Lavagna Tattica

Se il Toro ha una chance è sulle fasce

Due sono le cose certe di questo derby della Mole. Che la differenza tra i valori individuali della Juventus e quelli del Torino è abissale. E che, se i granata hanno una chance per ribaltare dei pronostici mai così severi, è giocandosela fino in fondo come vuole Giampiero Ventura. In altre parole, sulle fasce.

IL PIANO DI VENTURA — L'unica possibilità reale dei granata arriva dal 4-2-4 di base. Che in realtà è un 4-4-2, ma in fase offensiva libera i due esterni e li rende autentici attaccanti aggiunti. Soltanto sulle fasce, infatti, il Torino può vantare una superiorità numerica di base. E, soltanto sugli esterni, si può dire che il divario tecnico con i bianconeri non sia devastante. Da una parte Cerci, dall'altra Santana. Ben poco costanti entrambi, ma comunque ali vere, capaci di aggredire gli spazi e saltare l'uomo. Qui, infatti, la coppia Alessio-Conte dovrà stare molto attenta ad applicare un turnover che potrebbe proporre Giaccherini a sinistra in luogo di Asamoah. Un pizzico di prudenza sarebbe forse più opportuna, perché sulla carta è lì che la Juventus soffirà. Con il rischio che, schierando due esterni non al top, il Torino finisca per schiacciarli e limitarli soltanto alla fase difensiva, portando i bianconeri ad applicare un 5-3-2 piuttosto che un autentico 3-5-2. Un problema da non sottovalutare. Anche perché, se viene meno il gioco sulle fasce, la manovra di Pirlo e compagni rischia di divenire troppo prevedibile, impostata soltanto per vie centrali.

IL PIANO DI CONTE — Se sugli esterni può esserci battaglia, lo stesso non può assolutamente accadere in mediana. Il trio composto da Marchisio, Pirlo e Pogba è in netta superiorità rispetto alla coppia composta da Basha e Gazzi. Due grandi faticatori di centrocampo che, innanzitutto, partiranno da un'inferiorità numerica a metà campo e, soprattutto, pagano nettamente sia a livello fisico che tecnico nel confronto con i dirimpettai. L'obiettivo di Conte diventa quindi semplicemente quello di sfruttare l'ampiezza sugli esterni come accade di consueto e puntare forte sugli inserimenti di Marchisio e Pogba, con il francese che ha una grande occasione per mettersi nuovamente in mostra. Indispensabile, comunque, una maggiore brillantezza tra centrocampo e attacco, lì dove la Juventus deve per forza approfittare della staticità granata.

LE VARIABILI: PIRLO E LA PANCHINA — Il Milan insegna che, in fondo, si può mettere in difficoltà la Juventus mettendo due uomini a turno su Pirlo e costringendo i bianconeri a impostare con Bonucci. Ventura può fare altrettanto? Assolutamente no, perché fare uscire uno dei due mediani impoverirebbe troppo la mediana. Il pressing sul regista di Conte, dunque, dovrà essere applicato dalle due punte a turno. E, in teoria, non è la stessa cosa anche perché gli attaccanti, in questo modo, rischiano di perdere brillantezza in fase conclusiva. Sarebbe meglio abbassare l'assetto di qualche metro e fare più densità nella propria metà campo, limitandosi a ripartenze mirate sugli esterni. Nella speranza che un gol metta subito la partita sui binari giusti. Perché, non serve un patentino in prima per capirlo, la battaglia di logoramento favorirebbe non poco una Juventus capace di sfruttare appieno la panchina. Ben più di un Ventura che oltre a Sgrigna, Stevanovic e Sansone ha ben poco da mettere in gioco per sferrare il colpo vincente. Una sfida impari, in fondo, si vede anche da questi aspetti.

di Mattia FONTANA (Twitter @mattiafontana83)