Lavagna Tattica

Inter e Fiorentina lo sanno, da fermo è meglio

Si parla tanto di moduli, numeri e scelte sbagliate di formazione. Poco, pochissimo, di uno dei fattori tattici che più incide nelle sfide di altissimo livello. Ci riferiamo alle situazioni su gioco da fermo, i calci piazzati che vengono sempre più sfruttati dai tecnici italiani. Non un fattore trascurabile, basta pensare che a lanciare gli Azzurri verso il trionfo Mondiale del 2006 furono i corner spesso e volentieri decisivi. Ma chi sfrutta maggiormente i calci piazzati nella nostra Serie A? Ovviamente Vincenzo Montella e la Fiorentina, seguito a ruota da un altro prodotto tecnico del vivaio giallorosso, Andrea Stramaccioni.

LA PERLA DI GUARIN — Il weekend della 16esima giornata ha portato con sé altri due gol su calcio piazzato per Fiorentina e Inter, due autentiche perle tattiche. A far discutere molto è stato lo schema perfetto dei nerazzurri contro il Napoli, il gol segnato da Guarin che dopo soli 8' ha sbloccato la partita di San Siro. Un'esecuzione da analizzare attentamente. Cassano va a battere il corner dalla sinistra e, apparentemente, in area si crea una situazione standard. Con i partenopei che difendono a uomo, Stramaccioni manda avanti i tre centrali difensivi (Juan Jesus, Ranocchia e Cambiasso) in aggiunta a Milito. Al centro dell'area si crea una situazione di quattro contro quattro, con alcuni accorgimenti. Mazzarri mette Behrami sul primo palo e Cavani da jolly, pronto a lanciarsi sulla traiettoria del pallone. E Stramaccioni risponde con tre mosse vincenti. Fa affiancare Pereira a Cassano ottenendo due risultati: dare una possibilità in più a FantAntonio — che oltre a battere direttamente in area può appoggiare sull'uruguaiano, un mancino che può calciare con una traiettoria a uscire — e distrarre anche Hamsik, che esce dall'area e va in marcatura su Pereira stesso. Importante almeno quanto la presenza tra area piccola e limite di Nagatomo e Gargano, due piccoli e veloci che si staccano leggermente dal gruppone in mezzo (il quattro contro quattro di cui sopra) attraendo Inler e Maggio in marcatura. A palla ferma sembra tutto normale. Appena Cassano calcia succede il finimondo. Perché Nagatomo e Gargano corrono verso la propria porta e spostano Inler e Maggio, mentre i quattro al centro scappano tutti verso la direzione da cui parte il corner e liberano lo spazio al centro dell'area. Uno spazio che viene colmato da chi? Da Guarin, l'uomo che a palla ferma era staccato dietro, il classico giocatore che si lascia dietro per tamponare un eventuale contropiede della squadra in difesa. Il colombiano arriva, Cavani capisce solo tardivamente dove andrà a mettere il pallone Cassano e lo facilita. Con la palla che, inesorabilmente, finisce dentro. Uno schema tanto perfetto quanto complesso, basta pensare che ha coinvolto ben 9 giocatori in fase offensiva.

L'OPPORTUNISMO DI RONCAGLIA — Sabato sera, invece, era stato il turno della Fiorentina di mettersi in mostra sul classico calcio piazzato in occasione del pareggio momentaneo di Roncaglia contro la Roma. La situazione, qui, è diametralmente opposta perché di fronte c'è una squadra che difende a zona come quella di Zeman. Punizione dalla destra di Borja Valero, Montella manda volutamente avanti alla linea a sei giallorossa tre giocatori, lasciati intenzionalmente in fuorigioco (Aquilani, Savic e Toni). Appena calcia lo spagnolo, però, Savic e Toni scappano verso la propria porta, esattamente come i sei romanisti che cercano di mettere in furigioco l'uomo che riceverà il calcio piazzato. Contemporaneamente, invece, partono da dietro Roncaglia largo a destra e Gonzalo Rodriguez largo a sinistra, con Aquilani che galleggia tra i movimenti opposti dei compagni in un'azione di disturbo (per guardalinee e difesa avversaria). Ecco fatto. Borja Valero pennella sul secondo palo per Rodriguez, che stoppa e si porta in avanti rimettendo in gioco tutti i compagni. Poi, comodamente, sceglie il più libero di tutti, guarda caso Roncaglia sul lato opposto, ed è gol. Un altro schema magistrale. Ma, come in occasione del gol di Guarin, c'è anche un errore in fase difensiva. E, qui, è l'idea stessa di poter difendere  a zona in questa situazione ad essere sbagliata, perché con le regole attuali diventa un azzardo vero e proprio.

STRAMA E MONTELLA, DUE MAESTRI — Due giovani tecnici promettenti si vedono anche da questo, dalle idee nuove che riescono a proporre in un calcio difficile e poco aperto alla diversità come il nostro. Stramaccioni e Montella, che si sono frequentati spesso sui campi di Trigoria quando lavoravano nel settore giovanile romanista, condividono molte idee tattiche. E, una di queste, è la convinzione che dallo sfruttamento massimo delle palle ferme possano arrivare benefici decisivi nelle sorti di un campionato. Il ragionamento è semplice: se a fare la differenza ad alto livello sono i dettagli, corner e punizioni sono le situazioni sulle quali si può lavorare maggiormente. Stramaccioni è un autentico fissato del genere che, in questa stagione, ha portato a casa già quattro gol su situazioni di schema da calcio da fermo. Oltre al gol di Guarin di domenica sera si registrano anche la rete di Ranocchia a Bologna e quella decisiva di Samuel nel derby (entrambe sul punteggio di 0-0), mentre è bene ricordare che il rigore del pareggio di Torino contro la Juventus nasce da una punizione sfruttata con un altro schema tipico del tecnico romano. Montella è addirittura a 9 gol prodotti da corner o calci di punizione. Fondamentale Borja Valero, che ha calciato ben 6 calci piazzati risultati vincenti (in alternativa c'è il mancino Pasqual, a quota 2), ma anche il lavoro dell'altro ex Villarreal Gonzalo Rodriguez, autore di tre gol e un assist. Attenzione, però, perché se per Stramaccioni è tutta farina del suo sacco, Montella ha un aiutino non male. Tale Gianni Vio, preparatore delle palle inattive che il tecnico viola ha portato con sé dopo l'esperienza di Catania, lì dove Vio lavorava con successo sin dai tempi di Walter Zenga. Il mago dei calci piazzati è lui, figura unica in tutta la Serie A e autentico genio dell'ambito. Un mondo tattico ancora da pionieri, ma, per alcuni, già esplorato. Basta pensare che il collaboratore di Montella ha scritto due libri sull'argomento, intitolati rispettivamente "Più 30 percento" e "Palla inattiva: un attaccante da 15 reti". Ora è già a quota 9, ma c'è ancora molto da giocare…

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Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)