Lavagna Tattica

Ancora Barcellona, il Milan contro la perfezione catalana

Per il secondo anno consecutivo sarà ancora Milan-Barcellona in Champions League. Nella passata stagione furono quattro i confronti tra rossoneri e catalani, due nel Girone di qualificazione e la doppia sfida dei quarti di finale. Un match che è ormai diventato un classico d’Europa…

IL MODULO (4-3-3) – In Catalogna non si conosce altro modo di giocare, non esiste un’alternativa. È il marchio del Barcellona, un modulo che negli ultimi cinque anni ha raggiunto la perfezione, interpretato in modo magistrale e unico da campioni del calibro di Xavi, Iniesta, Messi, da giocatori mobili come Mascherano e da laterali veloci come Pedro o Sanchez (utilizzato meno dal nuovo mister). Il Barcellona è una macchina perfetta e spietata. Possesso palla senza eguali, i migliori (tanto per cambiare) nella fase a gironi. Un possesso particolarissimo con continui tocchi in verticale, in orizzontale con rapidi inserimenti da parte di ogni elemento. I giocatori del Barcellona si avvicinano, ristringono il campo d’azione aggredendo e ingabbiando l’avversario in modo continuo e martellante, con una serie di costruzioni “a triangolo” che permettono ai catalani di trovare sempre una via d’uscita. Da Guardiola a Vilanova la storia non è cambiata. Con il nuovo corso i catalani sembrano aver scoperto il tiro dalla distanza, cosa  quasi sconosciuta negli anni trionfali di Pep. Un’arma in più che ha portato giocatori “insospettabili” diventare veri e propri goleador (pensiamo ad Adriano). In difesa i problemi maggiori anche se i recuperi ormai completi di Piqué e Puyol hanno riportato la situazione alla normalità. Resta comunque la linea di difesa, molte volte colpita sulle ripartenze avversarie, il vero punto debole della corazzata catalana. Basta rivedere il gol di Falcao nell’ultima sfida contro l’Atlético Madrid.

ATTEGGIAMENTO (attacco e possesso palla) – Raramente il Barcellona si modella, cambia atteggiamento in base all’avversario. È successo, in parte, in qualche occasione con il Real Madrid. Sono i catalani a fare il gioco e dettare i tempi. Sono i catalani a costringere l’avversario a ripiegare e magari puntare alla marcatura stretta sulla trequarti, vera e propria trappola da evitare. Il Barça va colpito in velocità, mantenendo un livello altissimo, quasi insopportabile, di attenzione per tutti e novanta i minuti. Irraggiungibile il possesso palla dei catalani, i migliori in questa specialità con una precisione d’azione quasi chirurgica. Pensate che Xavi, Iniesta e compagni sono stati in grado, anche in questa edizione di Champions, di completare qualcosa come 4334 passaggi su 5078 con una media record dell’85%. Staccato, tanto per farsi una idea, il Bayern Monaco. I tedeschi sono i secondi in questa speciale classifica con 3815 passaggi tentati e il 79% completati. Incredibile anche la media conclusioni con 61 tiri nello specchio (secondi solo al Real Madrid, 74) e solo 39 fuori dalla porta avversaria. Il Barcellona può colpire in qualsiasi momento, a te (Milan) il compito di fare male nelle pochissime occasioni a favore. Non esiste casa o trasferta per il Barça anche se inevitabilmente il clima del Camp Nou resta inimitabile e vera e propria fonte di energia. Le poche rimonte della storia del Barcellona si sono completate quasi sempre al Camp Nou. Dettaglio non di poco conto la trasferta rossonera nella gara di ritorno.

LA STELLA (Leo Messi) – Record e magie a parte, tutto continua a ruotare attorno all’argentino. Molti reputano sbagliata l’affermazione “Il Barça è Leo Messi” e in parte è vero. La Pulce è il punto d’arrivo, il termine quasi unico di una macchina praticamente perfetta e ormai collaudata. Messi non è il Barça ma il Barça sembra proprio essere Messi. Tutti giocano a servizio di Leo. Leo, aiutato anche da anni ed esperienza, comincia a essere il metronomo di questa squadra. E se volete una conferma, rivolgetevi a David Villa. Rispetto alle passate edizioni, Messi ha corso molto meno in Europa. In confronto al rivale madridista Cristiano Ronaldo (60405 m coperti) Leo ha percorso “solo” 44000 metri nella fase a gironi. Venti chilometri in meno, la metà addirittura di alcuni giocatori ma con un finale realizzativo comunque devastante: cinque gol in sei partite. Uno in meno di CR7. Una conferma in più di quanto scritto fino adesso.

L'UOMO IN PIU' (occhio ai tiratori) – Sì, va rivista l’idea del Barcellona concentrato esclusivamente ad azioni infinite e con un solo obiettivo: “entrare” nella porta avversaria. Una delle poche novità del Barça di mister Vilanova è proprio questa: il tiro da fuori area. I catalani cercano infatti con maggior insistenza anche il gol dalla distanza. Una carta in più che contro il Milan potrebbe rivelarsi importante anche se la fragilità della squadra rossonera sui calci piazzati lascia pensare a una maggior spinta offensiva da parte di uomini area come Piqué e Puyol. Per farsi un’idea, nella fase a gironi, il Milan ha cercato il gol dalla distanza solo otto volte in più del Barça. Attenzione quindi, i catalani non sono solo inserimenti improvvisi e conclusioni ravvicinate. Da non sottovalutare infine la vena realizzativa di Adriano, il difensore goleador con 5 reti in 11 partite.

IL TECNICO (Tito Vilanova) – E’ un Barcellona ancora una volta ferito, colpito al cuore quello che affronterà il Milan. Difficile prevedere il futuro della panchina catalana dopo la notizia della malattia di Tito Vilanova. L’allenatore dovrà infatti lottare ancora contro il cancro. Il presidente Rosell ha confermato Vilanova alla guida del Barça e nelle prossime settimane, sicuramente nel prossimo turno di Liga contro il Valladolid, sarà quindi Jordi Roura, assistente di Tito, a guidare il gruppo.

LA CURIOSITA' (Bojan ritrova il Barcellona) - Per la terza volta dunque negli ultimi cinque sorteggi nella massima competizione europea, i rossoneri pescano il Barcellona. Un confronto ormai classico in Champions League. L'ultimo confronto risale infatti ai quarti di finale della scorsa edizione della Champions League. L'andata a San Siro terminò 0-0. Successo del Barcellona invece nella gara di ritorno, per 3-1. Uno dei più bei ricordi per i rossoneri è sicuramente la finale 1993/94. La sfida di Atene si concluse con un netto successo del Milan per 4-0, con doppietta di Massaro e reti di Savicevic e Desailly. Ma erano altri tempi. Decisamente. Precedenti a parte, sarà una partita particolare per Bojan Krkic. L’attaccante classe 1990 è infatti cresciuto nell’ormai leggendaria cantera catalana per poi esordire nella Liga spagnola il 16 settembre 2007 contro l’Osasuna, schierato da Frank Rijkaard. Una stagione da record per Bojan che il 22 settembre, contro il Lione, diventa il più giovane esordiente nella storia della Champions League (17 anni e 25 giorni). Bojan è anche uno dei pochi ad aver battuto Leo Messi con il gol al Villarreal datato 20 ottobre, il gol più giovane della Liga spagnola con 17 anni e 2 mesi. Record che apparteneva proprio al compagno di squadra Leo Messi.

di Andrea PRETE