Lavagna Tattica

Vucinic, è il momento di prendersi la Juventus

Basta dare uno sguardo d'insieme alle prime pagine dei quotidiani sportivi nazionali, che anche l'appassionato di calcio più distratto se ne accorgerebbe: la sfida dello Juventus Stadium tra campioni d'Italia e i campioni d'Europa è la partita dell'anno. "Una sfida da dentro o fuori", proprio come l'ha descritta nella conferenza stampa della vigilia il vice-allenatore della Juventus Angelo Alessio. Ma come arrivano le due squadre alla sfida che determinerà il loro destino europeo?

CASA JUVE — Il dubbio più grande della vigilia riguarda la presenza al centro dell'attacco di Mirko Vucinic. Tutti gli indizi conducono a un'unica pista: il montenegrino dovrebbe essere schierato dal primo minuto, in coppia con il leone di Stamford Fabio Quagliarella, segnalato in grande forma psico-fisica. Lichsteiner e Pirlo recuperano i gradi da titolare.

CASA CHELSEA — Se la Juve si avvia a schierare la formazione-tipo (con la consueta rotazione degli attaccanti) il Chelsea è costretto a rinunciare ai suoi leader carismatici John Terry e Frankie Lampard. Sicuramente l'assenza più pesante è quella del faro difensivo JT, perché David Luiz non dà le necessarie garanzie. Motivo per cui Ivanovic potrebbe essere dirottato al centro della difesa con la new entry Azpilicueta impiegato nel ruolo di terzino destro, dopo la convincente prestazione contro il WBA, griffata dall'assist per il momentaneo — e illusorio- pareggio del Chelsea. Cole, Oscar e Mata ritrovano il posto da titolare dopo il massiccio — e nefasto — turnover applicato da Roberto Di Matteo nella sconfitta contro il West Brom.

POSSIBILI SCENARI — La classifica parla chiaro: il Chelsea può contare su due risultati su tre. Uscendo imbattuti dallo Juventus Stadium, i blues avrebbero a disposizione il più comodo dei match point allo Stamford Bridge contro la cenerentola Nordsjaelland. Forte di tale power play, Di Matteo potrebbe impostare la partite sulla difensiva, magari rinunciando al genietto Hazard per inserire un giocatore più disciplinato tatticamente come Ryan Bertrand. Quando si tratta di difendere Roberto Di Matteo assurge a esimio professore: basta aprire il file di Barcellona-Chelsea, semifinale 2011-2012 di Champions League.

TREQUARTI ISPIRATA — Non solo difesa. Quest'anno lo scacchiere londinese può contare sulle invenzioni di Oscar, un nome che evoca brutti ricordi ai tifosi juventini: è lui lo spauracchio principale, anche perché Torres non si è ancora liberato di quell'incantesimo che gli ha sottratto quasi per intero il suo proverbiale killer instinct. E' la batteria dei trequartisti alle spalle di Fernando Torres l'arma più affilata del Chelsea, il reparto da cui dipendono — quasi interamente — le fortune dei blues. Juan Mata è il giocatore che vive il momento di forma più brillante: Vidal e Marchisio saranno chiamati agli straordinari stasera, poiché dovranno azzannare gli ispiratori delle manovre offensive avversarie.

MIRKO, LO SPACCAPARTITE — Lo staff medico farà di tutto per tirare a lucido il montenegrino: è lui la scheggia impazzita che può decidere partite di questo livello. Quest'anno Vucinic è stato bloccato da infortuni a ripetizione, ma ora sembra arrivato — finalmente — il suo momento. Più che da spietato finalizzatore, la sensazione è che Mirko potrebbe risultare decisivo arretrando "tra le linee" e smarcando con i suoi passaggi filtranti alla Ibrahimovic gli incursori Marchisio o Vidal, oppure il compagno di reparto Quagliarella. Proprio lì — nelle vie centrali — la Juve potrebbe trovare il varco decisivo, tra le incerte maglie difensive avversarie. E se l'intuizione non dovesse arrivare dai piedi di Vucinic, l'imbeccata potrebbe arrivare dalla cabina di regia, dove agisce un Andrea Pirlo per cui il Chelsea non sembra possedere un anticorpo credibile.

di Paolo PEGORARO (Twitter: @PaoloPego82)