing “basso”), è riuscita ad applicarlo

    Continua »di Il flop delle italiane, è anche questione di "pressing"
  • Può suonare paradossale, in realtà non è così. Roma-Bayern Monaco rischia di essere decisiva non tanto per i giallorossi, quanto per i tedeschi. Perché se la squadra di Rudi Garcia dovesse capitolare, le attenuanti non mancherebbero affatto visto il valore degli avversari. Ma se i bavaresi dovessero incappare in una battuta d’arresto all’Olimpico, tornerebbero a palesarsi pesanti punti interrogativi sul lavoro di Pep Guardiola. Assolutamente impeccabile sul fronte interno, eppure ancora alla ricerca della piena legittimazione europea, con la necessità di cancellare dalla memoria il traumatico

    Continua »di Viaggio nel laboratorio tattico di Pep Guardiola
  • Zdenek Zeman è tornato. Per la gioia di chi lo ama e anche per quella di chi lo odia. Per la felicità di chi non vedeva l’ora di ammirare nuovamente il suo 4-3-3 spregiudicato e anche per quella di chi sostiene che non sia altro una macchina da fallimenti applicati al calcio, un intollerabile noncurante della fase difensiva. I primi ti ripeteranno a menadito la rosa dei bomber lanciati nella storia del nostro calcio e le infinite plusvalenze fatte registrare al presidente di turno, la salvezza a Foggia con una squadra sventrata in estate e reimpostata su un gruppo quasi in toto proveniente

    Continua »di Il Cagliari diventerà mai terra di Zemanlandia?