Lavagna Tattica

La nuova Italia nasce oggi

È soltanto un'amichevole, quel genere di test che la nostra Nazionale ama prendere sottogamba e considerare della stessa importanza di una partitella in famiglia giocata il giovedì pomeriggio. Ma Italia-Francia è anche di più. La rivalità con l'avversario che non si può trascurare incide. Almeno quanto non è trascurabile la sensazione che la Nazionale del futuro nascerà proprio al Tardini. La squadra di Verratti, El Shaarawy e Balotelli. La nuova ossatura sulla quale costruire il Mondiale del 2014 e tutto ciò che verrà dopo.

LA VECCHIA GUARDIA SI SACRIFICA - Questa volta non è come il 14 agosto a Berna, quando Cesare Prandelli sperimentò gettando nella mischia una sorta di Under 21 promossa per la sfida contro l'Inghilterra. Il ct mischierà le carte ma in modo razionale, cercando una soluzione che possa rappresentare un compromesso tattico, una formazione credibile anche per qualcosa di più di un'amichevole. Dal gruppo dell'Europeo alla linea verde, si arriva così al mix potenzialmente ideale. Prandelli è stato molto chiaro al momento di annunciare la formazione iniziale. L'obiettivo è quello di inserire forze fresche - i titolari dell'avvenire - e il modo migliore per farlo è quello di proporli nel loro ruolo abituale, chiedendo semmai qualche sforzo alla vecchia guardia. C'è chi resta in panchina per fare gruppo (Buffon e Pirlo) e chi si adatta tatticamente (Chiellini, Barzagli e Maggio che tornano in una difesa a quattro e Montolivo che ritorna in una mediana a tre).

SPENSIERATEZZA E QUALITA' - La miglior posizione in campo possibile per Verratti ed El Shaarawy porta così all'inevitabile cambio di modulo, un passaggio dal 4-3-1-2 al 4-3-3. Una scelta che permette al regista del PSG di giocare con l'adeguata copertura in mediana e soprattutto al milanista di partire largo a sinistra, lì dove generalmente si esalta (anche se nelle ultime apparizioni è parso piuttosto affaticato). La prima conseguenza immediata di questa potenziale spensieratezza tattica sembra essere l'evoluzione verso un modulo in stile Lazio, dove a fare la differenza sarà l'ottimo stato di forma di Candreva. Il biancoceleste partirà largo a destra nel tridente offensivo, una posizione in campo che porterà lo schieramento tattico da un 4-3-3 in fase di possesso palla a un 4-5-1 in contenimento. Se i movimenti saranno corali - non qualcosa di semplicemente applicabile calcolando lo scarso tempo a disposizione per migliorare i meccanismi di squadra - è possibile anche che si finisca davvero per assistere a un calcio più diretto rispetto alle ultime apparizioni, ben coperto in difesa e agile in ripartenza. L'obiettivo di Prandelli, in fondo, è questo. Creare una formazione che trovi con più facilità la porta avversaria e garantisca una maggiore stabilità difensiva. Possibile che i risultati si vedano già da questa sera? Difficile, ma gli svarioni della retroguardia transalpina potrebbero agevolare il compito dei nuovi Azzurri.

OCCHIO ALLA DIFESA - Attenzione, però. Perché o si difende di squadra o si rischia di sbandare perché le garanzie offerte dalla linea difensiva a quattro di questa sera non sono delle migliori. Balzaretti e Maggio pensano molto a spingere e dovranno fronteggiare una mina vagante come Ribery, ma i due terzini sono anche piuttosto appannati a livello fisico. Il loro, però, è un ruolo cruciale in entrambe le fasi di gioco. Per dare copertura alla difesa e permettere al tempo stesso a El Shaarawy e Candreva di non sentirsi troppo soli nei movimenti d'attacco grazie a delle sovrapposizioni costanti. Poche garanzie, infine, arrivano anche dalla coppia centrale Barzagli-Chiellini, due che a quattro ultimamente hanno giocato poco e nulla, soltanto in Nazionale a dirla tutta. Il rischio è quindi proprio questo. Che le potenzialità offensive notevoli offerte dalla "nouvelle vague" italiana vengano vanificati proprio dall'inconsistenza di un pacchetto arretrato composto da senatori un po' raffazzonati. Un rischio, sì. Ma anche un'occasione.

Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)