Lavagna Tattica

Juve, c’è il Celtic: sorridi, ma non troppo

Sorride la Juventus. E ne ha ben donde. Poteva andare decisamente peggio ai bianconeri, con un Real Madrid autentico spauracchio della seconda fascia. Così non è stato e per gli uomini di Antonio Conte si prospetta un ottavo decisamente abbordabile. Detto questo, però, il Celtic non è un avversario da sottovalutare. Anzi. In questa stagione gli scozzesi sono stati in grado di battere il Barcellona in casa e farlo tremare anche al Camp Nou, quando soltanto un gol di Jordi Alba al 94’ ruppe la strenua resistenza del muro scozzese. Ecco, probabilmente la buona organizzazione difensiva – insieme alla risaputa difficoltà degli attaccanti della Juventus di andare in gol – potrebbero rappresentare il fattore di maggiore attenzione su cui dovrà concentrarsi Antonio Conte.

IL MODULO (4-4-2) – Ma partiamo analizzando gli scozzesi e facciamolo dal modulo. Squadra scozzese, squadra tosta, squadra grintosa, squadra corsa e cuore. Questi gli stereotipi per il calcio alle latitudini di Glasgow ed Edimburgo. Questa, di fatto, la realtà delle cose. Il Celtic è tutto tranne che una compagine sorprendente o fantasiosa. In 6 scontri di Champions League Lennon non ha mai cambiato il suo modulo, affidandosi costantemente a un 4-4-2 classico che, guarda caso, si è addirittura trasformato in 4-5-1 proprio nella trasferta di Barcellona.

L’ATTEGGIAMENTO (difesa e contropiede) – Intuibile da questo tipo di modulo capire l’atteggiamento che l’ex centrocampista nordirlandese dei biancoverdi di Glasgow ha voluto infondere ai suoi: solidità, grinta e ripartenze. In tre parole: prima non prenderle. Attenzione però perché troppo spesso viene dimenticato che difendersi, al pari di attaccare, è un’arte (forse ancor di più difficile attuazione) e gli scozzesi da questo punto di vista hanno dimostrato di essere tosti. Prendete le due partite contro il Barcellona ad esempio. I catalani hanno stara-dominato naturalmente dal punto di vista del gioco, del possesso palla e delle conclusioni. Il dato di fatto, però, alla fine, è che il Celtic è uscito con una mezza impresa dal Camp Nou e con 3 punti qualificazione dal Celtic Park. Non può essere un caso. E la Juventus, da questo punto di vista, dovrà prendere in considerazione questa statistica (Opta): nelle due sfide contro il Barcellona – che continuiamo a prendere ad esempio perché presumibilmente molto simili tatticamente a quelle cui si troverà davanti la Juventus – il Celtic è riuscito a convertire in gol ben 3 dei totali 4 tiri in porta fatti in 180 minuti. Insomma, una statistica da cecchini. Di contro, i numeri della Juventus dicono che i bianconeri sono tra i principali creatori di occasioni da rete ma la scarsa vena degli attaccanti di Conte è ormai risaputa. Questa, presumibilmente, sarà la chiave di svolta del doppio incontro.

LA STELLA (Giorgios Samaras) – Trovare fenomeni nel coriaceo Celtic di Lennon è pressoché impossibile. La stella della squadra è quindi ancora quel Giorgios Samaras che a 27 anni, dopo averne passati 6 in biancoverde, si è guadagnato l’affetto del pubblico e i gradi di vice-capitano. Il greco non è certamente un cannoniere o un uomo che può fare la differenza (non va in doppia cifra ormai da 3 anni), ma è dotato di un’assoluta tecnica di base che permette spesso al Celtic di salire quando è in difficoltà.

L’UOMO IN PIU’ (Il Celtic Park) – Sembra banale dirlo, forse un po’ retorico, ma l’autentico uomo in più per gli uomini di Neil Lennol è (e sarà) il pubblico del Celtic Park. I 60.832 tifosi scozzesi che attenderanno la Juventus il 12 di febbraio saranno pronti a riservare un’accoglienza simile a quella del video (qui sotto) anche agli uomini di Conte che, nel confronto d’andata – autentico spartiacque della qualificazione per gli scozzesi – dovranno stare attenti anche a questo aspetto.

IL TECNICO (Neil Lennon) – Neil Lennon, il tecnico del Celtic, lo sa, avendo passato in mezzo al campo degli Hoops 7 anni della sua carriera da calciatore. L’ex centrocampista nordirlandese e capitano della sua nazionale, ha preso il Celtic nel 2010 e alla prima esperienza da allenatore l’ha condotto a una risalita culminata con il titolo di campione di Scozia arrivato la scorsa stagione. Sarà un bel confronto anche quello con Antonio Conte. Entrambi i tecnici sono infatti caratteri caldissimi: dopo pochi mesi sulla panchina dei Celts Lennon si prese 4 giornate di squalifica per “condotta non appropriata” e, più tardi, altri 4 turni dopo una lite con l’assistente dei Rangers in un Old Firm di coppa di Scozia (poi vinta).

CURIOSITA’ (Juve, ricordi il Milan?)– Infine, ecco un paio di curiosità. L’ultima volta che gli scozzesi hanno incontrato un’italiana in uno scontro diretto della Champions League (Milan, 2007), quella ha poi vinto il trofeo. La Juventus non ci pensa e continua a incrociare le dita, anche perché il destino ha già evitato una coincidenza che avrebbe avuto dell’incredibile: pensate se capitan Del Piero avesse scelto Glasgow (ad un certo punto vicinissima) anziché Sidney…

di Simone ETERNO (Twitter @Simon_Forever)